Jardin d'enfat e luoghi d'incontro genitore-bambino in Francia

Qui in Francia sono davvero specialisti nei diversi modi di "garde d'enfants", insomma a chi far tenere i proprio bambini fin da piccoli. Per le mamma che lavorano sono davvero organizzati e fa si che i francesi non si limitino a fare un solo figlio come spesso succede in Italia.


I neonati possono essere iscritti alla "creche", gli asili nido, oppure possono essere assegnati ad una nounou, che sta per "nourisse", cioe' delle "assistante maternelle" insomma delle baby sitter certificate che tengono i bambini a casa loro.

Molti francesi optano per questa soluzione in quanto spesso queste nounou tengono i bambini anche se sono ammalati, cosa che invece non succede nelle "creche".

Spesso queste nounou si ritrovano nei parchi giochi o creano vere e proprie associazioni in cui organizzano eventi per i bambini.

Ne vedo sempre tante in giro e posso dire che certe sono veramente brave e materne ma altre sono terribilmente anti-bambino e mi portano a chiedermi "come fanno a fare quel lavoro" e pure "come fanno i genitori a lasciargli i loro figli?".

Considerazioni personali a parte, passiamo al passo successivo.

I bimbi che hanno piu' di due anni possono frequentare anche i "Jardin d'enfant", una via di mezzo tra asilo nido e scuola materna in cui i bambini si preparano per l'ingresso alla "maternelle".

Ed ecco che a MaFa e Babbo viene la bella idea di mettere Dada' in uno di questi Jardin d'enfant. Scegliamo quello piu' vicino a casa, in una bella location, immerso nel verde di una collina e la struttura e' davvero carina con un bel parco giochi e delle belle stanze piene di giochi per i bambini.

Inizia la fase di "adattamento", alla francese ovviamente: la mamma rimane una mezzoretta il primo giorno con il bambino, poi insieme se ne vanno, il secondo giorno la mamma resta massimo 10 minuti (io sono arrivata a 15) e poi se ne va di nascosto lasciando il bambino in lacrime, e ritornando poi dopo un paio d'ore.

La nostra prima mezz'ora insieme in questa scuolina procede abbastanza bene, anche se Dada' si allontana a fatica dalla mia gamba, piano piano va a giocare sullo scivolo tenendo sempre d'occhio pero' la mia postazione.

Nel frattempo io osservo, scruto, cerco di capire le maestre e rimango impressionata dai bambini, soprattutto alcuni, che piangono ininterrottamente senza che le assistenti si occupino di loro, anzi, i brontolamenti e le sbuffate non mancano.

Io penso e spero che sia un caso e procedo nel mio intento di inserire Dada' in questa scuolina, per permettergli di stare con altri bambini, imparare canzoncine, fare belle attivita' e farsi dei nuovi amichetti.

Ah, che illusione. Gia' dal secondo giorno capisco che non fa per noi, che il loro metodo "prima o poi smettera' di piangere" fa parte della loro politica e Dada' ne e' vittima. Lo lascio per 2 ore, lo ritrovo in un angolo, in lacrime, con il viso rosso e i capillari delle guance spaccati.

Chiedo quanto ha pianto e la maestrina scocciata mi dice che non sono riusciti a calmarlo e che non si lasciava coccolare. No ma dico, tu, adulta, ti faresti toccare, accarezzare, baciare da uno che non sai chi e' , che hai visto solo un'ora prima? Io no.

E cosi', drasticamente, finisce la nostra avventura, appena iniziata al Jardin d'enfant, penso che c'e' tempo per farlo piangere per la scuola, visto che a settembre lo aspetta la PS (petit section) e che li le lacrime si sprecheranno.Ho avuto altre amiche tanto ma tanto soddisfatte del loro Jardin d'enfant, forse sono stata sfortunata.

E allora mi sto impegnando a portarlo il piu' possibile al parco e nei luoghi di "accueil enfant-parent". Praticamente le amministrazioni comunali mettono a disposizione di genitori con bambini piccoli (che non siano in eta' da scuola materna) delle stanze, generalmente in creche o scuole, nelle quali una o due assistante maternelle accolgono i genitori con i loro figli e mentre questi giocano le mamme possono avere uno scambio di opinioni tra di loro e con queste Assistenti.

La cosa e' carina e mi permette pure di conoscere nuove persone, soprattutto mamme straniere, anche perche' e' davvero raro trovare delle mamme francesi che decidano di fare le "mamme full time".

Decido quindi di godermi il mio Dada' e mi preparo psicologicamente alla durissima Rentree di settembre 2011 che mi aspetta.

MaFa

MammaFarAndAway

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