La mia nuova avventura da volontaria

Sono rientrata a casa con le mani sporche di polvere e le ginocchia indolenzite per lo stare piegata davanti ai libri, agli scaffali e sistemare, riordinare, rendere tutto piu' "fruibile" e piu' attraente agli occhi dei bambini: queste le mie prime mattine come volontaria nella biblioteca della scuola dei miei figli. 
Ero nel pieno del mio corso online in Digital Marketing quando e' arrivata una mail dalla scuola nel quale richiedevano genitori volontari per aiutare in biblioteca, visto che la bibliotecaria e' andata in pensione.

Non c'ho pensato due volte, ho risposto subito dicendo che mi sarebbe piaciuto e che ero disponibile.  Hanno accettato la mia candidatura insiema a quella di altre 4 mamme.
Non hanno richiesto giorni particolari, hanno talmente tanto bisogno di riordinare quel marasma e quel numero incredibile di libri che piu' uno ha tempo di andare meglio e'.

La biblioteca e' nell'ala nuova della scuola, subito dopo la Reception, una specie di open space di passaggio per andare nelle classi, dove c'e' bisogno di riempire le ultime mensole con i libri ancora nei cartoni e riordinare tutti quelli divisi per categoria. 
Avrei voluto fare una foto a tutti quei libri, ma non credo avrebbero gradito vedermi con il telefono in mano a fare foto dentro la scuola, in questo sono molto fiscali e rigidi. 

Ho trovato la mia dimensione in quel luogo: riordinare, catalogare e avere tra le mani tanti libri ha un effetto rilassante su di me, quasi piu' dei miei adorati mandala
Ma non e' tutto: ho quell'invasione di gioia che mi assale nello stare in un ambiente pieno di bambini.

Sono quasi attonita dall'aria rilassata che si respira, non sento le maestre gridare - non una, porca miseria, ma come cavolo fanno?
I  bambini vengono da soli in library, sono indipendenti e liberi di movimento nell'ambiente scolastico. 
Ho avuto come colonna sonora del mio lavoro le prove per l'Harvest Festival di settimana prossima. La grande Assembly di tutta la scuola dove i bambini cantano canzoni inneggiati al raccolto ed alla terra. Una specie di festa di inizio anno al quale i genitori partecipano ascoltando i canti di tutte le classi.
Sono stata li', davanti a quelle mensole con tutto il mondo dei miei figli e le persone che ne fanno parte, intorno a me, la loro quotidianita' quasi vissuta insieme a loro. 

Ho visto passare la mia piccola Popa in fila indiana per andare in mensa, mi ha fatto un salutone immenso e mi ha indicato la sua amichetta bionda davanti a lei "she is my best friend, mamma!".

Tutti i bambini che passano dalla library, mi salutano, chi mi conosce mi dice "Hi, Daniele's Mum!", alcuni mi chiedono "What are you doing?", altri fanno finta di non vedermi e lasciano il loro libro da restituire su una mensola a caso e vengono subito beccati! 
Ho trovato la frase giusta per spiegare gentilmente come riporre il libro da riconsegnare nella giusta mensola e per ora sembra funzionare, devo solo aspettare che passino tutti i 600 bambini della scuola!
Poi passa lui, Dada', con le manine nelle tasche dei suo pantaloni corti grigi che, con fare disinvolto, mi saluta con un chiaro e deciso "ciao mamma" e poi si gira dai suoi due o tre amici, in spedizione insieme a lui in biblioteca, dicendo "she is my mum!". 

So che sono fieri e felici di vedermi a scuola. 
Tante mamme dei loro amici o bimbi di altre classi lavorano a scuola, chi come Teaching Assistant, chi in mensa, chi nel dopo scuola, chi volontariamente aiuta nei club pomeridiani, chi aiuta i bambini a leggere una o due volte a settimana, chi organizza eventi. 
Insomma il coinvolgimento dei genitori e' alle stelle ed ora che sono entrata in questo meccanismo ho davvero poco tempo libero e va bene cosi'. 
Mi piace farlo, mi da' soddisfazione e, come succede spesso nella vita, gli eventi inaspettati, quasi casuali, mi portano a pensare a quale sia la mia strada.
Come dicevo in un post di qualche settimana fa, ho tante buone intenzioni, mi sento carica, ma allo stesso tempo un po' confusa, come se dovessi trovare la strada giusta, che non e' che deve essere per forza quella intrapresa negli anni passati, ai tempi dell'Universita'. 
Sono alla ricerca di quello che mi piace e mi fa star bene, penso e rifletto su quale tipo di lavoro farebbe al caso mio e si concilierebbe bene con la mia voglia di continuare ad essere una mamma presente a tutti gli eventi scolastici, d'esserci all'uscita di scuola, di poter stare con loro se sono malati, di avere ancora pazienza e forza la sera per aiutarli a fare i compiti (e vi assicuro che con tre e' roba seria!)
Penso alle mie passioni e alle mie capacita', tante cose in testa, che vanno riordinate. 
Intanto continuo a riordinare libri e chissa' dove mi portera'!