Piccole difficolta', piccoli expat

Li lascio la mattina, dopo un forte abbraccio e qualche raccomandazione da mamma chioccia, che serenamente corrono verso la porta d'ingresso della loro scuola e solo per questo dovrei essere contenta.

Non e' sufficiente.

C'e' quella frustrazione nascosta, latente, che vivono durante le 6 ore e mezza di scuola, quella che li infastidisce perche' non possono comunicare come vorrebbero, perche' non possono dire liberamente quello che pensano o anche solo rispondere a un amichetto che gli ha detto una parola storta.
In questi due giorni ho avuto modo di vederli nel loro ambiente scolastico, grazie ad alcune delle tante manifestazioni che vengono organizzate mensilmente per far partecipare i genitori alla vita della scuola.

Cominciamo dal coffee morning nella scuola di Lolo'.


La sala-teatro della scuola era pronta per accogliere i genitori con caffe', te' e biscottini. 

Videoproiettore acceso, sedie disposte in ordine e 4 tappetoni colorati con giochini vari per intrattenere i fratellini con le loro mamme.

Per questo coffee morning l'argomento era "l'importanza del movimento". 

La direttrice, insieme ad un'altra insegnante, hanno parlato di quanto sia importante imparare con il proprio corpo e di come l'apprendimento possa essere fatto scoprendo il mondo, l'ambiente circostante in maniera fisica e non solo stando seduti sui banchi di scuola. 


Alla fine dell'incontro e del caffe' hanno permesso ai genitori di girare liberamente tra le classi, nei corridoi della scuola e vedere gli insegnanti e gli alunni all'opera.

La prima sensazione e' stata "voglio tornare bambina".

Corridoi colorati, giochi di ogni sorta, cartelloni raffiguranti nazioni ed aree geografiche che tapezzano i muri, maestri in giro con bambini per mano di diverse classi, una biblioteca nel bel mezzo del corridoio, un vero e proprio open space.


Io e Popa abbiamo scuriosato nelle classi dei piccoli, Reception, tanto per dare un'idea a Popa di cosa facciano i bimbi a scuola, anche se credo che lei l'idea ce l'abbia gia' e non veda l'ora d'andarci!
 
Poi siamo andati nella classe di Lolo' e li mi si e' stretto il cuore. 

Tutti i bambini seduti su un tappetone gigante, la maestra che faceva domande, semplici, alle quali probabilmente Lolo' avrebbe saputo rispondere ma, non poteva. 

L'ho visto, ho percepito il suo disagio. 

Credo che capisse cosa la maestra stesse dicendo e chiedendo, per lo meno il senso, ma quei suoi occhietti un po' persi mi hanno lasciato una malinconia per tutto il giorno. 

Lui, chiacchierone di natura, che non smetterebbe mai di raccontarti i suoi pensieri, le sue riflessioni, le sue scoperte, non si puo' esprimere, non puo' dire la sua e tutto cio' e' palesemente frustrante. Lo capisco.

Lo sapevamo d'essere un po' al limite, con gli 8 anni di Lolo', per questo espatrio in terra inglese e lui di questo ne soffre.

Ci vuole pazienza, gliel'ho detto, ma per lui adesso e' sofferenza, disagio, semplicemente cosi'. 
Gli ho detto che lo capisco, gli ho detto che e' successo pure a me, che passera' e che e' solo una fase. 
L'abbiamo gasato, l'abbiamo fatto sentire speciale, un bambino in gamba che tra qualche mese si stupira' di se stesso.

Ci siamo poi intrufolati nella vita scolastica di Dada'.

La scuola ha invitato i genitori dei bambini delle classi Infant (Reception, Year 1 e Year 2) al tradizionale Harvest Festival.



Si celebrano i frutti della terra cantando, pregando e decorando scuole e chiese.

I bambini hanno portato delle mele per donarle agli alunni delle classi Junior. 


Non sapevo cosa mi aspettasse esattamente in questa mattinata e ritrovarmi nella palestra gremita di genitori con macchine fotografiche in mano e vedere il mio Dada' li' in mezzo ai suoi compagni pronti a cantare mi ha lasciato un po' stupita.


Hanno cantato 5 canzoni inneggianti ai frutti della terra, alle fattorie ed al raccolto.

Dada' apriva la bocca ogni tanto per buttare fuori qualche parolina della canzone colta probabilmente tra una prova e l'altra ed io e Popa lo guardavamo da lontano strizzando occhiolini (io ovviamente) e battendo mani entusiaste, senza trascurare il pollice alzato per fargli capire che "va benissimo Dada', sei troppo forte!". 

