
La Spagna ha sempre attirato la nostra famiglia, sarà il cibo, l’atmosfera, il calore della gente, la sua storia, i suoi luoghi caratteristici e la sua natura.
Abbiamo esplorato le isola Canarie, la Costa Brava e la Costa Blanca, l’Andalusia e i Paesi Baschi, ma questa volta ci siamo dedicati alla Cantabria, nella Spagna del nord.
Lavoro come Travel Designer e creo itinerari personalizzati per viaggiatori che vogliono esplorare soprattutto il Regno Unito e so bene quanto ogni viaggio abbia un ritmo diverso, dettato dalle persone che lo fanno, dai loro gusti, dalle esigenze e dal tipo di esperienza che cercano.

Per questo, prima di raccontarti le tappe del nostro viaggio, voglio spiegarti alcuni dettagli di questo viaggio, perché il nostro itinerario è nato proprio da esigenze particolari.
– Abbiamo viaggiato in 5: io, mio marito e i nostri figli di 15, 18 e 20 anni, ognuno con gusti diversi.
– Mia figlia Paola ha passato una settimana in un campo estivo spagnolo, quindi anche alcuni spostamenti sono stati organizzati tenendo conto di questo impegno.
– Volevamo alternare un po’ di vita di mare rilassante all’esplorazione dei luoghi.

– Abbiamo viaggiato in automobile dal Surrey, la regione in cui viviamo a sud-ovest di Londra, attraversando la Francia. All’andata abbiamo evitato la zona di Bordeaux a causa degli incendi e ci siamo dati come limite circa 7 ore di strada al giorno. Viaggiando con un’auto elettrica dobbiamo anche calcolare bene i tempi di ricarica e sfruttarli per mangiare, andare in bagno e fare una pausa. Una ricarica ci porta via circa 20-25 minuti, a volte anche meno.
– Volevamo alternare alloggi economici, soprattutto durante le tappe di trasferimento in cui arrivavamo tardi, ad alloggi più carini e curati nei giorni in cui ci fermavamo più a lungo, soprattutto al mare.
– Avevamo già fatto un viaggio on the road dall’Inghilterra alla Spagna, fermandoci nella zona di Bordeaux per vedere le famose dune, arrivando fino alla zona di Alicante e Valencia e passando da San Sebastián, Bilbao, Pamplona, Logroño e Zaragoza. Motivo per cui alcune di queste località non le abbiamo visitate questa volta, anche se in alcuni casi ci siamo passati vicino.
– E poi c’era un’altra piccola difficoltà: non avevo avuto praticamente tempo per pianificare come avrei voluto il viaggio!

Sono stata presa fino all’ultimo dalle consulenze e dalla creazione degli itinerari per i clienti in partenza a luglio e agosto.
Ho dedicato il tempo necessario a prenotare gli alloggi qualche mese prima, facendo ricerche sulle località e cercando di capire, per quanto possibile, se le zone che avevo scelto potessero fare al caso nostro.
Il viaggio è stato creato un po’ sul momento, le tappe sono state decise un po’ a intuito, un po’ facendo ricerche al volo. Non è il modo in cui pianifico i miei viaggi, anzi, ed ho avuto momenti di stress e di FOMO per questo. Preferisco mille volte partire preparata, così come faccio partire preparati e pronti i miei clienti!
Direi che il detto “il calzolaio ha le scarpe rotte” ci sta benissimo in questo caso!

Ti lascio qui le tappe del nostro viaggio nella Spagna del Nord, in Cantabria, con qualche dettaglio e qualche foto per ogni destinazione.
DA LONDRA A CALAIS
Abbiamo viaggiato tramite Eurotunnel.
Se non hai la minima idea di come funzioni o vuoi saperne di più, trovi qui l’articolo in cui ne parlo.
ÉTRETAT
Una volta arrivati in Francia, a Calais ci siamo diretti verso Lisieux, dove avevo prenotato due camere in un semplice, pratico e pulito Ibis Budget.
Abbiamo però deciso di fare una deviazione per Étretat, per rivedere le sue famosissime scogliere.
Étretat ha un posto speciale nel mio cuore: è stata la prima tappa del primo on the road che ho fatto con Gerardo, mio marito, dopo che ci siamo conosciuti in Irlanda.
Tornarci dopo più di vent’anni, questa volta con i nostri tre figli, è stato davvero emozionante.

