Crescere bambini lettori: la nostra esperienza

Non c'è sera in cui le lucine dei loro letti a castello non siano accese, non c'è sera in cui non salga sui loro letti per dargli il bacio della buona notte e tra i corpi di mamma e figlio che si abbracciano c'è un libro aperto su chissà quale pagina, non c'è settimana in cui almeno uno dei tre non richieda un libro perché "mamma, l'altro l'ho finito!". 

Hanno 13, 11 e 9 anni, due maschi e una femmina e questa è una delle mie più grandi soddisfazioni.

Sono qui a raccontarvi la mia esperienza di genitore di tre figli che amano leggere e di come siamo arrivati a questo punto, non senza fatica, non senza "battaglie", non senza riflessioni e strategie e soprattutto con tanta empatia e passione. 

Devo fare una doverosa premessa: i miei figli sono esposti alla letteratura inglese e in parte marginale a quella italiana, viviamo in Inghilterra da sei anni ormai e gli stimoli che fornisce la scuola e tutto il contesto in cui stanno crescendo indubbiamente sono stati di grande aiuto, per non parlare dell'accessibilità economica al mondo dei libri (quando rientro in Italia trovo sempre una grande differenza di prezzi nei testi per bambini).

Tutto è inizato tra gli scaffali colorati, i grandi tavoli con sedie da elfo, la moquette rossa scolorita e i tanti libri nelle mensole basse a portata di bambino ed una caffetteria accogliete al piano superiore di una libreria della periferia di Dublino, dove il mio primogenito ha mosso i suoi primi passi qualche settimana prima del compimento dell'anno.

Ed è in quella libreria che abbiamo passato tante mattinate piovose, anche quando i bambini sono diventati due e la poltrona comoda di velluto ha acquisito una certa importanza per il momento dell'allattamento mentre il fratello maggiore si teneva occupato a sfogliare libri o svolgeva attività organizzate dalla libreria stessa.

E' lì che abbiamo iniziato a comprare i primi libri credendo fermamente che non ci fosse un limite di età per iniziare a leggere storie ai bambini e farli familiarizzare con il mondo delle pagine illustrate.




Me lo ricordo bene il primo libro di Lorenzo, che è poi stato anche il primo libro di Daniele e di Paola (una sorta ci cimelio di famiglia!), ed era uno di quei  libri che in inglese chiamano "flip flap books", i piccoli libri colorati dalle pagine rigide pensati apposta per stimolare le abilità tattili e visive dei bambini molto piccoli, ovviamente con il supporto del genitore e della sua voce. 
Trovate questo tipo di libri per bambini qui

I loro primi libri erano piccoli, dalle pagine robuste, alcuni plastificati adatti anche per il momento del bagnetto, altri erano libri tattili o con i bottoni per i suoni, con le finestrelle,  insomma dei veri e propri giochi per loro. 





Avvicinarli al mondo dei libri fin dalla tenera età è stato sicuramene il primo passo e fargli percepire il libro come "gioco" ha indubbiamente aiutato nel farglieli amare. Qui trovate un articolo sull'argomento nel quale spiego le buone ragioni per leggere ai bambini a qualunque età. 


Portarli in libreria, andare in biblioteca sono state indubbiamente le attività più utili per farli avvicinare al mondo dei libri. 
E non era un'attività di "una volta ogni tanto", per noi era una vera e propria abitudine al punto che nel momento in cui sono stati in grado di parlare hanno chiesto liberamente di andarci, tanto quanto magari dei bambini potrebbero chiedere di entrare in un negozio di giocattoli e questa abitudine è rimasta, anche adesso che siamo in piena adolescenza e pre-adolescenza, il giro in libreria e in biblioteca è di routine e quando siamo in viaggio non c'è volta che non si faccia tappa in un "book shop".




Ammetto che l'aver vissuto in Irlanda ed essere adesso in Inghilterra ha agevolato la crescita dell'amore per le librerie e le biblioteche che sono ambienti curatissimi, accoglienti e con una scelta incredibile di testi per bambini, divisi per età, per tema. 
L'attenzione alla letturatura per l'infanzia è qualcosa di incredibile qui e la scelta è vastissima, economica ed i testi davvero stimolanti, accattivanti, piacevoli e di una varietà infinita. A questo poi si aggiunge l'approccio che la scuola ha nei confronti della lettura e le iniziative incredibili che organizza, ne avevo parlato qui.




Davanti ad una scelta così ampia i miei figli hanno trovato pane per i loro denti e in maniera indipendente hanno sempre scelto i loro libri, basandosi sul loro intuito, i loro gusti e i loro desideri. 
Ci sono stati libri che ho acquistato o preso in prestito perché piacevano a me e perché sapevo che mi sarebbe piaciuto e sarebbe stato divertente leggerli a loro a voce alta, ma poi ci sono stati, e continuano ad esserci, tantissimi libri scelti in maniera autonoma dai miei figli, anche se magari alcuni di loro non rispecchiano i miei gusti o il mio desiderio di vederli leggere altro, ma ha sempre prevalso la libertà di scelta. 

