La terza lingua dove la metto?

Qualche settimana fa ero al telefono con la mia cara amica Helene dalla Francia, una bella chiacchierata in francese con lei, qualche risata e poi Lolo' che si avvicina chiedendomi di parlare con suo figlio Mathis, il suo ex-compagno di scuola nonche' caro amico. 


Mathis non era li' e Lolo' prende lo stesso la cornetta per parlare con Helene che, con la sua voce squillante, lo riempie di domande e lui..... il blocco!

Il suo francese fluente non gli e' uscito e la crisi e' arrivata.

"Mamma non riesco piu' a parlarlo, adesso quando cerco di dire delle parole mi vengono in inglese, come faccio?".

Eccoli in agguato i sensi di colpa da mamma, quelli che non ti abbandonano mai e che sbucano cosi' all'improvviso!

BabboGe' non parla francese, non l'ha mai parlato e mai lo parlera', anzi non nominateglielo nemmeno perche' non lo sopporta proprio, per cui a lui questo argomento non riguarda.

Io lo parlo, infondo ci sono nata in Francia ed e' stata la mia prima lingua, ho imparato prima a parlare francese che italiano e la mia R moscia ne e' la prova schiacciante!

Quindi tocca a me, sta a me occuparmi di questo francese.

E dove lo metto?

Ci siamo immersi a capofitto in questa nuova vita inglese.

Fino a quest'estate i bambini parlavano francese tra di loro nel momento del gioco. 

Piano piano hanno smesso, l'italiano ha prevalso.

Poi pure la tv francese si e' spenta ed e' finita in un cartone.

Abbiamo lasciato la Francia e quel mondo, con la sua lingua, e' rimasto alle nostre spalle.


2009 - Classe di Dada'

In principio pensavamo fosse giusto cosi', chiudere, riaprire nuove porte e mettere da parte quella lingua.

Non e' cosi'. 

Il francese e' la lingua con la quale, soprattutto Lolo', ha imparato a leggere e scrivere, ha parlato per 5 anni con i suoi compagni a scuola e gli ha dato ottimi risultati.

Quello stesso Lolo' ora e' frustrato perche' non e' piu' uno dei primi della classe, non e' piu' uno dei primi ad alzare la mano per rispondere alla domanda della maestra (le mie care amiche dell'universita' staranno pensando "ah ah da chi ha preso?!), non riesce ad esprimersi bene come riusciva in francese.

Insomma, per l'italiano non abbiamo problemi, sono tutti e tre fluenti nella loro lingua madre ed il vocabolario e' ampio - il merito va alle letture fatte fin da piccolissimi - lo parlano tutti e tre bene e continuera' ad essere cosi', credo!

Ma ora devo trovare una soluzione per il francese.

I tanti libri made in France sono li' in bella vista e Lolo' spesso si perde a leggerli e lo vedo quasi fiero di poterlo fare.

Dada' sembra fregarsene, se gli parlo in francese mi capisce ma non si fa troppe menate se non gli esce la parola giusta e lui va per la sua strada, con quel suo senso pratico che lo caratterizza.

Io, da parte mia, ho ricominciato a parlare francese in alcuni momenti della giornata: in macchina, facendo osservazioni sul paesaggio, facendo domande banali o semplicemente chiacchierando del piu' e del meno. 
Non so se e' il momento giusto, non so se e' la cosa giusta, so solo che voglio assecondare il bisogno di Lolo' e fargli passare quella paura di non essere piu' in grado di parlare in francese!

Dada  e Lolo' capiscono tutto, Popa arranca! 
Popa mi dice addirittura "non parlare cosi' mamma, parla hello, good morning, bye!" con un accento british quasi perfetto perche' a lei la pre-school sta facendo effetto... e come!

Un bel casino insomma!

In entrambe le scuole dei bambini la lingua straniera studiata e' il francese, ma ogni volta che chiedo loro "avete fatto francese" la risposta e' negativa! 
Mi sorge il dubbio che li mettano a fare altro durante le ore di francese.

So che non lo perderanno, so che e' li' nella loro testolina, ma so anche che dopo tutta la fatica che hanno fatto per impararlo, dopo tutto quello che hanno affrontato nella scuola francese, e' giusto mantenerlo ed e' forse pure giusto che Popa abbia l'occasione di parlarlo come i suoi fratelli.


2009 - primo giorno di Lolo' in Maternelle

Confido in loro, nelle loro capacita', confido nel fatto che sono spugne, che sono nell'eta' giusta per assimilare tanto, per imparare, ma confido poco nelle mie forze che ultimamente scarseggiano, nella mia testa stanca di pensare a tutto e tutti, di cercare sempre il modo migliore per fare le cose, di capire qual'e' la cosa giusta.
 

MaFa

MammaFarAndAway

11 commenti:

  1. Io penso che dovresti parlargli tu in francese. Per l'inglese ci pensa l'ambiente, l'italiano papà e nonni, tu sei l'anello per il francese. E non ci trovo niente di male, se non un arricchimento in più. ci saranno momenti in cui non vorranno, ci saranno momenti in cui ti chiederanno di parlare una data lingua, ci saranno momenti in cui tireranno fuori delle cose che nemmeno tu sai da dove arrivano...da noi almeno questo è ciò che succede.
    Niente sensi di colpa please, stai crescendo dei bimbi trilingue e ti pare poco???

