Modalità lenta

E' dal 2006 che tengo questo diario di vita e di viaggi online, all'inizio privatamente poi in maniera pubblica e tante cose sono cambiate, nel blog e in me. 

Io sono cresciuta, evoluta, migliorata (me lo posso dire da sola?) ed ho imparato un sacco di cose relative alla grafica, ai contenuti, al funzionamento dei social network e del mondo del blogging. 
Vado fiera del mio essere autodidatta, del mio piccolo blog e del piccolo mondo di amicizie virtuali, alcune diventate reali, creato intorno a me.

La crescita del blog è andata di pari passo con la crescita dei miei figli, protagonisti insieme a me di un'avventura che racconto tra queste righe.

Ho sempre cercato di avere molto rispetto per loro, per le loro piccole vite, per il loro punto di vista e questo mi ha portato ad immedesimarmi, arrivando a capire che forse a loro non avrebbe fatto poi tanto piacere essere in prima linea nei post o vedere scritti i dettagli dei nostri momenti intimi e famigliari.

E' stata una scelta presa con BabboFarAndAway quella di non esporre troppo le loro vite a questo mondo virtuale che un pò spaventa e che, senza rendertene conto, può prendere il sopravvento e fare danni.

I bambini sanno bene che ho un blog, ogni tanto leggono quello che scrivo e guardano la mia homepage, mi vedono su facebook e sanno che ho amiche virtuali che mi seguono e che sono diventate parte della mia vita in un modo speciale.

Qualche giorno fa, mentre eravamo in giardino a godere dei primi raggi di sole, avevo in mano la mia agenda nella quale appunto i pensieri e le idee per i post e da lì è iniziato il dialogo con Lorenzo, così naturale, puro, sincero che vorrei condividerlo con voi. 
I bambini hanno tanto da dirci ed avere orecchie per ascoltarli, cuore per comprendere il loro punto di vista, è una ricchezza che dobbiamo coltivare. 

- Mamma cosa stai scrivendo?

- Sto cercando di mettere in ordine le idee per un post 

- Un post per il tuo blog?

- Sì, per Mamma Far and Away. A te piace il mio blog Lori?

- Sì, è molto creativo. 

- Ma tu cosa pensi che faccia scrivendo nel mio blog?

- Be' mamma, aiuti gli altri, tipo se qualcuno vuole qualche idea per la vacanza può venire a leggerti

- Lo sai esattamente di cosa parla?

- Il tuo blog parla delle nostre gite, di dove andiamo, dei nostri viaggi

- Lo sai che parlo anche della vita all'estero?

- Della vita all'estero? Che costa intendi? 
[e qui ho realizzato quanto per lui non ci sia una definizione di "vita all'estero" per lui è vita normale e basta!]

- Racconto della nostra esperienza in Inghilterra, di come viviamo qui, degli usi e costumi, della vostra scuola, dell'inglese e del fatto che parlate due lingue e delle piccole difficoltà che  magari dobbiamo affrontare

- Ma mamma chi è che legge queste cose?

- Quelli che magari dall'Italia vogliono venire via o quelli che sono curiosi di sapere cosa facciamo in questa parte di mondo

- E perche' dovrebbe interessare cosa facciamo qui?

- Perché qui non si vive proprio come in Italia, te ne sarai accorto le volte che siamo andati dai nonni

- A sì mamma, come quella volta che mi hai tirato per la felpa perche' mi stavano per mettere sotto sulle strisce o quando ti sei arrabbiata al bar perche' quella signora non ha fatto la fila e ti è passata davanti!

- Ti piace che la mamma abbia un blog?

- Sì, è bellino, così scrivi dove andiamo e a qualcuno può venir voglia di andare negli stessi posti

- Lo sai vero che la mamma non mette le vostre foto?

- Si, lo so. Tante volte te l'ho detto io di non mettere la foto, non mi piace che chi non mi conosce possa vedermi o ridere di quello che facciamo

- Se mettessi una foto senza il tuo permesso ti piacerebbe?

- No e sarei un pochino arrabbiato perché ci sono foto private, non mi va di farle vedere ad altra gente. Io non voglio avere la mia faccia su internet, capisco se mandi la mia foto a zia Paolina, ai nonni, ma non a tutti.

- C'è qualcosa che non ti piace del fatto che la mamma abbia un blog?

- Mh, qualche volta ti parlo e non mi rispondi, quando sei al computer o su facebook sembra che non mi senti e mi fa arrabbiare
- Mi dispiace, hai ragione e cercherò di fare più attenzione
 [Mamma blogger colpita-affondata] 

- Mamma ma posso scrivere anche io un blog?

- Quando sarai più grande sicuramente, sarà bellissimo leggerti.



Ci vuole autocritica, ci vuole empatia e autocontrollo per non farsi travolgere da tutta la vita virtuale che ci circonda e rimanere focalizzati sulle cose vere.
  
Penso a quando i miei figli avranno il cellulare e magari non alzeranno la testa per rispondermi, non potrò nemmeno controbattere perche' la risposta "tu facevi uguale" sarà magari lì pronta ad attendermi, non ci voglio nemmeno pensare!

Ho tanti post in bozza, ho tante cose da raccontare, foto da sistemare, mail a cui rispondere, ma credo che ci metterò un pò più del previsto, ho assunto una modalità lenta ultimamente, e non mi dispiace. 

Abbiate pazienza, forse MammaFarAndAway evolverà in MammaSlow, infondo la vita è in continuo cambiamento, è una continua evoluzione, no?

MaFa

MammaFarAndAway

6 commenti:

  1. Modalità lenta forever...se ci riucissi!!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Guarda Ele, sto facendo un grande sforzo per autocontrollarmi ma mi sento meglio. Lascio perdere un sacco di cose, mi focalizzo su quelle che mi fanno star bene, mi faccio le mie liste di cose da fare in ordine di priorità e cerco di fare più attenzione al mio respiro, lui mi dà il ritmo. ;)

      Elimina
    2. Ne sono perfettamente conscia, oltre che pienamente d'accordo. Da mamma che doveva fare tutto e perfettamente bene, ho cambiato tantissimo modo di vedere. Riposo se devo riposare e, soprattutto, se le tre belvette riposano; la casa viene rassettata il giusto indispensabile e ho pure un piccolo aiuto per i grandi lavori settimanali; non stiro, non lavoro...eppure mi ritrovo sempre a correre e a voler fare mille cose, incastrandole tipo Tetris.
      Mi sa che se nasci quadrato puoi smussare gli angoli, ma non sarai mai tondo :((

      Elimina
  2. Non serve scrivere tre post al giorno tutti i giorni. Avere un blog è qualcosa di "empatico" che va oltre la parola scritta: è regalare un'emozione, informare, coinvolgere...
    A me piace passare per la tua Londra, l'ho scritto spesso che ho imparato più cose qui che in anni di lezioni.
    E la tua ricetta dei muffin ha spaccato!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Priscilla per il tuo bel commento! Certe volte si può cadere nella tentazioni di rispodere a determinate aspettative che poi si rivelano irreali, una sorta di senso di responsabilità verso i propri lettori.
      Sono strafelice che i muffins abbiano avuto successo!

      Elimina
  3. W la modalità slow! Non è facile, a volte anche io mi tiro le orecchie da sola se non ho scritto niente per tante settimane. Però in realtà deve essere una gioia. Se anche il blog diventa un dovere, non funziona ;)

    RispondiElimina