Viaggiare con i bambini: ci vuole autoironia!

Quali sono le caratteristiche che i genitori devono avere per riuscire a viaggiare serenamente con i bambini?
Quando parlo di "viaggio" intendo quel giusto equilibrio tra scoperta, avventura e divertimento, non parlo di all inclusive, baby sitter serale o miniclub per intenderci.

Il riposo lo contemplo poco perché di fatto non è quello che cerchiamo quando partiamo per un viaggio con i nostri tre figli, anche perché cercare una cosa impossibile sarebbe da stupidi!

Ho iniziato a scrivere questo post qualche settimana fa, era lì in bozza pronto per essere concluso.

Nel frattempo siamo partiti per un weekend lungo nell'isola di Wight, nell'Inghilterra del sud, che ci ha messo a dura prova ma grazie alla quale ho avuto l'ispirazione giusta per scrivere. 

I nostri tre giorni di fuoco all'isola di Wight ci hanno fatto ripensare a tutte le volte che qualcosa è andato storto primo o durante il viaggio, a tutto quello che ci siamo trovati ad affrontare e a quella maledettissima "legge di Murphy", quella legge conosciutissima da noi genitori che afferma che "per quanto sia improbabile che si verifichi un certo evento, entro un numero elevato di occasioni questo finirà molto probabilmente per verificarsi" (fonte wikipedia).

La conosco benissimo quella legge, ne ho preso coscienza nel lontano 2006, poco prima della partenza per la nostra prima vacanza a tre a Fuerteventura, quando Lorenzo si prese la sesta malattia. A quel tempo non sapevo che era solo l'inizio, che il "bello" doveva ancora venire.

Non sapevo che durante la nostra prima vacanza oltreoceano, organizzata con Daniele nel pancione e Lorenzo di poco più di un anno, ci saremmo svegliati tutte le mattine alle 4 perché il jetleg a mio figlio avrebbe fatto un baffo e saremmo rientrati a casa più stanchi di quando eravamo partiti. 


Non sapevo che le peggiori piogge tropicali si sarebbero verificate proprio in quella settimana di febbraio (mese di alta stagione ai tropici per l'ottimo clima!) nella quale noi volevamo scappare dal grigiume dublinese senza sapere che ci saremmo ritrovati sotto ai temporali della Martinica. 
E che quelle pioggie arrivano all'improvviso, proprio mentre sei in spiaggia ed hai lasciato tuo figlio senza pannolone, tanto per fargli capire come funzionava il tutto, e lui decide di farti la peggio cacata mentre lo carichi in passeggino di corsa per rientrare in hotel a proteggerti dalla pesante pioggia tropicale!

Non sapevo che l'aria di mare avrebbe fatto eccitare così tanto i miei figli facendoli svegliare per un'intera settimana alle 5.30 in punto - non ho più fatto vacanze al mare dal 2008!

Non contenti abbiamo deciso di avventurarci per la prima vacanza a 5 con un bel noleggio camper, con la piccola Paola di circa 4 mesi ed i due maschietti di 4 e 2 anni, direzione Disneyland Paris.

 
Febbre a 40 il giorno della partenza per Lori, duranta 24 ore. 
Febbre a 40, due giorni dopo per Dani, perché il virus è giusto che si condivida, non siamo mica egoisti noi. 

Rinvio dell'arrivo a Disneyland Paris con conseguente fraccassamento di "quando andiamo a Disneyland?" "mamma quando arriviamo a Disneyland" "mamma voglio andare a Disneyland". 

Arriviamo a Disneyland Paris con talmente tanta pioggia che ci si allaga il camper, passiamo la giornata sotto a un ponto per evitare di iniziare a galleggiare.

Ritorna il sereno. 

Ci godiamo due giorni in giro per Parigi con un caldo storico mai registrato di 35 gradi all'ombra e noi splendidi a mangiare "street food" tanto per agevolare il virus gastrointestinale che si impossessa contemporaneamente di me e BabboGer. 

Scena da film horror di due genitori che vomitano nei prati del campeggio mentre i bambini piccoli giocano da soli e menomale che Paola in quel momento terribile dormiva serena!

Guardia medica che ci raggiunge in campeggio e punturone per BabboGer, mentre io continuavo imperterrita ad allattare la mia piccola di 4 mesi alla quale non fregava niente del mio virus!

Ecco, diciamo che quella vacanza e' stata l'apice della "legge di Murphy". 
Ma non ci ha fatto desistere dal fare un'altra vacanza con il camper a noleggio due anni dopo, in Inghilterra.