Lo vedevo perso, intimidito, lui timidone di natura, con le sue guance che in automatico diventano rosse come dei pomodori e che non ama troppo essere al centro dell'attenzione. 
Diciamo che non ha preso dalla mamma!

Cosi' un'altra bella botta di malinconia mi ha assalito.

E' passato poco piu' di un mese dall'inizio della loro scuola, e' normale che ancora debbano ingranare e che l'inglese non esca naturale.

Io e BabboGe' ne abbiamo parlato e da stasera e' scattato il piano B: si parla in inglese in casa!

Non tutto il giorno ovviamente e molto "per gioco", ma crediamo sia l'unico modo per rendere la cosa piu' "easy".

All'urlo "Let's go brush your teeth, who is first?" c'e' stata un'alzata di mani di tutti e tre, compresa la sorprendente Popa, colei che con i suoi 3 anni fara' il mazzo a tutti, gridando "ME.. ME"!

Ok, divertiamoci per un po' facendo gli inglesi e vediamo cosa ne viene fuori!

Fonte: www.keepcalm-o-matic.co.uk

MaFa

MammaFarAndAway

19 commenti:

  1. siete troppo bravi. Non ho altre parole! Un abbraccio!

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    1. Grazie per l'abbraccio Daniela...ma non e' che verresti pure a farmi qualche lezioncina d'inglese ai bimbi?? ;)

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  2. Cara il prossimo mese sarà' davvero diverso e tra 6 non ti dico . Secondo gli hai fatto un regalo grandissimo. Si avranno delle difficoltà ma comunque stanno mettendo delle basi troppo importanti . Tenete duro . Vi abbraccio

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    1. Grazie Mimma...quant'e' dura l'avventura! ;)

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  3. Grandi Lolò e Dadà... ci sta la tua malinconia e il loro disagio. Un mese è davvero poco come dici tu stessa. Diamogli tempo. Ad ognuno il suo. Vi stupiranno terribilmente. Io rimango spiazzata ogni giorno. Ho ancora nel cuore le lacrime quotidiane del mio Grande, ma ora lo guardo e vedo un bambino che è maturato di testa. E' una spanna avanti! Lo saranno anche Dadà e Lolò. E non parliamo delle più piccole... :) ...

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    1. Ciao Miriam, so che mi capisci benissimo! Credo che Lolo' abbia preso da me la "non pazienza", il non "darsi tempo" ed ora ne paga le conseguenze! Ce la fara' ma per ora devo lavorare sulla sua "fiducia in se" e non lasciarlo demoralizzarsi! Per Dada' mi sembra che i calci al pallone dati con i suoi amici siano sufficienti! Piu' sono piccoli piu' e' facile! Se sono femmine poi!! :)

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  4. Lo sai che spesso anche noi in casa decifravamo di parlare in inglese?! Si, proprio per aiutare i bambini a familiarizzare con la lingua. Anche se i miei figli sono entrati molto piccoli nella scuola inglese e il loro slang è molto british ma purtroppo il loro vocabolario era più limitato e quindi cercavamo di aiutarli parlando inglese la sera in casa. Comunque vedrai che già il prossimo mese sarà tutto più semplice e mese dopo mese andrà sempre meglio!
    Un abbraccio

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    1. Il nostro obiettivo e' quello...farli familiarizzare un po' piu' velocemente per farli sentire meno a disagio a scuola. In piu' in questo modo mi rendo conto se stanno imparando parole nuove e stamattina ne ho avuto la conferma quando Dada' mi ha chiesto "mamma cosa vuol dire Information" e la risposta gliel'ha data il fratello maggiore e come due omini grandi si sono messi a parlare delle parole inglesi che assomigliano all'italiano o al francese! Ce la faremo, ma i momenti di sconforto fanno parte dell'avventura, la mia e la loro! :)

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  5. Magari, se non l'hai già fatto, puoi chiedere alle maestre il programma settimanale e parlare anche a casa degli stessi argomenti in modo da ripetere quello che si sono persi o comunque utilizzare i termini che hanno appreso in inglese con il corrispettivo italiano.se poi si stanno facendo degli amici, presto impareranno più da loro con il gioco che da chiunque altro. I bambini sono molto solidali in questo e si aiutano a vicenda.

