Scuola primaria in Svizzera raccontata da Giuliana

Eccoci tornati al nostro viaggio nelle scuole in giro per il mondo. 
Con immenso piacere ospito Giuliana, una mamma italiana in Svizzera che ci racconta la sua esperienza con il sistema scolastico elvetico. 
Grazie Giuliana!


Sono ormai diciotto anni che vivo nella ridente Confederazione Elvetica e, vedendola scritta, questa cifra fa impressione. Mio marito è uno svizzero doc e i miei figli, una bimba di 7 anni e un bimbo di 2, sono nati qui. Per dirla con le parole di mia figlia, sono Svizzeri ma anche un po' Italiani. Nonostante tutti gli anni vissuti qui, devo dire che per alcune cose non sono ancora completamente abituata, e una di queste è la scuola.
Per prima cosa, devo precisare che la scuola che conosco direttamente è solo una di quelle che si possono incontrare in questo paese. Sì perchè la scuola obbligatoria è gestita dai 26 cantoni e solo recentemente è stata votata una legge per cercare di armonizzare il tutto. Se aggiungete che ci sono anche quattro diverse lingue nazionali potete immaginare che non è una cosa semplice. Alcune cose cambiano un po' a seconda se si vive in città o no; noi abitiamo in campagna, in una piccola cittadina, quindi forse in un ambito più rilassato.

Cantoni svizzeri - Fonte: Wikipedia

Fatta questa premessa, comunque l'obbligo scolastico in Svizzera comincia in genere a 4 anni (tranne qualche cantone che resiste e lo fa cominciare a 6) e dura fino ai 15 anni. La scuola qui nel nostro Cantone di Vaud (zona di Losanna, dove si parla francese) inizia a 4 anni compiuti, il che vuol dire che se si è nati da settembre in poi si inizia un anno dopo rispetto a quanto si farebbe in Italia.

La scuola obbligatoria è composta da due cicli il ciclo primario (8 anni) e il secondario I (3 anni, tranne in Ticino 4). Io ho esperienza diretta con i primi 4 anni della scuola primaria. Per il resto ho diverse amiche con figli più grandi ma è più per sentito dire.


Dopo la scuola obbligatoria una parte importante (circa 2/3) degli studenti fa un apprendistato, che prepara alla vita lavorativa. Qui non andare all'università, fino ad ora, non escludeva il poter fare una bella carriera. Le cose un po' stanno cambiando, anche a a causa della presenza di ditte sempre più intenazionali che non hanno la stessa filosofia, ma comunque questo tipo di istruzione resta veramente la base dell'economia Svizzera, e probabilmente è anche uno dei 'segreti' del suo successo e del basso tasso di disoccupazione da queste parti.L'altro lato della medaglia è che, visto che l'università non è per tutti, la selezione inizia presto. 


Nel cantone in cui vivo il ciclo secondario è diviso in diversi livelli. A seconda del livello in cui si è si sa già se si potrà accedere all'università. Quindi a 12 anni già c'è una prima selezione, basata piuttosto rigidamente sui voti. Ci sono passerelle possibili in seguito per spostarsi da un livello all'altro. Anche per ottenere un buon posto di apprendistato i voti contano.
Ora immaginatevi quanto certi dodicenni, o quindicenni, si preoccupano della loro media e del loro futuro... e rabbrividite.

Mia figlia è solo al quarto anno a scuola e per il momento invece tutto è abbastanza tranquillo almeno per quanto riguarda i ritmi e la competizione.
I primi due anni sono una via di mezzo tra un asilo e la scuola. I voti non ci sono. 

Le classi spesso sono a livello misto 1/2 il che permette ai grandi di aiutare i piccoli e ai piccoli di inserirsi nella vita scolastica grazie all'esempio dei grandi. Le classi sono colorate, piene di lavoretti, di libri, di giochi educativi e spesso non ci sono posti a sedere definiti. Dei computer sono a disposizione. 
I bimbi lavorano da soli o in gruppo a seconda di piani di lavoro individuali. Cartelli disegnati permettono ai bambini di ricordare le regole per vivere in classe e in quanti possono stare nelle diverse zone della classe. Si lavora molto anche sulla musica e l'arte imparando canzoni e facendo lavoretti.
Si fanno mostre e spettacoli per i genitori. E mia figlia è andata anche due volte in gita scolastica (in campagna) per tre giorni, ma questo era perchè aveva una maestra eccezionale e una classe molto affiatata. Però quando racconto la cosa alle amiche in Italia di solito rimangono stupite.


Nei due anni sucessivi le cose si fanno un po' più serie. I posti in classe sono definiti e compaiono i compiti a casa e le valutazioni (non ancora voti numerici).
Certe cose nel nostro cantone sono definite per legge (!) tipo che i professori non possono dare dei compiti a casa il venerdì per il lunedì, niente compiti per le vacanze, etc.
Sarò una madre degenere ma per il momento mi sono rifiutata di studiare il tutto con troppa attenzione. Ma quando parlo con mamme di bimbi più grandi sono tutte ferratissime – e stressatissime- sui punteggi e le medie. In questi anni gli obbiettivi sono definiti e cantonali i bambini devono arrivare a un certo livello in lettura, scrittura, matematica, educazione fisica, etc. Prima di ogni verifica gli obiettivi testati vengono trasmessi per iscritto ai genitori.
Al terzo o quarto anno viene fatto anche un corso di educazione sessuale adattato all'età dei partecipanti.
Restano però degli anni abbastanza tranquilli in cui i bambini hanno tempo per giocare, fare lavoretti (ma con valutazioni), imparare canzoni, fare gite e fare sport due volte alla settimana. A seconda di dove si abita fanno anche dei corsi di nuoto. Di solito viene organizzata almeno una gita di più giorni, oltre a gite di un giorno o mezza giornata.