Non sapevo che i camper a noleggio potessero essere un cattivo affare e che, cercando di lavarti un piede nel lavandino del bagno, si potesse rompere trovandoci a pagare al noleggiatore 600 euro di danni (senza poter troppo ribellarci!) pensando alla fine che magari una vacanza in albergo ci sarebbe costata uguale ma con minore fatica!

Non sapevo che uno dei miei figli sarebbe stato assalito da febbre, di quelle che stendono, proprio mentre si raggiungevano le impressionanti scogliere "Seven Sisters" nell'Inghilterra del sud. 


Non sapevo che i bisogni fisioligici, quelli "importanti", sarebbero arrivati nei momenti meno opportuni, mentre sei in contemplazione di un panorama da urlo, mentre il vento ti soffia nei capelli e provi quella sensazione di libertà e di pace e loro ti dicono "mamma mi scappa la cacca" e magari te lo dicono in 2 o 3 allo stessso tempo.

Ed il bagno nei paraggi, non c'è, non esiste!
Da allora non viaggio più senza sacchetti di plastica e scorta industriale di salviettini umide! 
 
L'ultima nostra avventura all'isola di Wight mi ha fatto ricordare tutti questi aneddoti che hanno reso i nostri viaggi ancora più avventurosi e che avrebbero potuto sfasciare famiglie, far litigare coppie e far passare qualsiasi voglia di rimettersi in viaggio e rischiare di nuovo! 

Cos'è successo?

Siamo partiti venerdì per la tanto sognata isola di Wight, per tre giorni di vacanza - il mio regalo di compleanno - dopo settimane di lavoro intenso per BabboGe'. 

Dani, il piu' "strong" della famiglia, colui che non si ammala da mesi e mesi, si sveglia con la febbre.

Dai che partiamo lo stesso, sarà un virus di 24 ore!

Arriviamo all'isola di Wight, ci sistemiamo nell'alloggio. Sbagliatissimo stavolta, mea culpa lo so, ma quando si cerca troppo il risparmio si rischia anche questo.

L'igiene non era contemplata in questo appartamento, tanto meno il riscaldamento che nonostante l'intervento del proprietario non accennava a partire e Dani con i brividi di freddo. 

L'unico termosifone in funzione era quello in bagno che creava una specie di sauna in quella stanza facendo percepire ancora più freddo nel resto della casa.

Al piano di sotto la cucina del pub, il puzzo di fritto che saliva e si impregnava nelle coperte.
Ma ritorniamo a Dani ed alla sua febbre che non scende. I programmi vanno cambiati, tutte le cose da vedere nel mio piano vacanza cancellate e cerchiamo di goderci il bello dell'essere comunque in un posto nuovo tutti insieme.   

Cerchiamo!
Ci concediamo una cena al ristorante, minestrone per Daniele!
Lui non sembra migliorare ed a lui si aggiunge la piccola Paola che ci stupisce con un bel virus intestinale in piena notte, mentre l'altro delirava con la febbre quasi a 40. 

La domenica mattina la passiamo in ospedale per far visitare Daniele da un pediatra. 
Scoprono lo streptococco, ci rifilano un antibiotico e Daniele sembra star già meglio qualche ora dopo.
Noi gasatissimi decidiamo di andare a dare un'occhiatina alla famosa Alum Bay, uno dei luoghi più belli dell'isola. 

The Needles - Isola di Wight

Ma che fai non scendi a passeggiare sulla scogliera!?

"Dani te la senti?

Lui energico come non mai, ci stupisce con la sua voglia di fare e vedere, ormai stufo dei suoi 3 giorni di malattia. 
Camminiamo sulla scogliera, quei tre eccitati a mille per essere di nuovo insieme in forma a far casino. 

 
Poi l'imprevisto, quella frase che arriva nei momenti piu' inopportuni "mamma mi scappa la cacca?" e quando Daniele deve andare al bagno i secondi sono contati. 

Ci catapultiamo dentro al museo in cima alla scogliera, unico luogo in cui probabilmente un bagno è presente.

Io in testa al gruppo di famiglia, con Dani al traino tirato dalla mia mano ferma per farlo camminare più veloce, entro spingendo il cancelletto a molla, ma senza tenerlo, lasciandolo richiudersi dietro di me.

Il tonfo, lo schianto.

