Tutto quello che non mi piace della vita in Inghilterra

Se devo scegliere tra un bicchiere mezzo pieno e un bicchiere mezzo vuoto scelgo quello mezzo pieno.

Se assaggio un piatto mai provato prima e nel piatto ci sono più pietanze, mi focalizzo su quelle che possono piacermi, le altre le assaggio e se non gradisco le metto da parte, senza fare tante facce strane.

Se il cielo è pieno di nuvole cerco il raggio di sole, se il raggio di sole non si vede osservo le nuvole, se le nuvole sono piene di pioggia cerco di concentrami sulle gocce che cadono, se le gocce cadono su di noi mentre torniamo a casa da una gita in bicicletta ce la ridiamo per la bagnata inaspettata, se la pioggia era prevista dal meteo mi troverà pronta con l'ombrello.

Se c'è una cosa che non so vado a ricercare il suo significato, se non sono sicura di una cosa approfondisco l'argomento. 

Se devo entrare da qualche parte chiedo permesso, se devo accedere a un servizio mi metto in coda spontaneamente, se ricevo un favore dico grazie, se ferisco chiedo scusa.

Questi "se" rappresentano in parte me stessa, quella che sono e di conseguenza il mio modo personale di affrontare la vita.
 
Fatta questa premessa per chi magari non mi conosce, provo a buttarmi in questo post che è da tanto che voglio scrivere e scaturito dal fatto che una mia lettrice mi ha fatto notare, nella pagina facebook del blog, che potrei soffrire della "sindrome di Pollyanna" dato il mio parlare bene di questa nostra vita in Inghilterra e del mio essere positiva.

Magari è questa l'impressione che do, ma è la mia, è la mia voglia di condividere le cose belle, le iniziative che magari possono essere prese d'esempio, le cose belle che riempiono le mie giornate, perché sono quelle che vivo sulla mia pelle realmente. 

A grande richiesta vorrei però sfatare il mito che viviamo nel paese perfetto, sparandovi un pò di cose che non amo di questa Inghilterra, ma che messi sul piatto della nostra bilancia famigliare, non ci fanno di certo scappare da qui, da questo luogo che per noi, per come siamo fatti, per quello che siamo NOI, chiamiamo casa. 

Se mi state leggendo e vivete in Inghilterra e volete aggiungere la vostra lista, fatelo pure nei commenti al post, lasceremo materiale per chi magari arriva in questa pagina alla ricerca di informazioni sulla vita da queste parti. 



Non mi piace la sporcizia che trovo lungo i percorsi pedonali della città in cui vivo: bottiglie di birra, confezioni di hamburger del McDonalds, sporcizia varia. 

Non mi piace l'assenza di persiane nelle case che fa entrare la luce del mattino e la luce della sera d'estate e ti rovina il sonno. 

Non mi piace come sono fatte le case: gli spifferi, i rubinetti acqua calda ed acqua fredda separati, la muffa, l'assenza di rifiniture fatte per bene, l'insonorizzazione pessima e la moquette. 

Non mi piace il costo delle case e dell'affitto: prezzi esorbitanti che rendono questo mercato immobiliare completamente folle e difficilmente accessibile a persone "normali". 

Non mi piace la moquette nelle aule di scuola ed i grandi tappetoni sui quali i bambini si siedono dopo esserci passati sopra con le scarpe sporche. 

Non mi piace vedere la gente sfatta sui marciapiedi e uomini e donne che girano con la bottiglia di birra in mano in pieno pomeriggio. 

Non mi piacciono le scarpe che vendono qui, mi piace ancora comprarle in Italia. 

Non mi piace il sistema sanitario di base, la difficoltà di farsi visitare da un medico di famiglia che riesca a trovare più di 10 minuti per parlare con te e capire cos'hai, perché il tempo massimo che gli è concesso per paziente è quello e non si sfora. 

Non mi piace quando c'è una settimana di fila di pioggia. 

Non mi piace la divisione di classe che in certi ambiti si percepisce chiaramente, da quella più alta chiamata "Elite" a quella più bassa chiamata "Precariat", passando da "Middle Class" a "Working Class". Per un'analisi più approfondita potete leggere questo articolo interessante in inglese. 
 

Non mi piace la competizione che c'è a scuola, in campo sportivo e accademico, nonostante cerchino comunque sempre di premiare gli sforzi di tutti. Non mi piace l'idea che nella scuola superiore in cui andrà mio figlio abbiano fatto una giornata speciale d'inserimento solo per alcuni bambini chiamati "most able students" (studenti più capaci). 

Non mi piace l'assenza dell'uso delle ciabatte in piscina.

Non mi piace il costo astronomico dei voli aerei nei periodi delle vacanze scolastiche, che rende difficile per le famiglie normali il viaggiare frequentemente per tornare nel proprio paese d'origine a trovare i famigliari. 

Non mi piace che nei tavoli della mensa a scuola non ci siano i tovaglioli di carta. 

Non mi piace che non asciughino i capelli ai bambini quando escono dalle lezioni di nuoto in orario scolastico e questi restano con i capelli bagnati tutto il giorno. 

