Inizio questo articolo dedicato all'educazione affettiva e sessuale nella scuola primaria inglese raccontavi un aneddoto: ci eravamo trasferiti in Inghilterra da circa due anni e i miei tre figli frequentavano la scuola primaria pubblica del nostro quartiere, il grande era in Year 5 (9-10 anni), quello di mezzo in Year 3 (7-8 anni) e la piccola aveva iniziato la classe di Reception (4-5 anni).
Mercoledì 30 agosto 2023, io, mio marito e i nostri tre figli siamo diventati ufficialmente cittadini britannici.
Per la nostra famiglia Far And Away è e sarà sempre una data importante da ricordare e che probabilmente ricorderanno anche i nostri nipoti, pronipoti e chi verrà dopo di noi.
In questo articolo dedicato alla cittadinanza britannica trovate le risposte alle domande che mi sono state fatte più spesso che riguardano il processo di richiesta di cittadinanza britannica per la nostra famiglia italiana residente in Inghilterra dal 2014, con tre figli che non sono nati in UK.
Saper gestire le brevi conversazioni con gli inglesi è una delle cose da imparare il più in fretta possibile quando si vive in UK, soprattutto se abbiamo intenzione di integrarci e socializzare in Inghilterra.
Queste conversazioni vengono chiamate small talk in inglese e nel famoso dizionario Cambridge Dictionary vengono definite come conversazioni su argomenti non importanti tra persone che non si conoscono bene.
L'adolescenza che stanno vivendo i miei figli italiani, nati e cresciuti all'estero, è molto diversa dall'adolescenza che ho vissuto io in Italia. Sono ovviamente cambiati i tempi, ci sono nuove problematiche relative a quest'epoca, ma restano le difficoltà di questa fase difficile e delicata della loro vita. Per noi, famiglia italiana in Inghilterra, si aggiunge la variabile dell'essere immersi in una cultura che è diversa dalla nostra cultura di origine, con i suoi pro e contro.
Ricordo benissimo quando arrivando con il treno verso la stazione di London Waterloo si intravedevano decine e decine di gru e una grande area in fase di costruzione. Ci sono voluti anni, ma tutti quei lavori hanno dato vita a quello che oggi è uno dei nuovi quartieri più amati di Londra: la Battersea Power Station.
I rientri in Italia per fare visita alle nostre famiglie sono per me un'esperienza culturale potentissima. Non sento più quel "torno a casa" che ho provato solo lievemente all'inizio della mia vita all'estero, ma sento di mettere piede in una terra che osservo con occhi da straniera, in cui mi viene da dire "sorry" o "please", in cui gioisco come una bambina per ogni singola delizia culinaria e in cui le caratteristiche diverse si fanno ancora più evidenti, nel bene e nel male.
Avevo il villaggio di Rye nella mia lista di luoghi dell'Inghilterra del sud da vedere da un bel po'. C'è voluto un weekend lungo, improvvisato proprio nei primi tre giorni dell'anno, per portarci ad esplorare questa parte d'Inghilterra in pieno inverno.
Il piano iniziale era di alloggiare a Rye e da lì poi visitare le zone limitrofe, ma un imprevisto da parte del proprietario dell'appartamento che avevamo prenotato ci ha fatto cambiare piani, proprio la sera prima.
Siamo in quel periodo dell'anno in cui noi espatriati riceviamo la fatidica domanda "Tornerete in Italia per Natale?".
Se vivi all'estero come noi capirai benissimo di cosa parlo. Sembra che venga dato quasi per scontato che chi vive all'estero rientri nel suo paese di origine per il periodo natalizio.
Noi, famiglia italiana nata e cresciuta all'estero, abbiamo deciso di non rientrare in Italia per Natale e non è la prima volta che prendiamo questa decisione. Passeremo il Natale a casa nostra, per svariati motivi.