Di passione e di spettacoli di Natale nella scuola inglese

Da piccola, oltre a voler fare la ballerina, avrei voluto fare la maestra. 

La strada seguita e' stata un'altra, ma la passione per i bambini e per l'insegnamento mi e' rimasta.

Mi e' rimasta talmente tanto che da quando i miei figli sono entrati nel mondo scolastico ho un occhio molto critico nei confronti delle maestre, rimanendo sempre nei limiti del mio ruolo di madre e rispettosa del loro ruolo di maestre.

Ho avuto a che fare con maestre ed assistenti urlanti che nella vita avrebbero dovuto fare sicuramente un altro lavoro, con maestre che hanno ridotto a zero l'autostima dei miei figli, con maestre poco oggettive e bigotte, con maestre che pretendevano solo d'essere ascoltate senza porre attenzione a quello che il bambino aveva da dire, con maestre che guardavano solo al risultato finale senza fare attenzione a tutto lo sforzo fatto nel percorso, con maestre "chiuse" nei confronti dei genitori e altezzose nel loro ruolo di istitutrici. 

Chi mi conosce sa che la scuola francese e quello che abbiamo vissuto - con un pizzico di sfortuna mi dicono alcuni - e' stato uno dei motivi che ci ha fatto lasciare la Costa Azzurra.

Perche' tutte queste riflessioni?

Sono reduce da due giorni di spettacoli di Natale nella scuola di Lolo' e di Dada'. 

Dada' ed i suoi compagni di Year1 e Year2 hanno fatto la rappresentazione della Nativita'. 

Re magi, Giuseppe e Maria, pastori e pecorelle, stelline ed i narratori. 

Dada' ha fatto il narratore. 

Una frase impegnativa da ripetere a voce alta, tante canzoni da imparare.

Emozionante, non solo nel vedere mio figlio cosi' a suo agio - finalmente! - e sicuro di se', ma nel vedere queste maestre, pazienti, non un urlo, non un modo brusco, solo sorrisi, occhiolini, tanti "ok" fatti e una gestione rilassata di  quattro classi.

Una bambina vestita da stella era sul palco in lacrime, l'hanno presa per mano.
La maestra l'ha tenuta per mano facendosi poi in quattro nel seguire gli altri con l'altra mano rimasta libera per tutta la durata della canzone. 

Ho percepito amore in questo. 

Mi stupisco? 

Si', perche'  nella mente mi e' tornata la festa di fine anno della scuola in Francia dove una bambina di Petite Section (primo anno di materna) ha pianto per 4 minuti di canzone, sola sul palco, senza nessuno che la prendesse perche' "the show must go on" secondo la loro mentalita'. 

Oppure penso a Dada' a quando gli avevano truccato il viso, contro la sua volonta', per la festa di carnevale ed era rimasto per tutta la durata della festicciola con il muso ed i lacrimoni senza che nessuno si fosse interessato del perche'.

Questo e' il punto: l'attenzione al benessere del bambino, alla sua serenita', prima di tutto e soprattuto prima del risultato, del "fare bene". 

Ho visto energia in quelle maestre, passione, dedizione e gioia. 

Dada' ha completato la sua frase, la maestra gli ha alzato entrambi i pollici con una grinta e con un sorriso che non  dimentichero' facilmente, perche' anche per lei sono soddisfazioni, lei che sta seguendo Dada' nel suo percorso di apprendimento dell'inglese e che con orgoglio comincia a sentirlo fare frasi, scrivere e leggere. 

Le emozioni non sono finite qui. 

Lo spettacolo di Lolo' nella sua scuola era un vero e proprio musical, una produzione teatrale tratta da questo sito.

Fonte: www.edgyproductions.com

Bambini dai 7 agli 11 anni, con le loro maestre, hanno messo inpiedi 45 minuti di puro divertimento. 

Un Babbo Natale che decide di andare in sciopero perche' i bambini non sono piu' buoni ed un gruppo di elfi che cerca di convincerlo che non e' cosi,' con scenette per dimostrare tutto quello che i bambini possono fare di buono.

Anche qui emozione nel vedere il mio Lolo' che con impegno ha cantato tutte le canzoni, interpretandole anche con le espressioni del viso e del corpo.

Ma l'emozione e' stata nel vedere la partecipazione dei bambini, di tutti i bambini.

Erano i bambini che gestivano le luci, il suono e il backstage. 

Erano i bambini seduti in regia a far partire le musiche nel momento giusto ed accendere e spegnere le luci rispettando le tempistiche. 

Erano i bambini che cambiavano le scene trasportando sedie, cuscini e tavoli.

Le maestre erano sedute da un lato, ovviamente pronte ad intervenire in caso di problemi.

Questi bambini erano la parte attiva dello spettacolo. 

Qui c'e' tutta una cultura scolastica dietro, passa chiaro il messaggio di coinvolgimento, di autonomia - dare in mano un PC a dei bambini di 10 anni e fargli dirigire uno show non e' roba da poco - e di rispetto alla pari. 

Questa scuola inglese e' cosi', probabilmente siamo stati fortunati nel capitare in due ottime scuole e per ora abbiamo incontrato insegnanti bravi, ma credo che molto parta dalla base.

I bambini sono come dei piccoli adulti, vanno ascoltati, motivati e trattati come tali, responsabilizzandoli.

Qui lo fanno come lo faccio io a casa. 
Ho trovato la mia dimensione di scuola, ho trovato la scuola che combacia con il mio metodo educativo. 

Lolo' mi ha detto qualche giorno fa "grazie mamma d'averci portato qui in Inghilterra, perche' a scuola tutti sono contenti, io mamma mi diverto tutto il giorno, non e' come in Francia che stavo sempre seduto. Qui mamma vado in giro per la scuola da solo e c'e' sempre qualcuno pronto ad aiutarmi se ho bisogno".

