19 Maggio 2004

Una decisione presa in fretta, il mese prima, senza pensarci troppo, perche' io ero una che non perdeva tempo (a dire il vero non sono cambiata!) e l'essere istintiva faceva e fa parte della mia natura.
Una sola telefonata fatta alla persona giusta in grado di darmi le dritte giuste sulla capitale irlandese ed anche un po' di carica, che in quel momento non guastava di certo!
Dopo due voli,  Bergamo - Londra e poi Londra - Dublino, con un valigione blu carico delle mie cose essenziali, sono arrivata a Dublino. 
Ricordo ancora la mia attesa infinita a Luton, chiusa nel bagno a piangere per un disguido con il bagaglio, per quel chilo di troppo, per quel senso di solitudine e di paura che infondo mi portavo dietro.

Nello zaino il mio diario, che ho risfogliato oggi, a 11 anni di distanza dall'inizio di tutto. 


La mia vita aveva bisogno di uno scossone, la realta' italiana non mi soddisfaceva e la mia situazione sentimentale era giunta al bivio, quel punto in cui o evolvi o ti lasci. Ha prevalso la seconda.
Una laurea fresca in Economia del Turismo, la voglia di mettermi in gioco, di trovare un lavoro interessante (impossibile con il mio inglese scadente!) e tante porte sbattute in faccia perche' "troppo giovane", "con poca esperienza", poche conoscenze.

Non riuscivo ad accettare quella situazione, avevo bisogno di adrenalina, di cambiamento, di novita' e l'esperienza all'estero era tra i miei sogni, per migliorare il mio inglese scolastico, per fare nuove esperienze, conoscere gente nuova e in tutto questo Dublino, la piccola capitale europea, faceva al caso mio. 

Non mi sbagliavo.

Mi sono sentita subito a mio agio tra le vie piene di vita di quella citta', mi sono subito orientata e mi sono lanciata alla ricerca di una stanza. 
Non ero la sola a cercar casa, la concorrenza era spietata, prezzi assurdi, case schifose e la paura di non trovare niente di decente!

I miei appunti nei giorni di ricerca casa a Dublino
In concomitanza c'era la ricerca del lavoro ed il sentirmi persa con l'inglese.

Non capivo niente, ma niente di niente!

Nonostante le gita scolastiche in Inghilterra con la classe delle superiori, nonostante gli esami d'inglese all'universita', non bastavano a capire quella lingua unita all'accento strano irlandese. 

Ce l'ho messa tutta, ho tirato fuori la mia faccia tosta e mi sono lanciata con l'inglese, parlando, facendo errori ma facendomi capire in qualche modo e dopo aver trovato una stanza in condivisione con una ragazza spagnola ed altri tre "flatmates" e' arrivato anche il lavoro, come cameriera in un ristorante del centro.

Tante figuracce, tante  risate con i nuovi amici incontrati in fretta nella "super friendly Dublin".

Quello e' stato solo l'inizio del cambiamento. 

Ho sfidato il destino, ho rischiato, ho pianto per quello che lasciavo, senza sapere di quanto avrei gioito per quello che avrei trovato. 

Oggi ho riletto quelle pagine del mio diario, scritte nelle panchine di St Stephen Green o davanti al cappuccino gigante del Busyfeet & Coco Cafe', il mio bar preferito di Dublino, seduta al tavolino vicino alla finestra sola soletta.

Oggi penso a quando qualcuno mi ha detto che sono stata fortunata. 
Non credo sia stata fortuna, credo sia stato coraggio, audacia. 
Quel coraggio di provarci, di lanciarsi, di rischiare e di aprirsi al mondo, alle nuove conoscenze..... e nessuno mi aveva detto che tra quelle nuove conoscenze ci sarebbe stato lui, il "mio Lui".
Il destino non fa tutto da solo, un aiutino bisogna darglielo!

Oggi penso ai nostri figli, a quando saranno loro a partire, a rischiare, a prendere in mano la loro vita da soli. 
Avranno una mamma e un babbo che saranno piu' carichi di loro, che li appoggeranno e che capiranno al 100% cosa vuol dire "avventura" e di quanto l'esperienza di vita da solo all'estero possa dare. 
Ho ancora qualche anno prima che tutto cio' abbia inizio.

Mi godo i miei ricordi, mi rileggo emozionandomi quelle pagine, sorrido con BabboGe' ripensando a quei primi mesi insieme e tra poco esco per comprare un diario ai miei bambini, per abituarli fin da piccoli a scrivere di loro, a raccontare di loro, perche' la gioia di risfogliare quelle pagine e' unica. 

MaFa

MammaFarAndAway

6 commenti:

  1. Non è coraggio Fabiana, è ENORME coraggio..e tu lo hai avuto. E ora raccogli i frutti di tanto coraggio. Posso solo immaginare quanto sia stato difficile, ma non mi sembra tu abbia mollato..bella l'idea del diario per i piccoli...quasi quasi te la rubo! :)

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    1. Cara Miriam, nelle pagine di quel diario ogni giorno era un "piangere" "piangere", e' stata durissimi, me lo ricordo bene. Ma si dice che dopo il buio c'e' la luce...io cercavo quella luce!
      Il solo dubbio del diario ora e' "in che lingua lo scriviamo mamma?" ....la lingua dei sentimenti! ;)
      bacio

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  2. E pensare che quella scelta ti ha portato dove sei ora. L'avresti mai pensato?

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    1. Lo penso sempre, sono un'accanita sostenitre che ogni singolo passo ci porta in una determinata strada, e piu' mi guardo indietro e piu' penso a tanti piccoli passi che ho fatto con un po' di sofferenza e paura e che mi hanno portato dove sono!

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  3. Anche io credo che al destino una spintarella bisogna darla, bisogna avere il coraggio di scelte controcorrente, di seguire l'istinto, di non uniformarsi alla massa, ai desideri che gli altri hanno per te, a quello che la cultura a volte ci impone.
    Una storia diversa la mia, ma analoga alla tua. Se non avessi fatto determinate scelte, istintive, fuori dal buon senso comune, non avrei incontrato il Navigante, non avremmo avuto la vita che abbiamo adesso.
    Forse sarei stata comunque felice, nessuno lo può dire, ma ora come ora non posso che essere soddisfatta di che piega ho fatto prendere alla mia vita.

    PS: più giovane, più rilassata, forse più magra, ma il sorriso magnetico e solare non è cambiato :)

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    1. Sicuramente piu' magra, sicuramente piu' rilassata ah ah! Grazie per i tuoi commenti...sempre lunghi, belli e profondi! bacio

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