Kinè chi è?

Le nostre disavventure in tema di salute non finiscono.

Il piccolo Lorenzo continua ad avere una brutta tosse e tanta febbre.

Il nostro medico di famiglia ci ha imposto di fargli una radiografia ai polmoni, per presunto rischio polmonite. 
Nel giro di un mese gliene ha fatte fare 2, alla proposta di fare la terza ci siamo rifiutati. 
No, ma qui sono fuori di testa con queste radiografie, sembra di mandare i bambini a fare un servizio fotografico in uno studio, ma parliamo di un bambino di 3 anni.

Antibiotici su antibiotici e il piccolo continua a debilitarsi.

Così ci suggeriscono il Kiné'! E chi è?

Ne ho sentito parlare, va tanto di moda, tutti ci vanno. 
Ci andiamo pure noi allora, proviamo pure questa, sperando che serva a qualcosa.

Il Kinè, che sta per kinesitherapeute, è un paramedico diplomato che con il massaggio aiuta nella fase di rieducazione, diciamo una cosa simile al nostro fisioterapista. 
Perché serve a Lori? 
Ci sono dei Kinè che con il massaggio fanno uscire il catarro ai bambini.

Io mi sento un po' scettica, Babbo di più, ma sappiamo che ci vuole qualcosa che aiuti Lori a fargli uscire tutto quel catarro.

Siamo in Francia ed adattiamoci alle loro abitudini, dico io.

A me e Babbo resterà per sempre in presso la faccia del nostro piccolo Lorenzo che veniva "torturato" da quel tipo, definito medico/kiné che dice di far tanto bene ai bambini, che sembra essere tanto bravo con i bambini. Eh?

Nemmeno al mio peggior nemico farei quello che ha iniziato a fare lui a Lorenzo. 
Lo ha messo su un lettino, gli ha puntato le dita tra collo e petto, mettendo altre dita quasi in gola, il piccolo si dimena, piange, diventa tutto rosso in viso, aiutoooooooooo, io e Babbo, tempo 3 secondi ci guardiamo, gli chiediamo di smettere e il "dottore" continua dicendo di lasciarlo lavorare, io inizio ad urlare di smetterla, e Babbo ci manca poco che alza le mani su questo.
Il tipo smette, incazzato, ci dice che non capiamo niente di medicina alternativa, ci insulta con dei mugugni in francese e noi ce ne andiamo via con Lorenzo completamente traumatizzato, impaurito e in lacrime.

Usciamo in strada per ritornare alla macchina ed io scoppio a piangere, chiediamo scusa a Lori, gli spieghiamo che non sapevamo che questo dottore fosse "birbo" e che non volevamo che gli facesse male. 
Ma quando, con la sua vocina triste, in macchina mi dice "mamma, perché lo hai fatto?" io avrei voluto sparire, catapultarmi nel passato e modificare gli eventi. 
Gli ho risposto, come rispondo sempre alle sue domande in questo periodo del perché.

Stanotte ha dormito con me, ha tossito tutta la notte e me lo sono abbracciato forte forte sussurrandogli "scusa amore mio" nel suo orecchio.

Settimana prossima andremo in Italia, compreremo un aerosol e con la ricetta di una pediatra italiana inviata via posta dai nonni, compreremo quei medicinali che in Italia aiutano i bambini con problemi come Lori, senza bisogno di dover andare da un "macellaio-kinè".

Perché andiamo in Italia? Perché in Francia non sanno cos'è l'aerosol, è più facile dare medicine potenti che provare con un semplice aerosol.

Siamo tanto, tanto diversi per tante noi italiani dai francesi, e sì che siamo vicini di casa.

Meno male che in tutto questo casino abbiamo finalmente trovato una brava pediatra, è un po' lontana da dove abitiamo noi ma vale la pena fare 20 chilometri per vedere i nostri bimbi trattati come bimbi delicati da una pediatra premurosa e che prende il tempo per ascoltarci.

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