Siamo arrivati sulla spiaggia di Étretat con la bassa marea e quello che ci aspettava era uno spettacolo.

Se decidi di visitarla, controlla anche tu gli orari delle maree: con la bassa marea è possibile avvicinarsi alle falesie e osservare le formazioni e le grotte dal basso. Attenzione però perché le maree possono cambiare rapidamente le condizioni della spiaggia e le scogliere sono soggette a erosione e crolli.
E c’è anche una piccola curiosità geologica: le scogliere bianche di Étretat fanno parte della stessa grande formazione di gesso che caratterizza diverse coste della Manica, comprese le Seven Sisters e le White Cliffs of Dover. Non sono la stessa scogliera ma hanno una storia geologica simile!
Se per caso non conosci le scogliere delle Seven Sisters sei ancora in tempo per lasciarti sorprendere da questa meraviglia della natura che si trova nella costa sud dell’Inghilterra, a poco più di un’ora di Londra, trovi tutte le info qui.
LOCHES
Nel tratto di strada tra Lisieux e Brive-la-Gaillarde, dove avevamo prenotato due camere in un altro hotel della catena Ibis, abbiamo deciso di fare tappa in una piccola località invece che in una grande città.
Questa scelta è stata dettata soprattutto dalla praticità: meno traffico, più facilità nel trovare parcheggio e meno tempo perso.
Abbiamo optato per Loches, a sud di Tours.

Non avevamo tempo per una visita approfondita, ma ci siamo goduti l’atmosfera delle sue vie storiche, le case in pietra e quella sensazione di “frenchness” che cercavamo proprio in una piccola tappa di questo tipo.
So bene quanto a volte non serva visitare tutto ma basta una passeggiata, guardarsi intorno, respirare l’energia che ci circonda per sentirsi un po’ parte del luogo.
BALMASEDA
La prima tappa in Spagna è stata Balmaseda, nei Paesi Baschi.
La scelta è caduta su questa cittadina soprattutto per via dell’alloggio: l’Hotel Convento San Roque, a due passi dal centro storico e con parcheggio privato.

Dopo una giornata intera in macchina è stato bellissimo arrivare in un posto raccolto come questo, lasciare le valigie e immergersi subito in un’atmosfera completamente diversa di questo borgo lungo il fiume Cadagua.

Siamo poi andati a cena in una taverna tipica chiamata Errota Zahar Gunea dove abbiamo mangiato della croquetas de jamón (crocchette al prosciutto) e patatas bravas che erano la fine del mondo, accompagnate da un’ottima cerveza con limón (la birra con il limone).

DA BALMASEDA A SOTO DE LA MARINA
Soto de la Marina è stata la nostra base per una settimana di esplorazione della Cantabria.
A due passi dalla spiaggia di Playa de San Juan de la Canal abbiamo trovato un alloggio che faceva proprio al caso nostro: una bella terrazza con vista mare, tranquillità, funzionalità e soprattutto la possibilità di raggiungere la spiaggia senza dover prendere l’auto. Trovi l’alloggio qui.

Qui eravamo nel cuore della Costa Quebrada, un tratto di costa cantabrica caratterizzato da falesie, spiagge, piccole insenature e formazioni rocciose modellate dalla forza del mare.
Prima di arrivare alla nostra base, venendo da Balmaseda, ne abbiamo approfittato per fermarci a Castro Urdiales, una delle località più belle della costa cantabrica.
CASTRO URDIALES
Castro Urdiales è una cittadina affacciata sul Mar Cantabrico, con un centro storico raccolto, una bella baia e alcuni degli scorci costieri più caratteristici della zona.

