La nostra avventura "on the road" dall'Inghilterra all'Italia passando dal tunnel della manica

La pubblicità dell'EuroTunnel dice "Bringing Europe Closer since 1994" ed è questa la sensazione che abbiamo avuto lasciando l'Inghilterra e trovandoci in 35 minuti in Francia.

Abbiamo deciso di rientrare in Italia in macchina per le vacanze pasquali, pianificando con largo anticipo la nostra avventura "on the road", consultando googlemaps, prenotando il posto nell'Eurotunnel, facendo calcoli di distanze e costi di pedaggio, cercando alloggi lungo il percorso con airbnb e decidendo i luoghi di sosta. 

Un bel lavoro di squadra Mamma-Babbo che abbiamo fatto tenendo sempre presente le esigenze dei nostri tre piccoli compagni di viaggio. 

I 1450 chilometri che dividono casa nostra in Inghilterra con la nostra prima tappa italiana a Parma li abbiamo percorsi in due giorni, passando dal Belgio, dal Lussemburgo, fermandoci una notte in Francia, a Lohr, nella regione dell'Alsazia ed attraversando la Svizzera (passo del Gottardo). 



Abbiamo prenotato il nostro posto-auto sul treno che attraversa il Tunnel della Manica sul sito ufficiale con qualche mese di anticipo, usufruendo di una tariffa scontata.

Siamo arrivati con largo anticipo in una nebbiosa Folkestone. 
Un'organizzazione impeccabile per questo servizio che permette di lasciare il Regno Unito restando comodamente seduti nella proprio auto e ti fa raggiungere l'Europa Continentale in poco più di mezz'ora!

Una specie di casello delimita l'ingresso nella zona Eurotunnel. 



Una bella lettera "F" è stata appesa allo specchietto retrovisore. 
"F" era il nostro treno, quello delle 7.30! 
In teoria avevamo prenotato quello delle 8.50, ma con la nostra tariffa avevamo la possibilità di salire su un treno precedente senza pagare nessun sovrapprezzo.

Tutti i cartelli informativi della zona dell'Eurotunnel sono in francese e inglese ed i cartelloni luminosi tengono aggiornati gli automobilisti per la chiamata e salita sul treno assegnato. 


Una volta che il cartellone luminoso chiama la lettera assegnata bisogna dirigersi al controllo passaporti.




Le domande dei bambini a questo punto sono state immediate "Mamma ma quella è la bandiera francese? Ma qui siamo ancora in Inghilterra? Il poliziotto parla francese!".

Più ci avvicinavamo ai binari del treno più la curiosità dei bimbi saliva "Da dove ci fanno salire? Dobbiamo scendere dalla macchina? Andiamo al piano di sopra o di sotto?".

Il treno è a due piani ed a noi è toccato un posto "upstairs" come ha detto Paola, cioè al piano superiore.




Ci siamo sentiti un po' come Saetta McQueen del film Cars quando viene caricato sul camion per andare in California, tanto per rendere l'idea dal punto di vista di un bambino!

L'interno del treno sembra un garage, siamo scesi subito dalla macchina per guardarci meglio intorno prima di risederci dentro al momento della partenza. 




 
I 39 chilometri sotto il mare ed i 35 minuti di treno sono passati in fretta, eravamo comodi in automobile e visto che i giochi da viaggio a noi non mancano, non abbiamo avuto troppo tempo di perderci in riflessioni sul "dove siamo" "che effetto che fa" etc...

In men che non si dica siamo scesi dal treno e ci siamo ritrovati in un'autostrada francese diretti a Luxembourg City, la nostra prima tappa per far sfogare i bambini ed incontrare una mia cara amica spagnola che vive lì e che non vedevo dal 2008, il mio ultimo anno irlandese!

Per organizzare l'incontro mi sono studiata Luxembourg City su googlemaps e come luogo di ritrovo ho identificato un parco giochi all'interno del grande parco cittadino "Parc-Ed-J-Klein". 
In uno dei viali che attraversa il parco, Avenue Monterey, c'è un parcheggio sotterraneo che sbuca proprio al parco giochi. 
Cosa volevamo di più?


Parco Giochi Parc Ed-J-Klein





Chiacchiere infinite con la mia amica e un bel momento di divertimento per i miei marmocchi.

Questo "assaggio" della città ci ha fatto annotare Lussemburgo nella lista delle prossime mete dei weekends europei, per questa volta ci siamo accontentati di una "toccata e fuga" perché ci aspettavano ancora un po' di ore di viaggio per raggiungere Lohr, in Alsacia e goderci un po' di meritato riposo. 

Non è mai semplice per noi, che siamo in cinque, trovare un alloggio, perché gli hotel spesso non hanno camere per 5 e ci propongono camere comunicanti a prezzi esorbitanti e poi perché a noi piace essere autonomi ed avere spazi ampi per dar modo ai bimbi di sentirsi a loro agio e giocare liberamente. 

Anche questa volta abbiamo trovato un buon compromesso con airbnb, affittando per una notte un'intera casa in un paesino caratteristico nei Vosges del nord, a Lohr, a pochi chilometri dall'autostrada A4.



Un'ottima accoglienza della padrona di casa e tante sorprese per i bambini. 

Io e BabboGer stravaccati sul divano a leggerci guide sull'Alsacia e loro a perdersi con una scatola di Playmobil storici per ore, questo è il bello di soggiornare in posti del genere, ti senti subito a casa e non ti manca niente.





Dopo una nottata rigenerante siamo ripartiti alla volta di Parma, percorrendo un po' di Francia e tutta la Svizzera.

Quando la voglia di arrivare è tanta il viaggio sembra sempre infinito. 
I nonni ci hanno accolto a braccia aperte, ci hanno coccolato, viziato ed io ho cercato di non appoggiare il sedere in auto per diversi giorni.... il motivo mi pare ovvio!!!

Mancano pochi giorni alla nostra "risalita", che però faremo in tre giorni e con due tappe, ripercorrendo lo stesso itinerario ma fermandoci prima nella bella e colorata Colmar, in Francia e poi in Belgio, in un villaggio disperso nelle foreste delle Ardenne. 

Finiamo di fare il pieno di "famiglia" prima di ritornare a "casa"!