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    1. ciao Ele, grazie per il commento! Il problema e' che a me il francese non esce naturale, spontaneo e non e' quindi facile parlarlo. Popa ha gia' iniziato a dire "cosa stai dicendo mamma..." quando parlo in francese. I sensi di colpa lo sai che non ci abbandonano mai vero!? C'e' gia' talmente tanto da fare con questo inglese che pensare al francese e' fonte di stress! Pensavo sarebbero bastate le ore che fanno a scuola, ma sembra di no. Speravo avessero trovato qualche amichetto francese, ma niente francesi nei paraggi! Insomma, devo inventarmi qualcosa, forse tiro fuori qualche dvd o rispolvero qualche cartone su youtube!

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    2. Nemmeno al Navigante all'inizio usciva naturale lo spagnolo. È questione di abitudine...e di volerlo fare, chiaro, senza stress. Se dici che è uno stress, no, lascia perdere, non moriranno perchè sono "soltanto" bilingue e il francese per un po' (perchè come hai detto tu è lì nella loro testa!) sparirà.
      Popa dice così perchè ovviamente non è stata esposta così tanto come gli altri due, ma se pensi anche la Belva ogni tanto chiede al papà di parlare italiano o francese, o a me di parlare in francese. Ci provano per vedere anche se possono sgamare, per capire com'é la realtà.
      Video, libri, cartoni, qualche parola, qualche frase...potrebbe anche già essere sufficiente, anche solo per tenere un terreno fertile, per farli giocare con le lingue. Ecco, un gioco dev'essere....non uno stress, non un compito, non un dovere.
      No, ma così, per capire...nessuno mai ti ha detto take it easy??? Scusami se mi permetto, ma ti sento molto nervosa e come se fossi sempre sul banco di prova. Non ti giudica nessuno, non sbagli a priori solo perchè fai una determinata scelta. C'è chi sarà d'accordo con la tua vita, chi no, magari i tuoi figli ora stanno passando un periodo difficile, ma la causa non è tua, anche se da mamma so cosa significa non voler vederli arrancare, purtroppo la vita è anche questo.
      Puoi anche mandarmi a quel paese, sono una ficcanaso, ma mi spiace sentirti sempre così in colpa, sempre così sul filo, sempre così tesa. Vivi il bello di questa esperienza, tutto il resto si aggiusta, ne sono certa!

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    3. Oh, il take it easy e' il mio motto ultimamente e non pensavo di trasmettere tensione, anche perche' piu' che tensione ho stanchezza. tutte queste riflessioni scaturiscono da un'esigenza di Lolo', in particolare, che non voglio sottovalutare e che mi ha portato a queste riflessioni sul trilinguismo.
      Non mi importa dei giudizi, anche se ci fossero e faccio la mamma a modo mio senza aspettarmi consensi o critiche, ma solo a modo mio. Cerco sempre e solo di fare attenzione ai loro segnali per poterli aiutare in questa fase dove hanno tanto bisogno di noi genitori. A parte i momenti di "corsa giornaliera" sto vivendo alla grande questa nuova vita, mi piace, la adoro, mi sento a casa e sento la strada in discesa, con qualche dosso, ma in discesa! ;)

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    4. Devi scusarmi...sono stata troppo diretta e poco comprensiva. La stanchezza non aiuta e ci sono sempre mille domande a cui non si sa come dar risposta, lo so, ma sei una mamma attenta e giudiziosa, sono sicura che comunque vada, sarà un successo ;)

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  2. Leggo i tuoi post sempre con tanta tantissima ammirazione. Le nostre vite ed i nostri percorsi sono molto diversi, ma quei sensi di colpa da mamma di cui parli mi suonano tanto familiari. :)
    Sei una madre meravigliosa e la tua famiglia è davvero fortunata ad averti! A volte la leggerezza senza troppi rimuginamenti è la chiave... Se parlare Francese per te è uno stress, ripiega sui film-cartoni e non essere troppo severa con te stessa: stai facendo delle cose da wonder woman!!
    Un abbraccio di luce

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    1. Ciao Vale! Ecco che un commento mi risolleva e mi rincuora! Vorrei non doverci pensare, vorrei che qualcuno mi dicesse "lasciare perdere intanto se lo ricorderanno quel francese" e vorrei che Lolo' tutte le se non mi dicesse "ma mamma io me lo sto dimenticando questo francese e se poi andiamo in canada non sapro' piu' parlarlo!". Sto diventando una wonder woman stanca che ha bisogno di vacanza. Mi sa che provero' con qualche cartone e chissa' che non trovano un amichetto francese a scuola! Grazie per l'abbraccio di luce....mi hai abbagliata! ;)

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  3. Una battuta: forse potreste andare in vacanza in Francia, dopo qualche giorno si ricorderebbero tutto....
    Ricorda che state giá facendo progressi enormi in brevissimo tempo, siete bravissimi!
    Disorientata

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    1. Ciao Disorientata! Grazie per la battuta..mio marito apprezza molto! ;)
      Ci ho dormito sopra ed ho risolto con un "take it easy" insomma, Lolo' se sentira' il bisogno potra' leggere i suoi libri e posso sempre rispolverare qualche dvd/cartone in francese. Per ora la priorita' e' l'inglese anche perche' ci troviamo talmente tanto bene che non credo staremo qui per un bel po'! :)

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  4. Penso che l'eta' sia davvero quella giusta!
    Sei brava a farti tante domande. :)

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    1. Aiutoooo...quante domande davvero! Anche io confido nel fatto che l'eta' sia quella giusta, ma ho paura che sia troppo certe volte!

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