Non forzare il bambino alla lettura, non imporgli un determinato libro solo per soddisfare il piacere del genitore è una delle basi per crescere bambini lettori. Forzare alla lettura è pericoloso, può portare, senza rendercene conto, all'odio della stessa e alla perdita del piacere.

Un po' di anni fa abbiamo avuto la fase di Geronimo Stilton e di Peppa Pig, libri spesso osannati da alcune mamme lettrici perché ritenuti di non alto livello letterario, ma per noi sono stati importantissimi e ci hanno accompagnato in tanti bei momenti di lettura, mamma-figli, in quella fase in cui i miei figli avevano 6, 4 e 2 anni e riuscivo a leggere loro lo stesso tipo di storia tenendo il loro interesse vivo.

Dargli la possibilità di scelta, accettare e capire i loro gusti e assecondare le loro scelte di lettura, qualunque siano, è stata una delle chiavi della riuscita del fare diventare i miei figli dei grandi lettori. 

Non li ho mai forzati a leggere durante il momento serale di lettura condivisa, anche quando la loro capacità di lettura ha raggiunto ottimi livelli. 
Se durante il nostro "bed time stories" non avevano voglia di leggere, leggevo io per loro. 

Ho letto per loro centinaia di libri da quando erano neonati e mi sono divertita a farlo e lo faccio tutt'ora.

Creare il momento di lettura condivisa, di storytelling e renderlo speciale è una delle cose più importanti per far crescere l'amore per i libri.

Libro + genitore che legge per loro
Libro + tempo del genitore per loro
Libro + momenti di coccole
Libro + risate e creare ricordi, 
scegliete l'operazione che volete e il risultato sarà lo stesso: il legame tra libro ed emozioni farà crescere l'amore per la lettura. 




Mi sono sempre impegnata a rendere un'abitudine il momento della lettura e a non presentarla come attività alternativa. 
Non ho mai detto "spegni la tv che andiamo a leggere un libro" oppure "non giocare con quel gioco ma andiamo a leggere un libro" o cose del genere perché consapevole che in certi casi il "libro" avrebbe perso e sarebbe stato visto come forzatura e ostacolo per non aver potuto continuare quell'attività che amavano.

L'abitudine della lettura serale è presente in casa nostra da quando sono presenti i nostri figli ed è rimasta e questo è stato frutto di impegno, costanza e amore per quel momento magico condiviso con tutti e tre i miei figli la sera prima di metterli a dormire.
Sono grandi ormai, non serve più la mamma per leggere il libro ma ammetto che ogni tanto li invito nel mio lettone e leggo qualche pagina con loro. 


Libro come regalo, altra importante regola che vige in casa nostra. Da quando siamo diventati genitori io e mio marito abbiamo deciso che i nostri figli avrebbero ricevuto regali/giocattoli solo per il compleanno e per Natale (e altre poche occasioni veramente eccezionali) evitando di innescare quell'abitudine terribile, dal nostro punto di vista, di comprare giochi ogni volta che si mette piede in un negozio e di conseguenza riempire la casa di giocattoli. Tenete presente che per questa cosa siamo additati come genitori rigidi e poco buoni, ma pazienza!




La regola non vale per i libri "sfortunatamente", quelli sono gli unici che possono essere comprati al di fuori di quelle occasioni speciali, anche se tendiamo a passare prima dalla biblioteca per vedere se quel particolare libro è disponibile tra i vari scaffali (eccezione fatta per libri di serie particolari che amano collezionare, Harry Potter per esempio o Tom Gates).



Tre figli ravvicinati d'età, una vita all'estero senza aiuti e supporto se non mio marito, una quotidianità impegnata e pienissima e la voglia di dedicare tempo a loro il più possibile. 
Quel tempo che non è  mai mancato per la lettura. 
Ricordo quel divano nero del piccolo appartamento a Dublino, io seduta che allattavo Daniele mentre Lorenzo faceva avanti e indietro dalla cesta dei libri al divano per farmi leggere tutti i libri possibili e immaginabili. 
Per lui era un modo di avere la mia attenzione, per me era un modo di non farlo sentire escluso e infondo il tono della mia voce e la gioia della lettura arrivava anche a Daniele intendo a sfamarsi. 
Poi la cosa si è ripetuta con l'arrivo di Paola e a quel punto i due fratelli facevano la processione coi libri e la storia si ripetava. 

Il tempo per la lettura con loro è stato un tempo importante, un dono grande che adesso fa vedere i suoi frutti. Non mi sono mai rifiutata di leggere per loro, anche quando magari potevano benissimo leggere da soli, anche quando magari avevo altre mille cose da fare, se me lo chiedevano lo facevo, era l'espressione di un loro bisogno ed era giusto accontentarli. 



Anche adesso che sono grandicelli cerco spesso di trovare libri adatti alla lettura serale tutti insieme, magari fatti in capitoli. L'ultimo che stiamo leggendo è un libro meraviglioso che parla di viaggi, una raccolta di storie affascinanti della lunghezza giusta per essere lette una ogni sera, si chiama Cantalamappa. Atlante bizzarro di luoghi e storie curiose, potete trovarlo qui.