Negli anni sucessivi poi vengono inserite le lingue (prima il tedesco, due anni dopo l'inglese), e tutto diventa più serio ; ma non ho ancora vissuto tutto ciò di persona.

Nota positiva: molto del materiale scolastico viene fornito dalla scuola. Quanto dipende dal cantone e dal comune, ma i quaderni vengono forniti così come il diario e i libri sono in prestito. Mia figlia il primo anno aveva ricevuto anche un piccolo set di matite colorate di una nota marca svizzera. Grosso modo per i primi anni basta comprare lo zaino, qualche penna, le forbici, un grambiule per i lavoretti e le scarpe per la ginnastica. 




Nota dolente, scordatevi il tempo pieno, almeno nel nostro cantone (e in altri che conosco al di fuori delle città). Gli orari dei primi anni scolastici sono terribili, con grandi pause a mezzogiorno, e la scuola finisce nel primo pomeriggio. Mia figlia quest'anno va a scuola dalle 8:15 alle 11:30 e dalle 13:20 alle 14:50. I giorni in cui non lavoro passo il mio tempo a andare a prenderla e portarla a scuola. Il mercoledì pomeriggio niente scuola. Bambini non della stessa età non hanno sempre gli stessi orari. Vi lascio immaginare quando si ha più di un figlio.

Esistono le mense e le strutture parascolastiche, e, in teoria, dovrebbero essere sviluppate sempre di più nei prossimi anni. Ma spesso queste strutture forniscono meno posti di quanti servirebbero, e comunque qui tutto costa e anche parecchio. Diciamo che l'idea che i due genitori potrebbero lavorare e non avere familiari sotto mano non è ancora radicata. In città la situazione è un po' migliore che fuori città. In altri cantoni anche. Ma il discorso di voler mantenere un'attività professionale avendo figli meriterebbe un post tutto suo, diciamo che la Svizzera è piuttosto lontana daglii standard francesi o dell'Europa del Nord.

Il contatto con gli insegnanti qui è semplice, abbiamo il loro numero di telefono, una riunione dei genitori viene organizzata ogni anno, così come un colloquio personale. Gli edifici scolastici sono aperti. I cortili non hanno recinzioni. Possiamo entrare a parlare con l'insegnante in classe qualche minuto prima dell'inizio delle lezioni se necessario.



Una cosa che mi sciocca sempre è che dal momento che l'orario scolastico è finito, gli insegnanti non hanno più la responsabilità degli alunni. Cioè in teoria se uscendo il bambino non trova il genitore ad aspettarlo, non è un problema dell'insegnante. Parliamo di bambini dai 4 anni.
Poi noi abbiamo sempre avuto insegnanti fantastiche che controllavano lo stesso.

In campagna i bambini spesso vanno a scuola e tornano da scuola soli, a piedi, è normale dai 7 anni o anche prima a seconda di quanto è grande il paese in cui vivono. Altrimenti esistono i Pedibus, gruppi organizzati dai genitore per accompagnare gruppi di bambini a scuola a piedi.

Per finanziare gite o altro, la scuola organizza mostre con vendita di lavoretti, o avvenimenti sportivi in cui un bambino può farsi sponsorizzare dai parenti e amici (tipo un tot di soldi per ogni km di corsa, discesa in slittino, etc.). Per gli stessi motivi, i più grandi organizzano delle vendite di dolci fatti in casa il sabato con piccoli stand nei centri commerciali.



L'istruzione scolastica è obbligatoria, so che ci sono famiglie che hanno scelto di non mandare i bambini a scuola ma di occuparsi loro dell'istruzione a casa, ma i criteri per poterlo fare variano a seconda dei cantoni e non li conosco bene. Esistono diverse scuole private, spesso con caratteristiche particolari, Steiner, Montessori, insegnamenti bilingue. Il passaggio pubblico/privato non sempre è facile.

Le vacanze nel canton Vaud sono più distribuite durante l'anno scolastico che in Italia, due settimane in ottobre, due a Natale, una a febbraio, quasi due a Pasqua e sei in estate (luglio e agosto). A seconda dei cantoni le vacanze possono variare.

Insomma alla fine sono anche abbastanza contenta di questa scuola di mia figlia, e vedremo che succederà nei prossimi anni!



Gli altri articoli sui sistemi scolastici scritti dalle mamme li trovate qui.

MaFa

MammaFarAndAway

3 commenti:

  1. La cosa davvero più stupefacente da parte di un italiana è la parte sull'educazione sessuale!
    Per quanto ne so è bandita ovunque, in qualsiasi ciclo di studi, io in 3 superiore, avrei dovuto studiare l' apparato riproduttivo, a 16 anni, ma il capitolo fu saltato.
    Rossella

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sono un'insegnante di scuola primaria.In Italia sono anni che esiste, solitamente a partire dalla quarta,l'educazione all'affettività e alla sessualità condotta da esperti davvero preparati che affrontano l'argomento con grande delicatezza e competenza.Le insegnanti, almeno nella mia provincia,partecipano ad incontri sulle emozioni per aiutare i bimbi a riconoscerle e ad esprimerle.Le insegnanti coinvolgono i bambini in concorsi di disegno e in altre attività con il cui ricavato comperano materiale,pagano gite o corsi di musica,danza,giocoleria o altro.Le insegnanti sono responsabili degli alunni anche dopo il loro orario,trattenendosi a scuola se qualche genitore è in ritardo o esponendosi in prima persona accompagnandolo a casa.Insomma,anche nella scuola italiana c'è del buono!

      Elimina