Di questa località i miei figli probabilmente non ricorderanno solo i panorami dalla zona della chiesa e del castello o la baia, ma soprattutto la strada piena di locali dove fermarsi a mangiare.
Qui abbiamo fatto tappa in due posti diversi, assaggiando pinchos e piatti locali e spendendo in totale circa 40 euro per mangiare tutti e cinque, che, venendo dal Regno Unito, per noi è davvero poco!
COSA ABBIAMO VISITATO IN CANTABRIA PARTENDO DA SOTO DE LA MARINA
– IL SENTIERO COSTIERO DELLA COSTA QUEBRADA
Uno dei tratti di costa più scenografici che abbiamo visto è quello tra Playa de Covachos e Playa de la Virgen del Mar. Qui si può fare una bellissima camminata lungo il sentiero costiero, ma facendo attenzione alle maree.
Questo perché Playa de Covachos è uno di quei luoghi che cambiano completamente aspetto a seconda del livello dell’acqua. Con la bassa marea compare una lingua di sabbia che collega la costa all’isolotto di Isla del Castro: vista dall’alto della scogliera è uno spettacolo davvero particolare.

In questa zona l’acqua può far comparire o scomparire intere spiagge e tratti di costa. È affascinante, ma può diventare pericoloso se non si conoscono le condizioni, per cui è davvero importante tenere sempre d’occhio gli orari delle maree.
Da Playa de Covachos, continuando verso est, si arriva alla Punta de San Juan de la Canal, da cui si gode di una vista spettacolare sulla costa e sulla spiaggia.

Da qui si scende verso Playa de San Juan de la Canal e il sentiero, ben segnalato, prosegue verso un altro luogo iconico: Isla de la Virgen del Mar.
L’isola è collegata alla terraferma da un piccolo ponte ed è famosa soprattutto per il santuario dedicato alla Virgen del Mar, una delle figure religiose più importanti per la tradizione locale.

Le piccole spiagge che compaiono con la bassa marea sono un vero paradiso e l’acqua, nelle giornate giuste, è incredibilmente limpida.
Per quanto riguarda il parcheggio, a Playa de la Virgen del Mar e a Playa de San Juan de la Canal è possibile trovare posto arrivando presto, mentre Playa de Covachos ha davvero pochi parcheggi.

Per questo, se vuoi percorrere il sentiero, io ti consiglio di iniziare da Playa de la Virgen del Mar.
Il nostro alloggio era praticamente nel mezzo del percorso, quindi abbiamo fatto una volta il tratto verso est e una volta quello verso ovest.
– SANTANDER
Devo essere onesta: Santander non mi ha fatto impazzire, ma se sei in zona secondo me vale comunque la pena dedicarle qualche ora.

Noi siamo capitati in una giornata nuvolosa, calda e afosa e, soprattutto, con una grandissima nave da crociera che aveva appena scaricato tutti i suoi passeggeri in città.
Immagina il risultato e la folla per le vie del centro!
Anche trovare parcheggio è stata un’impresa!
Abbiamo lasciato l’auto in un parcheggio sotterraneo vicino al Mercado de la Esperanza, uno dei mercati storici della città, e da lì abbiamo iniziato il nostro giro a piedi.
Qui trovi il percorso che abbiamo fatto a piedi.


– COMILLAS E SAN VICENTE DE LA BARQUERA
Io e mio marito ci siamo presi una mattina tutta per noi per visitare questi due villaggi, e non abbiamo scelto un giorno a caso.
Era il 6 agosto, esattamente sette mesi dopo la morte di mio papà, che si chiamava proprio Vincenzo (in questa puntata del podcast ho parlato di quel periodo).
Il mio desiderio per quella giornata era riuscire ad accendere una candela per lui in una chiesa di San Vicente.
Da qui passa il Cammino di Santiago del Norte e le chiese che accolgono i pellegrini hanno, almeno per me, un’atmosfera davvero particolare. Il percorso costiero del Cammino attraversa effettivamente diversi comuni della Cantabria, tra cui Comillas e San Vicente de la Barquera.
Abbiamo iniziato da Comillas, arrivando molto presto la mattina, per poter poi tornare a casa dai ragazzi per pranzo e passare il pomeriggio in spiaggia.
Il paese era ancora addormentato e avvolto dalla nebbia e dalla pioggia, condizioni che possono essere abbastanza comuni sulla costa cantabrica.
E devo dire che quel tempo un po’ grigio rendeva tutto ancora più suggestivo.