E' arrivata come un fulmine a ciel sereno la fase in cui hanno imparato a leggere e piano piano ho provato a farli partecipi delle nostre letture come storyteller, magari leggendo io la maggior parte della frase e lasciando a loro qualche parola, oppure dando loro il ruolo di uno dei personaggi leggendo quindi i dialoghi e via dicendo. 

Una cosa importantissima per la loro autostima e per la salvaguardia dell'amore per la lettura è stato non rimproverarli mai se non leggevano bene. 
Se il suono della parola magari usciva stonato, io la ripetevo poco dopo di loro tanto per fargli sentire il suono corretto e facendo loro sempre tanti complimenti per l'impegno e le capacità.
Quando sono piccoli e muovono i primi passi nel mondo della lettura a voce alta è importante elogiarli e farli sentire "bravi" e premiare i loro sforzi. 


Ho sempre cercato di rendere il momento della lettura un momento di piacere, niente stress, niente correzioni (anche se il mio ripetere magari le parole lette male aveva la funzione nascosta di correggere ma in maniera dolce) e tante risate dove possibile. 
Ricordo bene quando erano tutti e tre piccoli e magari si distraevano, o si stuzzicavano a vicenda, oppure uno scappava e l'altro cantava, ecco mi adattavo a loro, con una dose massiccia di autoironia e magari la storia prendeva una strada differente con parole inventate da me che richiamassero la loro attenzione. 

Non immaginatevi di certo i miei momenti di lettura con tre figli una cosa idilliaca, per niente. Era un'avventura, soprattutto in quella fase in cui il più grande aveva 5 anni e la piccola 1 anno e nel mezzo uno di 3 anni; era un gran casino, un gran bel casino! E' stata davvero una sfida per me avere costanza e adesso che ne raccolgo i frutti mi dico che ne è valsa la pena. 




La capacità di riuscire a leggere al loro ritmo è stata vitale nella gestione dei momenti di lettura con i miei figli.
Non potevo pretendere di certo di leggere a modo mio, ma dovevo rallentare, aumentare, cambiare tono di voce, fare pause e tutto quello che serve per essere una brava lettrice per bambini. 

Una volta ho assistito, nella scuola inglese pubblica, ad una lettura in classe di uno dei miei figli  (seconda elementare di qualche anno fa) e la maestra mi ha lasciato a bocca aperta nel suo modo di leggere la storia, girare le pagine, mostrare le immagini, cambiare tono di voce e espressioni facciali, sembrava d'essere a teatro e il tutto al ritmo adatto a quella classe di bambini. 
Ci vuole empatia, ci vuole la capacità di capire se la loro attenzione è ancora lì, sul libro e come fare per riaverla, ci vuole pazienza per capire se magari è il caso di sospendere, di ricominciare o di accorciare la storia. 

Ci sono state anche fasi in cui uno dei tre si rifiutava di leggere libri, nessun libro che gli proponevo gli piaceva, nemmeno lo iniziava, è durata qualche mese questa fase e con pazienza e senza dare voce alla mia rabbia e frustazione interiore (che c'era ovviamente, ma non era sana) non ho mollato, finché insieme siamo risciuti a trovare dei libri molto semplici, adatti magari a bambini più piccoli di lui, ma che a lui piacevano e che gli hanno ridato la gioia della lettura. I loro gusti cambiano e può accadere che ci voglia tempo per capire che tipo di storia può piacere e trovarla! 


Non arrabbiarsi se si rifiutano di leggere, non prenderla come fallimento personale, non impermalosirsi è un altro aspetto importante nel crescere bambini lettori e pensare che magari può succedere anche a noi adulti che un libro non piaccia o non riusciamo a finirlo, vero?

Questa qui sotto è la foto scattata in libreria la volta che il figlio che non voleva più leggere ha ritrovato il piacere di farlo scoprendo i bellissimi Tom Gates ed è stato doveroso immortalare quel momento!




Spero che la condivisione della nostra esperienza possa essere utile a mamme e neo-mamme alle prese con libri e bambini e se avete altre consigli, altre tattiche che avete usato vi invito a condividerle nei commenti, Sharing Is Caring.





Commenti

  1. La punizione al contrario: per punizione non leggi! Così diventano la cosa più importante del mondo :DD
    A parte tutto quello che hai detto tu, io ho predisposto dei momenti di calma dove sono ammessi solo libri o al massimo puzzle (soprattutto per il terzo che è il meno interessato), tipo dopo aver preparato la tavola e la pasta ancora non è pronta e loro sono iper agitati perché appena tornati da scuola o prima di andare a scuola, mentre io finisco di sistemare e ci sono 5/10 minuti in cui loro sono pronti e non è che gli faccio tirare fuori giochi, né possono fare troppo rumore essendo mattina presto. Insomma nei tempi morti e comunque in generale i libri sono diventati l'effetto calmante.

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