Questione di scelte personali

In tanti mi hanno fatto la stessa domanda in questi miei quasi 11 anni di mamma a tempo pieno. 
Sono stata guardata con sorpresa quando, finiti i mesi di maternita', lasciai il mio buon lavoro in una multinazionale americana a Dublino e decisi di fare la mamma a tempo pieno. 
Decisione presa rapidamente, senza dubbi e perplessita'.
Sono risultata una marziana quando nel 2007 comunicai che ero incinta di Dada', mentre Lolo' aveva poco piu' di un anno. 

"Ma quand'e' che ti godi un po' la vita?"
"Ma allora non ritorni al lavoro?"
"Non ti manca il tempo per te stessa?"
"Ma sei matta, due bambini cosi' ravvicinati e tu senza aiuto in Irlanda?"

Quante volte, quante risposte ho dato, motivando le mie ragioni, che sono solo mie e di nessun altro e quante volte ho risposto sorridendo, stanca di dover quasi giustificare la mia scelta, qualche volta mi sono pure impermalosita, altre volte ho fatto scena muta ed ho evitato di rispondere a provocazioni fuori luogo.
La storia si e' ripetuta poi nel 2010 quando, con il mio bel pancione me ne andavo in giro spingendo un passeggino doppio, portandomi dietro la borsa con cambio pannoloni e muovendomi come se nulla fosse. 
Questo succedeva in Francia, dove alcune mamme mi chiamavano la "maman italienne" oppure la "maman poulle", all'inizio sorridevo, solo con il tempo ho capito che non erano veri e propri complimenti!

Sono stata vista come pazza da alcuni, coraggiosa da altri. Per me stessa e per mio marito sono sempre stata solo convinta e decisa.
Qualche tempo fa ho ricevuto una mail da una ragazza che mi segue nel blog che era in procinto d'espatriare con marito e figli al seguito ed il suo espatrio implicava, inizialmente, l'abbandono del suo lavoro e il dedicarsi ai figli a tempo pieno. Questa cosa la spaventava, indubbiamente.

Lei mi chiedeva la mia motivazione dell'essere mamma full time e cosa mi mancava. 
Le ho risposto piu' o meno cosi':
"Tutte le scelte che prendiamo nella nostra vita sono frutto del nostro vissuto e per poter spiegare la mia scelta di fare la mamma a tempo pieno e' giusto fare un tuffo nel mio passato.
Sono figlia di due grandi lavoratori che hanno fatto mille sacrifici per non far mancare nulla a me ed ai miei fratelli e di questo non smettero' mai di ringraziarli.
Ma tutto questo ha avuto un prezzo. 
Erano meno presenti di altri genitori, ma non c'era meno amore. C'erano poche vacanze insieme,  perche', essendo ristoratori, non esistevano feste e weekend per loro.
Ovvio che questo mi ha segnato e mi ha fatto prendere coscienza di quanto per me fosse importante esserci.
Questo non mi ha di certo frenato nell'inseguire i miei sogni di studio e di carriera.
Ho fatto l' universita' ad Assisi, ho studiato Economia del Turismo con passione e dedizione.
Ho cercato di lanciarmi nel mondo del lavoro in Italia, un mondo che non mi voleva perche' senza un buon inglese, nel turismo, non si va molto lontano, a meno che non hai gia' un'attivita' avviata alle spalle o magari qualche conoscenza giusta. 
Sono partita per Dublino, per imparare l'inglese e per dare uno scossone alla mia vita.
La vita mi ha portato in quella direzione e la strada e' stata subito chiara.
Non potevo e non volevo lavorare in alberghi, ristoranti o altre strutture ricettive perche' per me era importante avere il weekend libero per godermi il tempo con il mio fidanzato.
Ci sono priorita' nella vita, che cambiano da periodo a periodo e per me sono sempre state chiare.
Le relazioni sono una delle mie priorita'. Io nei rapporti ci investo, molto.
Sono diventata mamma a 27 anni a Dublino. I panni da mamma mi sono sempri piaciuti e non ho fatto nessuna fatica nel decidere di volerli indossare dalla mattina alla sera e fortunatamente con qualche rinuncia l'ho potuto fare.
Ho sempre avuto un debole per i bambini, ho lavorato come animatrice nei miniclub dei villaggi vacanza, mi piace prendermi cura degli altri ed ho la capacita' di tenermi impegnata in mille attivita'.
Tutto cio' non significa che sia tutto rose e fiori. 
I momenti di sclero non mancano, la voglia di "scappare" in un'isola deserta ogni tanto mi prende oppure il bisogno di non essere chiamata ogni 2 minuti da tre voci diverse. 
Sono umana e non ho superpoteri. 
Ho la capacita' di organizzarmi e d'essere molto indipendente, perche' essere "mamma far and away" lontano da qualsiasi forma di aiuto e sostegno della famiglia d'origine ti fortifica e ti rende ancora piu' autonoma.
Ho la fortuna d'avere un compagno che crede nel suo ruolo di genitore tanto quanto ci credo io e questo fa la differenza, fa la nostra forza.
Questa e' la mia storia, ma siamo tutti diversi.

