La nuova vita in Francia: e' dura!

Sono state settimane difficili. 

Quando ci si mettono le malattie dei bambini diventa tutto più complicato. 

Gestire 2 bambini malaticci, con un marito che è presissimo dal lavoro (come è ovvio che sia all'inizio) e cercare di riabituarmi a questa nuova routine che comprende anche il mio stare sempre da sola con i miei 2 bambini non è facile. A Dublino BabboGer faceva orari più ridotti e passava la pausa pranzo a casa con noi. Per me era un gran sollievo oltre che un piacere poter passare del tempo con lui.

Non ho ancora conosciuto nessuno, sto cercando di andare tutti i giorni nello stesso parco, ma faccio davvero tanta fatica a far due chiacchiere con qualcuno. 
Devo dire che la mattina i parchi non sono molto frequentati, se non da qualche babysitter con 2 o 3 bambini al seguito. 

Poi il mercoledì tutto si ripopola, e da lì ho capito che di mercoledì non c'è scuola in Francia. 

Cosa che mi sembra stranissima per me. 

In questi giorni sono anche senza internet, non ci hanno ancora attivato la linea e la cosa sembra andare per le lunghe e per me, che ho spesso bisogno di una telefonata lunga di sfogo con qualche cara amica o di qualche scambio di mail, è davvero dura. Mi sento isolata dal mondo e un po' arrabbiata per il modo che hanno di fare qui nel settore dei servizi: l'antipatia galoppa!

L'unico sfogo è scrivere sul diario e preparare i post per il blog e passarli a BabboGer che quando ha tempo me li pubblica velocemente dal lavoro.

Oltre ai post, il povero Babbo si becca tutte le sere una moglie isterica in presa a crisi di nervi.

La nostra routine francese è totalmente diversa da quella irlandese, BabboGer e' molto meno presente in casa, ed io non riesco ad abituarmici.

A Dublin stava a 4 minuti di macchina da casa, rientrava per pranzo e alle 17 era con noi. 

Qui è tutto più incasinato, c'è molto più traffico, nonostante l'ufficio sia solo a 8 km di distanza da casa spesso ci mette anche 40 minuti per andare. 
Io sento il bisogno di farmi nuove amicizie, di conoscere gente e di cominciare a sentirmi parte di questo posto.

Quando siamo al parco giochi cerco di parlare in francese ai bambini sperando che qualcuno si avvicini a noi e anche per aiutarli a prendere confidenza con la lingua. 

"Allez Lorenzo vas sur la petite voiture" e lui "nooooo, mamma MACCHINAAAAA..", mi sembra che il bimbo non ne voglia sapere di passare al francese.

Io cerco di attaccare bottone con qualche mamma rispolverando il mio francese, ma le risposte monosillabiche mi deprimono e mi abbattono. 

Sono consapevole che fare amicizia a 30 anni non sia facile, ma poi penso che forse è anche una questione culturale, in Italia a quest'ora sarei già a cena fuori con tutte le mamme del parco!

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