Il cancelletto ad altezza testa di bambino si schianta sulla fronte di mia figlia, che era simpaticamente dietro a mamma, mentre BabboGer e Lori qualche metro più indietro.
Bambina in lacrime, marito attonito per il mio "gesto" da madre sciagurata, io che prontamente tiro fuori la mia "trousse medica" e impiastriccio mia figlia con quintali di pomata d'arnica mentre Dani, dietro di me, mi chiama delicatamente, come per non disturbare il mio momento di gloria da infermiera.

"Mamma, la cacca!"
Corriamo al bagno, perché in quei momenti è la mamma che vogliono!
Esco dal bagno come se avessi fatto una maratona, mi ci vuole un attimo per tornare a godermi quel luogo, quella vista, quella compagnia.
Qual'è il messaggio di questo post?
Che è bellissimo viaggiare - ne sono ancora convinta! -, che potrei consigliarvi mille cose da mettere in borsa, potrei parlare di quanto sia importante pedagogicamente viaggiare con i bambini, di quali giochi fare in viaggio, di che abbigliamento mettere in borsa, di come intrattenerli, ma che l'importante è essere pronti a tutto, avere un grande senso pratico e tanta, davvero tanta, autoironia, perché ciò che non distrugge fortifica e noi 5 ogni volta che rientriamo da queste avventure-disavventure ne usciamo più uniti di prima e pronti per il prossimo viaggio, ridendo di tutte le volte che la "legge di Murphy" ci ha fatto girare le scatole ma ci ha reso anche più forti per affrontarla ancora, perché sappiamo che è sempre lì in agguato!


MaFa

MammaFarAndAway

14 commenti:

  1. Top of the post Fabi!!!!!!!!!!!!!!!!!! sono in ufficio con le lacrime agli occhi!!!!! :D

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    1. Cri dillo che ti e' successo qualche volta pure a te!! ah ah ;)

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  2. Ahah sono morta dalle risate... E sono pienamente d'accordo, io ho viaggiato tanto da piccola con i miei e ricordo tutte le avventure e disavventure con grande piacere!

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  3. Fantastica Fabi!! Questa benedetta legge...ma noi l'amiamo tanto lo stesso,no? :) Le foto sono stupende...eh, sì...mi sa che prenoteremo presto l'Isola di Wight! :)

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    1. Mi sono sfogata con questo post, adesso comincio a scrivere come si deve sull'isola di Wight, che e' davvero fantastica! ;)

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  4. Ahahah! Mi hai fatto morire, Fabiana! E mi hai ricordato i racconti di mio marito: lui era sempre quello che si ammalava alla vigilia di una partenza, per la gioia dei suoi genitori.

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    1. Sono curiosa di sapere cosa si ricorderanno i miei figli di quei momenti! ah ah! :)

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  5. Si effettivamente Fabi, questo post è veramente top! Ho riso come un pazzo! E si... la legge di Murphy ha colpito anche noi varie volte, come per la settimana bianca dell'anno scorso che è stata annullata 2 volte di fila per 2 varicelle consecutive!! Una vera gioia!! Per il cancelletto a molla, Alessio ha già conosciuto anche quello e la scena è stata analoga a quella che tu hai descritto, solo che il genitore sciagurato sono stato io!!

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    1. Sai "amico di merende" che quando vedo un commento fatto da te mi preoccupo un po'!! ah ah ;)
      Credo profondamente che la legge di murphy colpisca tutti, chi piu' chi meno, ma piu' il numero di figli aumenta piu' ti fa compagnia! Il cancelletto ad Alessio??? poveroooo!!! Dillo che ti sei sentito un genitoraccio..perche' io volevo sotterrare!!! Meno male ci ridiamo tutti sopra adesso! ;)

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  6. Sì, bè...ridi...ma DOOOPOOO!!!!!!! ;))

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    1. Ti assicuro che, per come siamo fatti io e mio marito, abbiamo riso anche li' per li'! L'autoironia ce la portiamo dietro e non la tiriamo fuori solo una volta a casa! ;)

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  7. Cara Fabiana mi hai fatto proprio ridere stamattina! Una risata tragicomica perché ovviamente anch'io da quando ci sono i bimbi sono vittima della legge di Murphy e non solo in viaggio, anche nella vita quotidiana! Soprattutto qui in Thai abbiamo raggiunto livelli da mandare in crisi le statistiche :) Devo dire che anch'io, come te, sono più propensa a riderci sopra in viaggio perché tanta è la mia gioia nel viaggiare che è veramente difficile che possa essere scalfita. Certo ogni tanto non mi dispiacerebbe essere risparmiata!

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    1. La legge di murphy ci accompagna sempre, gia'! :) Mi chiedo solo se con gli anni si allontanera' da noi ;)

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