Lorenzo è arrivato!

Dicono che le per le cose più belle si debba essere pazienti e la mia pazienza è stata messa a dura prova. 
Quella che qui chiamano EDD (estimated due date), cioè la data prevista del parto era il 13 Giugno, ma fino al 25 giugno nessun segno di inizio travaglio, nessuna contrazione, niente di niente, ma solo tanta preoccupazione che cominciava a impossessarsi di me. 

 

Mia madre é arrivata dall'Italia in nostro aiuto all'inizio di giugno insieme a mio fratello piccolo, per essere sicura d'essere qui il giorno del parto e si sono ritrovati ad attendere insieme a noi, giorno dopo giorno. 
Le visite hanno iniziato ad essere molto frequenti e il ginecologo ha iniziato a parlare di "induction", la tanto temuta "induzione"
Abbiamo atteso pazientemente, ma siamo arrivati fino a domenica 25 giugno senza nessun segno di inizio travaglio e con un appuntamento in maternità nell'ospedale di Dublino per l'induzione di travaglio.

E' stata un'esperienza intensa, difficile, che ci ha messo a dura prova ma ce l'abbiamo fatta. 
Il 26 giugno è nato il nostro Lorenzo dopo un travaglio che sembrava infinito e dopo 10 giorni di ospedale siamo finalmente tornati a casa.

Da dove iniziare? 

Il travaglio è stato lunghissimo, hanno provato su di me tutti i mezzi di induzione, pensavo di morire con quelle contrazioni definite "unnatural" pure dalle ostetriche che mi hanno assistito con gentilezza e professionalità. 

Ne ho conosciute diverse grazie alla mia presenza in reparto per un po' di turni viste le 20 ore di travaglio che mi sono fatta!
Hanno iniziato con l'ossitocina: doesn't work!
Poi la rottura della acque: doesn't work!
Poi il gel: doesn't work!
Solo l'epidurale è riuscita a farmi riprendere dalla sofferenza, io che volevo fare un parto naturale al 100% mi sono ritrovata ad implorarli di darmi qualcosa per non soffrire più in quel modo innaturale!

Da lì poi è iniziato il difficile, non avevo più sensibilità ed è stata un'impresa fare le spinte giuste al ritmo di "keep pushing keep pushing"... non entro nei dettagli, non voglio impressionare qualche amica in dolce attesa. Vi assicuro che seguire le indicazioni delle ostetriche in inglese non è stato facile!
Credo che partorire sia una delle cose più difficili al mondo, farlo in un'altra lingua lo é ancora di più. 

Il piccolo Lorenzo non ne voleva sapere di lasciare la mia calda pancia, voglio pensarla così, voglio immaginarmi che stesse talmente bene nel mio morbido ventre e che ora che è uscito starà con me come minimo fino ai 30 anni! 
Per farlo uscire hanno usato pure forcipe e ventosa e quando ho saputo che in Italia non li usano più mi è preso male e mi sono ritenuta fortunata che tutto sia andato bene!

Adesso che scrivo sono talmente felice, talmente appagata dall'averlo qui tra le mie braccia che la sofferenza provata è solo un lontano ricordo. 
Abbiamo superato anche la  disavventura dell'ittero neonatale particolarmente elevato. 
Vederlo nell'incubatrice illuminato dalla lampada apposta per farglielo passare ci ha fatto un certo effetto e ci ha fatto entrare intensamente nel ruolo di genitore tirando fuori tutto il nostro amore e la voglia di protezione per questa nostra creatura.
Ci hanno tenuto tanti giorni in ospedale, in attesa che i valori tornassero normali e che fosse sicuro portare Lorenzo a casa con noi. 
Ho versato qualche lacrima, ho tirato fuori tutta la forza possibile rimasta dentro di me e ora sono qui. 
Siamo a casa, ci stiamo conoscendo, sto cercando di capire che ritmo dare alle poppate, il mio seno chiede pietà e mi sa che chiederò aiuto e consiglio alla zia pediatra in Italia.
Qui ti assistono in tanti, addirittura l'ostetrica ti viene a trovare a casa le prime settimane per visitare il bambino e la mamma, ma le visite pediatriche specialistiche non sono molte, anzi non ci sono.
Nonostante l'Irlanda sia il paese delle mamme e dei bambini, fa strano pensare che la figura del pediatra sia solo una figura specialistica e che i bambini vengano visitati solo dal normale medico di famiglia.

Ci sono tante cose a cui dovrò abituarmi. 
Tante cose da imparare, da capire, da fare mie. 
Ho iniziato con una grossa prova, difficile direi, speriamo ora sia un po' più facile o forse mi illudo!

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