MaFa

MammaFarAndAway

10 commenti:

  1. ciao ma che meraviglia avere fiducia nelle maestre e vederne i frutti ! ma soprattutto vedere i tuoi figli che si rafforzano….diventi forte anche tu !! anche io sono un po come te ho aspettative a volte profonde con le maestre ma perché credo che questi bimbi abbiano molto da dare, ma devono lasciarlo fare.

    un abbraccio forte
    chiara

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    1. Ciao Chiara, guarda dopo le nostre brutte esperienze in francia , delle quali pago ancora le conseguenze con l'autostima di mio figlio grande che ogni tanto traballe, arrivare qui e trovare questo ambiente per me e' stato come rinascere e ricominciare a provare fiducia per la scuola e per le insegnanti. Contraccambio l'abbraccio!

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  2. C'e' qualcosa nelle scuole di stampo anglosassone che non c'e' negli altri paesi. Io lo chiamo "incoraggiamento positive". E' quello che mi ha fatto rimanere a vivere lontano dalla famiglia anche quando nei momenti difficili avrei volute lasciare tutto. Le scuole dovrebbero essere cosi. Non mi importa che tante persone in Italia pensano che gli Americani siano ignoranti. E' vero in parte, ma all'ignoranza si puo' sempre rimediare in future, mentre se a un bambino elimini l'autostima sara' molto difficile che anche da adulto la recuperera'.

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    1. Condivido a pieno la tua riflessione! Appena avro' maggiore esperienza sicuramente scrivero' dei "contenuti" e del "programma" della scuola inglese, che in Francia mi dicevano essere inferiore rispetto all'ottima scuola francese (ovviamente i francesi si ritengono i migliori in campo scolastico). Forse sara' cosi', forse i miei figli avranno meno nozioni di storia o geografia, ma noi genitori siamo qui apposta per supportarli, per colmare un giorno le eventuali lacune. Intanto ho ritrovato dei bambini sereni, vogliosi d'andare a scuola che non hanno piu' paura delle maestre ed hanno il coraggio di avvicinarsi a loro e parlargli sapendo che riceveranno una risposta cortese. Stiamo lavorando molto sull'autostima, soprattutto quella del mio omino di 8 anni, che e' stata profondamente danneggiata dalla prima maestra di Maternelle! Grazie per tutti i tuoi commenti! :)

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  3. Benissimo! Vedo che i tuoi bimbi stanno facendo molta strada e avete trovato degli insegnanti stupendi che sanno seguire ognuno e valorizzarlo al meglio. L'insegnante fa la differenza, non è sempre detto che nella stessa scuola ci siano insegnanti con la stessa bravura e, d'altra parte è un mestiere complicatissimo e faticoso.
    Faccio tesoro delle tue osservazioni perché è difficile lavorare con i bambini, ottenere la loro attenzione senza essere troppo severi o senza perdere le staffe: è difficile capire a che punto ci si può spingere per farli lavorare bene, con divertimento, senza che oltrepassino il limite, specie per noi che ogni giorno abbiamo classi diverse e non sappiamo che tipo di educazione è stata costruita durante l'intero anno dagli insegnanti. Ma credimi, la differenza con i buoni insegnanti si nota subito!

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    1. Ciao Clyo! Immagino non sia facile lavorare con bambini che provengono da educazione diverse e dei quali non conoscete al storia. Credo che mettendoci passione e amore si ottengono comunque buoni risultati, anche se capisco che la pazienza possa vacillare! Forse per le vacanze scolastiche natalizie capitiamo a Londra, riusciamo a vederci o rientri in Italia?

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  4. wow!
    io rimango sempre stupefatta dai tuoi racconti...
    Rossella

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    1. Sono contenta che l'emozione passi! :)

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  5. Posso confermarti che sono le stesse sensazioni ed impressioni che ho avuto io della scuola internazionale dei miei figli che segue il curriculum inglese. E' un modello di scuola che mi piace veramente tanto. Sicuramente ci saranno insegnanti migliori e peggiori, però di base sono tutti molto gentili e premurosi con i bimbi, impegnati nella trasmissione di valori importanti per la convivenza ed attenti ai bimbi come individui unici e con esigenze ed attitudini diverse l'uno dagli altri. E questa e' l'impronta che dà lo stesso sistema educativo e non solo l'iniziativa di un singolo insegnante.

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    1. Ciao mamma in oriente! Credo che ci sia un'impronta di base comune, come dici tu e questo fa si che le maestre siano in un certo modo e vengano formate nella stessa "scuola" che insegna loro di quanto sia importante considerare il bambino come singolo individuo e non come massa al quale fare raggiungere solo obiettivi.
      Ho scoperto che tutto parte dalla selezione del personale nelle scuole. Non accade come in Italia, tramite concorso nel quale uno piglia il posto e poi nessuno lo muove piu' da li', ma qui avviene tramite veri e proprio colloqui con la scuola, colloquio motivazionale. Se vieni assunta come teacher o teacher assistant poi ti toccano corsi di aggiornamento obbligatori e revisioni sul tuo operato costanti. Insomma e' uno dei lavori piu' importanti ed e' giusto che sia monitorato. Non credo d'essere stata solo sfortunata in francia, credo proprio che sia il sistema totalmente diverso e, guardando gli adulti inglesi e gli adulti francesi capisco bene che il problema viene dall'infanzia, da come sono stati trattati e da cosa gli e' stato insegnato. Non voglio far polemica o generalizzazioni, ma questo e' quello che ho notato con la mia esperienza di vita in quei due paesi. Un abbraccio

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