Il ritorno a scuola in Inghilterra ai tempi del covid


Rivederli nelle loro divise mi ha fatto un certo effetto, sorridenti ed emozionati di poter tornare a scuola ma allo stesso tempo un po' preoccupati per quello che li attende.  

Sono mesi che teniamo le distanze da tutti, che rispettiamo le singole regole imposte da questo lockdown
Abbiamo parlato chiaramente ai nostri figli, fin dall'inizio, di come funziona questo virus, come si trasmette, che precauzioni è giusto utilizzare e tutte queste spiegazioni gli sono servite per accettare il nostro stare lontani dagli altri e il mantenere il "social distancing", il distanziamento sociale. 


Sono stati bravi, sono stati maturi e responsabili, non si sono mai lamentati, hanno imparato a giocare al parco con i loro amici tenendo le distanze, hanno sempre fatto attenzione all'igiene delle loro mani senza bisogno che gli dicessimo di farlo, hanno capito perché serve usare le mascherine e come usarle ed hanno accettato il "remote learning" impegnandosi e dando veramente il 100%.
 
Poi arriva la notizia che le scuole riaprono, per tutti, in settembre (qui le scuole non hanno mai chiuso del tutto, sono rimaste aperte per i figli dei "key workers" cioè i lavoratori chiave, tipo medici, infermieri, postini, dipendenti di supermercati etc.).
 
Eccoci quindi qui, pronti a riprendere una certa normalità ricordandoci però che la pandemia non è finita (anzi, proprio ieri sera, 6 settembre, sono stati comunicati i 3000 nuovi contagi in un giorno qui nel Regno Unito) e con tutte le regole di questi ultimi mesi ben chiare in testa i miei figli si ritrovano a tornare a scuola, nelle loro classi di 30 compagni, senza nessun tipo di distanziamento sociale, senza mascherina.
 
E visto che non sono "scemi", mi hanno palesemente chiesto come sia possibile e come faranno a tenere le distanze "mamma, possiamo mettere la mascherina?" 
In teoria potrebbero, ma sarebbero gli unici, nemmeno tutto il personale scolastico le usa (solo pochi casi) e la mascherina serve solo se tutti la usano.
Ci sono delle incongruenze che non mi tornano: il governo continua ad invitare la popolazione a essere cauti con slogan del tipo "Wash hands. Cover face. Make space" (Lava le mani. Copri il viso. Mantieni le distanze) oppure "Stay alert, control the virus, Save lives" ma poi obbliga tutti gli studenti a rientrare a scuola, tutti insieme, appassionatamente, un po' come se niente fosse e questo un po' ci destabilizza. 

D'altro canto il governo inglese vuole fare ripartire queste scuole a tutti i costi, per tutti, perché sembra che il danno fatto dalle scuole chiuse sia più grande di quello fatto dal covid stesso (avevo parlato in questi post sulla situazione covid qui in Inghilterra).
 
Nelle linee guida per la riapertura della scuole del governo inglese ci sono specificati gli obiettivi primari che le scuole devono avere nella gestione di questa situazione e sono quelli di:

- limitare il contatto con le persone che sono malate e assicurarsi che chi ha sintomi di Coronavirus (covid-19) sia isolato (non vada a scuola) così come tutti i membri della famiglia con cui vive,
- porre più attenzione al lavaggio delle mani che deve essere effettuato regolarmente,
- seguire l'approccio del "catch it, bin it, kill it" (quando starnutisci o tossisci copri il viso con un fazzoletto, butta via il fazzoletto),
- pulizia delle superfici scolastiche più frequente,
- minimizzare il contatto tra individui dove possibile, premettendo che è impossibile fare il distanziamento sociale a scuola.

Le scuole si sono trovate quindi a creare delle procedure e protocolli che portino al rispetto di questi obiettivi.
Le linee guida del governo parlano chiaramente del fatto che non è possibile tenere distanza sociale nell'ambiente scolastico e che le scuole devo agire per "bubbles".

Le bubbles sono "le bolle" di bambini che interagiscono tra di loro senza rispettare la distanza sociale. 
Mia figlia di 9 anni che frequenta la quinta elementare ha una bolla di 30 bambini, la sua classe, in più all'intervallo interagisce con gli altra 60 bambini delle altre due classi di quinta.
 
I miei ragazzi in High School avranno come "bubble" il loro "Year Group" cioè tutto il Year10 per mio figlio maggiore (tutte le classi del decimo anno, una sorta di prima superiore) e tutto Year8 (una sorta di seconda media) per mio figlio minore, un totale di 240 alunni per Year Group.

Che misure di igiene stanno adottando le scuole inglesi per prevenire la diffusione del virus?

- Invitano i bambini a lavarsi le mani più spesso e a usare il gel antibatterico messo a disposizione nelle classi, nei corridoi, nella palestre
- le superfici che vengono toccate dai bambini vengono pulite regolarmente così come le maniglie delle porte, interruttori, lavandini etc.
-  più attenzione alla ventilazione delle stanze e le porte verranno lasciate aperte dove possibile
Ovviamente queste misure possono cambiare da scuola a scuola, visto che è tutto molto a discrezione dei presidi.

I bambini resteranno per la maggior parte del tempo nella loro classe, eventi che prevedevano il raggruppamento degli alunni come Assembly, workshop etc non ci saranno più. 

Le assistenti alla maestra potranno lavorare con diverse classi, così come le insegnanti di ginnastica, questo per lo meno nella scuola primaria di mia figlia. In altre scuole so che le assistenti alla maestra lavorano sempre con lo stesso gruppo di bambini, ma questo credo dipenda dalla disponibilità di personale scolastico che la scuola ha a disposizione.