Comillas è famosa soprattutto per El Capricho de Gaudí, una delle pochissime opere di Gaudí fuori dalla Catalogna. È consigliato prenotare la visita per tempo soprattutto nei periodi di alta stagione.
La casa fu progettata da Gaudí alla fine dell’Ottocento ed è riconoscibile immediatamente per le decorazioni colorate, le ceramiche, le forme ispirate alla natura (girasoli ovunque!) e soprattutto per la celebre torre.
Da Comillas abbiamo poi raggiunto San Vicente de la Barquera, località molto amata per la sua baia, le spiagge, il centro storico e il paesaggio circostante.
Qui siamo andati a piedi verso l’imponente Iglesia de Nuestra Señora de los Ángeles, nella zona della Puebla Vieja. È qui che ho acceso una candela per mio papà.

La chiesa, costruita tra il XIII e il XVI secolo, domina il paese dall’alto ed è uno degli edifici più importanti di San Vicente.
Il fatto che si trovi lungo il percorso del Cammino di Santiago aggiunge, almeno per me, un significato ancora più particolare a questo luogo.
– MONUMENTO NATURAL DE LAS SECUOYAS DEL MONTE CABEZÓN
Lungo la strada verso Comillas si trova una riserva naturale davvero particolare: il Monumento Natural de las Secuoyas del Monte Cabezón.
Qui nella metà del Novecento sono state piantate centinaia di sequoie e oggi il bosco è diventato uno dei luoghi naturali più visitati della Cantabria.
Se ascolti il mio podcast ti ricorderai della puntata dedicata alle Sequoie nel Regno Unito, la trovi qui.

Non c’è foto o video che riesca davvero a restituire l’effetto che si prova camminando tra questi alberi giganteschi.
Noi siamo arrivati la mattina presto, prima delle 9, per evitare la folla e goderci il bosco nella sua pace ed è stata una scelta azzeccata.
È una delle attrazioni più conosciute della zona e in alta stagione è davvero presa d’assalto. Io non volevo trovarmi immersa nel casino: volevo sentire il rumore del bosco, camminare tra gli alberi e godermi quel momento con calma e da sola e così è stato.

– SANTILLANA DEL MAR
Abbiamo scelto Santillana del Mar come meta per il tardo pomeriggio, con l’idea di arrivare, fare un giro per il centro e fermarci poi a cena.
Ed è stata una scelta azzeccata: siamo arrivati proprio quando i turisti iniziavano un po’ a defluire e il paese cominciava a riappropriarsi della sua atmosfera, anche se Santillana rimane, a ragione, uno dei villaggi più visitati della Cantabria.

È uno di quei posti che ti fa capire subito perché siano così amati.
Ovunque si legge che Santillana del Mar è il paese delle tre bugie: non è santa, non è piana e non è sul mare. E, in effetti, il nome è un piccolo scherzo della storia!
Il centro storico è un susseguirsi di vie in pietra, palazzi storici, case signorili e balconi pieni di fiori. Ci sono negozietti di prodotti tipici e tantissimi ristoranti, ma quello che mi ha colpito di più è stata proprio la bellezza dell’insieme, soprattutto infilandosi nelle vie laterali con meno turisti.

Passeggiando si percepisce quanto Santillana sia stata una località ricca ed elegante con le sue case e i suoi palazzi hanno conservato quasi intatto il fascino di un’altra epoca e sembra davvero di fare un salto indietro nel tempo. Posso dire con certezza che è una delle tappe imperdibili della Cantabria.
DA SOTO DELLA MARINA A BURGOS
A un certo punto abbiamo lasciato la Cantabria per qualche giorno per andare a visitare Burgos.
E, come sempre, ho cercato di sfruttare anche gli spostamenti da una località all’altra per vedere qualcosa lungo la strada.
Questo è il percorso che abbiamo fatto nei giorni in cui dalla costa cantabrica ci siamo diretti verso sud, a Burgos e poi siamo tornati sulla costa:

– EMBALSE DEL EBRO E IGLESIA DE VILLANUEVA
Abbiamo costeggiato il grande bacino artificiale Embalse del Ebro, circondato da un paesaggio di prati, boschi e montagne della Cordigliera Cantabrica.
Qui volevamo vedere un luogo particolare, la Chiesa di Villanueva, conosciuta come La Catedral de los Peces.
Di questa cattedrale resta solo la torre che emerge dall’acqua.