Non mi piace l'umidità dei mesi invernali. 

Non mi piace il modo in cui si accede alle scuole, la rigidità della regola delle "catchment area" e tutti i problemi che si porta dietro. Potete approfondire l'argomento leggendo i miei precedenti articoli sull'iscrizione alla scuola inglese che trovate qui e l'esperienza che abbiamo avuto noi, quando all'inizio avevo due dei miei figli in due scuole diverse.

Non mi piace l'elevato costo della vita, il costo esorbitante di alcuni prodotti al supermercato (dalla cartaigienica ai tovaglioli, dal detersivo per la lavatrice agli yogurth da bere, dalla frutta fresca alla carne di qualità). 

Non mi piace la rigidità con cui le scuole gestiscono le assenze dei bambini al di fuori delle vacanze scolastiche. 

Non mi piace che la scuola finisca intorno al 20 luglio. 

Se mi viene in mente altro corro ad aggiornate la lista!


Ho fatto del mio meglio per buttarvi giù un pò di aspetti negativi del vivere qui. 
Non ho mai creduto che esistesse il paese perfetto e non lo crederò mai. 
Credo però che esista il paese che, per determinate caratteristiche, sentiamo più vicino a noi, sempre tenedo l'occhio sulle cose importanti e ponendoci nell'ottica di rispetto per la diversità, senza per forza credere che anche la più semplice abitutine, solo perché diversa da quella con cui siamo cresciuti noi, sia per forza sbagliata. 

Ci vuole apertura mentale, voglia di capire, di andare a fondo per poter apprezzare quello che ci circonda e magari pure un pò di fortuna di capitare nel posto giusto, nel momento giusto. 

Tanti saluti da "Pollyanna", felice di riuscire a focalizzare la sua vita sul bello, sul positivo, senza farmi travolgere dal brutto che via via incontro per strada.
Lo guardo, lo osservo e vado avanti per la mia strada con un bel sorriso stampato sulla faccia.


MaFa

MammaFarAndAway

4 commenti:

  1. Mai avrei pensato che il primo non mi piace riguardasse le strade sporche!!!
    Molti non mi piace li ho percepiti anche io, andando da mia sorella o parlando semplicemente con lei riguardo alla scuola di mia nipote.
    A me invece piace questo post, essere positivi è giusto, ma se io dovessi trasferirmi da qualche parte credo che vorrei sentire soprattutto i lati negativi per essere pronta al peggio e quindi godermi molto di più il meglio...sì lo so sono un po' contorta!! :D

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  2. l'assenza di persiane e la moquette sono due cose che odiavo anche io. In un appartamento la moquette era perfino sulle scale, ma almeno non l'ho mai avuta in cucina come dei miei conoscenti!
    Da insegnante concordo pienamente sulla troppa rigidità sulle assenze degli alunni durante i term. Non so cosa abbia determinato i controlli rigidissimi sull'attendance. Nella mia scuola uscivano di testa e ci raccomandavano di dire agli alunni di venire anche se non si sentivano bene, meglio tenerli a scuola con la nurse che a casa, a quanto pareva! Sempre da insegnante non mi piaceva la leggerezza di alcuni colleghi riguardo lo spelling: in troppi commettevano errori davvero brutti per un madrelingua e li trasmettevano ai ragazzi.
    Non mi piaceva vedere persone talmente stressate dal loro lavoro, a cui restava solo la tristissima "botta di vita" del venerdì sera, quando si ubriacavano in modi indegni. Una stimatissima professionista che conoscevo mi confessò candidamente che si sentiva male ogni singolo venerdì sera e che una volta al tassista aveva dato l'indirizzo di casa sbagliato perché confusa dal troppo alcool ingurgitato.

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  3. Se e' come qui negli USA la scuola perde soldi per ogni alunno che non viene a scuola. Quindi sono sempre molto preoccupati. Anche se qui non sono cosi rigidi. Puoi portare i tuoi figli in vacanza per 1 settimana anche durante l'anno se avvisi prima. Hanno un modo di segnarli come home schooled e quindi non perdono i soldi.
    Allora questa NHS e' veramente brutta? Ecco quello mi preoccuperebbe piu' della moquette. Quando non si sta bene e' importante potersi fidare del proprio dottore

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  4. Vivo in uk soltanto da un anno. Condivido tutti i tuoi non mi piace ed aggiungo:
    - non mi piace l'assenza di stagionalità nel cibo: al supermemrcato si trovano sempre le stesse cose tutto l'anno!
    - non mi piace che i negozi chiudano alle 17:30 (non gli ipermercati)
    - non mi piace che alle 17:30 ai giardinetti non ci sia più nessuno, nemmeno in estate quando fa buio tardi
    - l'hai già scritto ma lo ribadisco perché è una cosa che mi ripugna: non mi piace la moquette a scuola!
    - non mi piace dover dare cena alle 17:30 agli amichetti dei miei figli se vengono a giocare da noi (poi noi alle 20 ceniamo di nuovo)
    - non mi piace che in palestra nessuno usi un asciugamano sui tappetini

    per ora mi fermo ma sono sicura che ce ne siano altri!
    Silvia

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