La distanza tra bambini non è quindi menzionata, anzi viene fatto chiaramente presente ai genitori che il "social distancing", cioè il distanziamento sociale, non è proprio possibile mantenerlo in un ambiente come quello scolastico e che tra i bambini e gli insegnanti non è possibile mantenere il metro di distanza.

Viene però chiesto ai genitori di mantenere le distanza all'esterno della scuola e per evitare assembramenti all'entrata e all'uscita hanno messo in atto ingressi scaglionati (nella scuola primaria di mia figlia per ordine alfabetico dei cognomi, in modo tale che famiglie con più figli debbano andare a scuola a lasciare i bambini solo una volta evitando di rimanere nel cortile per troppo tempo; in altre scuole entrano per classi).
 
Viene inoltre richiesto che i bambini siano accompagnati da un solo genitore e che questo segua il "senso unico" nel cortile per arrivare davanti alla classe del proprio figlio.
I bambini più grandi, da Y4 in sù sono invitati a entrare da soli dal cancello, camminando fino alla loro classe.

La routine scolastica in primaria ai tempi del covid è simile a come era prima, con più enfasi data all'igiene e con meno attività extra che prevedano assembramenti di bambini di diverse classi.

Anche l'intervallo viene fatto scaglionato ed i bambini mangiano in classe. 
Quelli che portano il pranzo al sacco da casa mangiano insieme ai bambini che hanno il pranzo della mensa, perché quest'ultimo viene portato direttamente in classe in vassoi singoli per ogni bambino che ha ordinato il pranzo caldo (in alcune scuole la mensa non è in funzione per esempio). 

I banchi non sono più in gruppo (cosa tipica della scuola inglese) ma sono girati verso la maestra e ci sono due bambini per banco (questo nella scuola di mia figlia).
Ogni bambino ha un piccolo box con dentro gli oggetti di cancelleria solo suoi, da non condividere con altri.

Per adesso non si parla di gite scolastiche e uscite varie.
I famosi e amatissimi club dopo scuola non ci sono per adesso.

In queste prime settimane di scuola viene posta un'attenzione particolare all'aspetto emotivo del rientro a scuola dei bambini di primaria, cercando di spiegare loro bene le nuove regole e facendoli familiarizzare con le nuove procedure in atto nell'edificio scolastico. 

Viene poi dedicato tempo al recupero di quello che magari è stato "perso" durante il "remote learning" cioè durante i mesi di didattica a distanza e viene offerto extra supporto ai bambini più in difficoltà.

Da questo punto di vista voglio fare un elogio immenso alla scuola primaria inglese, per lo meno a quella di mia figlia. 

Hanno condiviso con noi genitori un piano chiamato di "recovery" con l'obiettivo di supportare tutti i bambini nel loro rientro a scuola e assicurandosi che si sentano felici e sicuri a scuola. 
In questo noi genitori dobbiamo ovviamente aiutare, motivo per cui le mie perplessità me le tengo dentro e non le esterno ai miei figli! 
La collaborazione genitori-scuola è fondamentale in queste situazioni.
Così in queste prime settimane la scuola punterà alla ricostruzione delle relazioni sociali tra bambini e tra bambini e personale scolastico, lavorerà sulla consapevolezza della situazione attuale e sulla comprensione da parte dei bambini di quello che sta succedendo, cercherà di puntare sulla ricerca della felicità dei bambini e sulla loro consapevolezza di cosa gli rende felici, lavorando molto sulle emozioni e la loro condivisione.
Ovviamente la "resilienza" sarà un argomento caldo in questi mesi!

Nelle scuola secondaria dei miei figli è stato fatto firmare un "codice di comportamento" dopo che il loro tutor ha spiegato per filo e per segno le nuove procedure. 
In sostanza nella scuola superiore cercheranno di limitare gli spostamenti degli studenti, non faranno incrociare diversi Year Group usando un sistema di ingressi e intervalli scaglionati oltre che la divisione proprio fisica dei diversi Year Group. 
Molte scuole secondarie inglesi si sviluppano in "blocchi", cioè edifici separati e questo permette di riservare un determinato edificio a un determinato numero di classi (se volete sapere come funziona la scuola secondaria superiore inglese potete leggere questi post).
Le regole di igiene sono le stesse della primaria così come l'obbligo di stare a casa da scuola in caso di sintomi da covid-19 (e l'isolamento di tutti i membri della famiglia dello studente).
In classe non dovranno girarsi ma guardare sempre avanti ed evitare assembramenti nei corridoi ma fare l'intervallo nelle aree appositamente indicate per questo e non è autorizzato toccare i compagni.
Tutto suona così strano e surreale e non del tutto "safe" se posso permettermi una critica. 
I miei figli sono contenti, avevano bisogno di tornare a scuola, di rivedere i loro compagni, di "reindossare quella divisa", di ritrovarsi faccia a faccia con i loro insegnanti, ma rimane quella forte incertezza che credo ci accompagnerà per tanto tempo. 
Mi raccontano di come procedono le loro giornate con entusiasmo, con sincerità "mamma io le mani me le sono lavate solo una volta con l'acqua, però ho usato il gel", con un po' di timore "mamma, ma posso metterla la mascherina se mi fa sentire più al sicuro?" e cerchiamo di "navigare a vista" tutti insieme, sperando bene, perché non è che ci resti molto altro da fare.

Il casino inizierà quando i malanni di stagione con sintomi simili al Covid faranno capolino tra gli studenti delle scuole e magari ci ritroveremo di nuovo tutti e 5 bloccati a casa senza sapere esattamente come continuare con la scuola, visto che non è stato momentaneamente citato il "remote learning"

Day by day, mi ripeto ogni giorno, solo questo mindset mi può aiutare insieme a un po' di fortuna!


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