Quando negli anni ’40 venne costruito il bacino dell’Ebro, gran parte del paese fu sommersa dalle acque. Gli abitanti furono costretti a lasciare le proprie case e la chiesa venne in gran parte inghiottita dal bacino. Solo la torre, rimasta vicino alla riva, continuò a emergere dall’acqua. Oggi è diventata il simbolo di Villanueva e un doloroso ricordo del paese scomparso.
– ORBANEJA DEL CASTILLO
A nord di Burgos, immerso nel paesaggio del canyon del fiume Ebro, si trova Orbaneja del Castillo, uno dei villaggi più belli che abbiamo visto durante questo viaggio.
Il canyon nel quale è incastonato è già di per sé uno spettacolo naturale e percorrerlo in auto è stato davvero suggestivo.
Qui acqua, roccia, case in pietra e il verde circostante creano un’atmosfera completamente diversa da quella della costa ed è stato bellissimo trovarsi immersi in un luogo così!

Abbiamo pranzato in un ristorante caratteristico nella parte alta del villaggio in cui si trovano anche dei bellissimi alloggi. Trovi le info qui.
– BURGOS
Burgos vale davvero la visita! Qui avevo trovato un alloggio comodissimo, a due passi dal centro, con parcheggio sotterraneo, piscina, campo di padel e soprattutto uno spazio enorme per noi cinque (cosa non sempre scontata quando si cercano alloggi per famiglie numerose). Questo il nostro alloggio.

Siamo quindi riusciti ad alternare la visita della città a un po’ di tempo libero in piscina che, con il caldo che faceva, è stato davvero la svolta.
Abbiamo esplorato tutto il centro storico e una mattina ci siamo dedicati alla visita della Cattedrale di Burgos.

Anche qui vale la regola che applico praticamente ovunque: arrivare presto! In questo modo abbiamo evitato la coda e siamo riusciti a visitare con calma uno degli edifici più imponenti della città.

Da non perdere anche la zona intorno alla Chiesa di San Lorenzo piena di localizzi tipici in cui mangiare o bere qualcosa.
Il centro storico è molto vivo, con grandi piazze e un’atmosfera che ci è piaciuta davvero tanto.
E poi c’è il fiume che è protagonista di questa città con i suoi ponti ed i suoi viali alberati.
Camminare sotto l’arco naturale creato dai platani lungo la riva del Río Arlanzón è una delle cose che ho amato di più!
DA BURGOS A SANTOÑA
Gli ultimi giorni del nostro viaggio nella Spagna del nord abbiamo deciso di passarli in modo molto più relax, nella zona a est di Santander.
Ho trovato una camera doppia e una tripla in un ostello direttamente sulla spiaggia di Berria, una spiaggia immensa che con la bassa marea sembra infinita.

Non mi sento di consigliarti l’ostello, aveva standard di pulizia troppo bassi per noi, ma nella stessa zona ti segnalo questo alloggio bellissimo a due passi dalla spiaggia.
Gli ultimi giorni erano anche quelli dell’eclissi solare totale e quelli in cui avremmo ricevuto i risultati degli esami di Dani, decisivi per il suo ingresso all’università.
Insomma, avevamo proprio bisogno di stare tranquilli, vicino al mare, goderci gli ultimi giorni di spiaggia e aspettare.
Abbiamo visitato Santoña e Laredo, entrambe affacciate sulla baia formata dall’estuario del fiume Treto, che sfocia nel Mar Cantabrico.

E poi è arrivato il momento di ripartire: da Santoña siamo tornati verso Calais, riattraversando tutta la Francia senza fermarci in nessun posto particolare, se non per dormire.
Avevamo deciso di fare il viaggio di ritorno in soli due giorni.
Ci portiamo i colori, i sapori e le atmosfere della Cantabria con noi, è una regione che ci è piaciuta tantissimo e, come ci hanno detto le persone del posto, il meteo è stato dalla nostra parte. Abbiamo avuto piacevolissime giornate di sole che hanno reso i colori ancora più vivi e le giornate in spiaggia davvero piacevoli.

