Di cattiveria e di insofferenza

Che i bambini non fossero ben graditi in questa residenza di vecchi l'avevamo gia' capito da qualche mese dopo esserci cuccati qualche sguardo di minaccia mentre i bambini andavano in bici nel cortile e giocavano davanti al garage, ridendo, qualche volta gridando, insomma esprimendo il loro essere bambini.
Oggi e' successo qualcosa di piu', qualcosa che mi ha fatto stare davvero male.

Bimbi pronti per scendere in piscina, arriviamo davanti al portone e incrociamo la coppia di nostri dirimpettai e una  coppia di donne. 

L'eta' totale dei 4 si aggirava sui 320 anni!

Io saluto educatamente, i bimbi rimangono schivi, quasi intimoriti dall'assenza di un sorriso, soprattutto Popa si attacca alla mia gamba e fa bene visto che lei ha sentito prima di me l'energia negativa nell'aria.

La piccola Popa, 18 mesi, vuole venire in braccio e per farlo attira la mia attenzione con uno dei suoi urletti da femmina che ultimamente fa spesso. Ed ecco che scoppia la bomba!

I vecchi colgono l'occasione per dirmi che non ce la fanno piu', che le urla di Popa sono insopportabili, che io non sono capace di gestirla, che devo fare qualcosa e che devo portarla da uno psicologo. 

Da uno psicologo? Francese? Ah, dimenticavo, qui tutto si cura con lo psicologo e si comincia fin da piccoli!

Ecco, un'altra persona li avrebbe mandati a cacare alla prima affermazione e sarebbe andato via, ma io non ce l'ho fatta, sono rimasta immobile, a farmi insultare, a farmi giudicare da questi 4 esseri maleducati e impertinenti, mi sono pure messa a giustificarmi e a spiegare che ne ho gia' parlato con la pediatra e che la pediatra mi ha detto che e' una fase normale e che appena parlera' per bene smettera' di urlare. 
A tutta risposta le due donne mi dicono che e' il caso che cambi pediatra. Addirittura una delle due donne mi fa presente che Popa ha disturbato le sue parole crociate che stava facendo sul terrazzo e che ha contato le urla di Popa: 20 in un'ora! Cavoli, ha tanto tanto tanto da fare questa donna da contare le urla della mia bambina?

Lolo' era accanto a me, ed e' grande abbastanza per aver colto la cattiveria di queste persone e l'ho guardato, ci siamo guardati con quell'intesa mamma-figlio che c'e' e entrambi avevamo le lacrime agli occhi. Gli veniva da piangere e il suo cuore batteva forte.

Siamo stati assaliti, a parole, a cattiveria, a sguardi malefici ed io non sono stata in grado di difendermi. Ora vorrei urlare, ritornare indietro nel tempo e mandarli a quel paese al posto di dire "pardon je suis desolee" (scusate mi dispiace).

I pensieri si susseguono nella mia testa e la rabbia non lascia spazio alla razionalita' e per ora il primo istinto e' di andarmene da qui.

E' da tanto che ne parliamo io e BabboGe', e' da tanto che riflettiamo su quale sara' il nostro destino e ancora non sappiamo darci una risposta, ma sappiamo che questo posto non fa per noi, non e' un bel posto dove crescere bambini, dove una famiglia puo' vivere serena perche' nessuno ama i bambini, i bambini disturbano, sempre e comunque. 
Queste sono le piccole gocce che fanno traboccare il vaso e che ci danno la forza e la spinta giusta per riprendere la nostra vita in mano in mano e decidere di cambiarla.

MaFa

MammaFarAndAway

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