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    1. Non ho modo di vedere la maestra di Lolo' perche' la mattina lui entra da solo, lei aspetta in classe e il pomeriggio c'e' una mia amica che lo recupera mentre io corro da una scuola all'altra. Cosi' martedi sera ho scritto nel diario di Lolo' chiedendo se per favore potevamo avere i quaderni con le cose che fa in classe in modo tale da rivederle insieme a lui nel fine settimana e aiutarlo a correggere gli errori rendendolo cosi' piu' sicuro di se! Non mi ha ancora risposto! Cmq giovedi' prossimo ci sara' il Parent's evening e mi sto gia' preparando la lista di cose da chiederle e le cose da dirle. Mi appunto quest'idea del programma settimanale, se proprio non mi vuole dare i quaderni a casa almeno una lista di quello che fanno ci farebbe comodo!
      Sto gia' investigando per capire se c'e' un amichetto con cui ha legato di piu' in classe, ma per ora tabula rasa! Staremo a vedere!
      Mi piacciono sempre i tuoi commenti, sei attenta, sensibile e molto child oriented!! ;) I tuoi bimbi, se deciderai d'averne, saranno fortunati! :)

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  6. Mi dispiace, poverini, ma le cose miglioreranno a breve, vedrai e queste difficoltà non credo che le ricorderanno come facciamo noi.

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  7. Ne avrete parlato e discusso, immagino che avrete le vostre ragioni...non mi verrai però a dire che aveva ragione la maestra in Francia che diceva di parlare francese in casa vero?!? No perchè così mi metti un po' in crisi...
    Ma poi state cercando di mantenere anche il francese?

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    1. Nooooooooooooooooooooooooooo!!! Ovvio che continuiamo a parlare italiano! Semplicemente ogni tanto, per gioco, per ridere, io e BabboGe' buttiamo li' delle domandine in inglese, cercando pure di fare un terribile accento british, tanto per giocare con loro con la lingua e vedere cosa rispondono! Sai che sono un'accanita sostenitrice dell'italiano parlato in casa e continuero' ad esserlo e non condivido di certo quello che mi diceva la maestra in Francia!
      Per il francese per adesso lo mantengono a scuola, visto che come lingua straniera fanno francese entrambi. Diciamo che e' stato un attimo accantonato, anche se Lolo' spesso sfoglia i suoi libri francesi e li legge a Dada' e Popa. Vedremo, mi do' tempo qualche mese e poi pensavo, se ai bimbi piacera', di fare un gg a settimana in cui si comunica in francese. Quante cose per la testa, quanti pensieri! :)

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    2. Mi piace il giorno francofono! Figurati io sto già pensando a come fare quando finirà la nostra parentesi francese...abbiamo scelto un hard work tutte e due con sto trilinguismo!

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  8. Che tenerezza i tuoi bambini. Nella mia classe di 5enni alla materna, ho una bambina americana che non parla una parola di italiano. Lei ovviamente è sempre felice di fare inglese con me, ma nonostante tutto è una bambina serena a scuola. Sono cicura che le maestre dei tuoi bambini, sapranno prendersi cura di loro, nonostante la lingua! ˆ_ˆ

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    1. Immagino che con te questa bimba ne approfitti per dire tutto quello che non riesce a dire durante le ore in italiano! Per adesso i miei bimbi sono molto sereni, vanno a scuola volentieri e li vedo meno stressati rispetto a quando andavano a scuola in Francia. Piano piano usciranno le loro prime parole in inglese e ci stupiremo tutti! :)

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  9. Ciao Fabiana, anch'io sono una mamma expat alle prese con le mille difficolta' nel crescere un bambino bilingue. Per mia esperienza personale e' fondamentale la frequentazione di altri bambini ( possibilmente inglesi!). Si impara molto anche durante una partita di pallone...I bambini hanno un forte spirito di emulazione, e il bisogno di comunicare con gli altri bambini facilita l'apprendimento.
    In bocca al lupo per tutto! Mari

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    1. Ciao Mari e piacere di conoscerti! Hai proprio ragione, frequentare gli altri bambini e' fondamentale. Mi sono gia' mossa per invitare gli amichetti a casa per pomeriggio di gioco durante l'half term con gli amichetti del 6enne Dada'. Per il piu' grande, Lolo', non riesco mai ad incontrare le mamme dei suoi amici perche' all'uscita di scuola lo recupera una mia amica italiana, visto che per ora i due maschietti sono in due scuole diverse. Questo mi impedisce di conoscere altre mamme e elargire inviti! Abbiamo un bel parco giochi vicino a casa ma, vista l'ultima settimana di pioggia, ho il presentimento che nei prossimi mesi non sara' troppo frequentato! Il sabato e la domenica spesso partecipiamo a attivita' per famiglie ed anche questo aiuta! Abbiamo tutti momenti di sconforto ma poi la voglia di farcela prevale! :)
      Crepi il lupo! A presto. Fabiana

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  10. Dai dai, andate alla grande! All'inizio a casa più che parlare cantavo canzoncine in inglese, variando le strofe per inserire quante più parole di uso comune possibile. Il playgroup in inglese è poi stato utilissimo. Vedrai che invitando gli amichetti a casa avrà modo di inserirsi e di farsi conoscere. Un abbraccio

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