L'importante e' fare quello che ti senti di fare e quello che credi sia giusto per te e per i tuoi figli.
Ci sono fantastiche mamme che lavorano e che quando rientrano a casa sono ottime madri e dedicano tempo di qualita' ai loro figli e che probabilmente se stessero a casa tutto il giorno, controvoglia, sarebbero sclerate ed i bambini ne risentirebbero.
E' una questione di scelte, di periodi di vita, di priorita', di passioni, di storie diverse, di bisogni diversi e di attitudini. "


I miei figli stanno crescendo, io sto continuando a crescere con loro e tutte le cose che ho imparato in questi anni sono diventate un bagaglio d'esperienze uniche, questo e' innegabile.
Mi guardo indietro, non mi pento della scelta fatta d'essere mamma a tempo pieno, con i suoi pro ed i suoi contro, con i sacrifici e le rinunce, con i momenti indimenticabili e quelli che vorresti rimuovere dalla memoria. 
In questo periodo un po' difficile sento forte che il  "to care" e' ancora la mia priorita', che voglio esserci ancora, lucida e pronta ad affrontare le loro difficolta' e le mie insieme, al 100% per loro. Il resto arrivera'.
Arrivera' il momento in cui quel ruolo non mi bastera' piu' ed allora ci pensero'. 
Day- by-day e guardiamo sempre dritto!

MaFa

MammaFarAndAway

2 commenti:

  1. Stupendo questo tuo post!
    Anch'io, come te, ho avuto due genitori con una propria attività che lavoravano fino a tardi, spesso anche il weekend. Quando ho fatto la scelta di rimanere a casa dal lavoro e partire mia madre mi disse: "fai quello che senti, goditi i tuoi bambini e prenditi il tempo che desideri."
    Le critiche sono state infinite, ma come hai scritto tu derivano da scelte personali che hanno radici nel mio passato.

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  2. E pensa che invece io, in questa parte di Francia sono la normalità, anzi mi si chiede spesso se farò anche il quarto con una naturalezza che mi spiazza. Qui, in questa città di marinai, sono moltissime le famiglia con 5 o più figli, uno vicino all'altro che altro che maman poule!!
    In Italia invece sono la pazza scriteriata che ne ho fatti tre, quando avevo già la coppia...che non si capisce cosa possa influire, ma vabbè...
    Quando mi chiedono se mi manca il lavorare, io mi sento un po' a disagio e mi chiedo: ma davvero dovrebbe mancarmi il lavorare?!?! Cioè dai siamo sinceri, se tutti potessimo scegliere di fare solo quello che ci piace, veramente andremmo a lavorare?? A me manca fare sport agonistico, che ho lasciato molto prima di diventare moglie e mamma, ma questa è un'altra storia, il lavoro? Proprio no, forse perché la mia vera passione è stata lo sport non il lavoro.
    E mi sento a disagio anche perché sono stata cresciuta da una femminista che crede fermamente nell'emancipazione della donna tramite il lavoro. Io credo nell'emancipazione dell'umanità tramite il diritto di scelta e basta.

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