I miei 12 anni di espatrio in 12 aggettivi

Estate 2004
Sono partita 12 anni fa da sola per Dublino. 
Avevo 25 anni, mi lasciavo alle spalle una relazione sentimentale molto complessa agli sgoccioli, mi portavo dietro una Laurea in Economia del Turismo che non mi serviva a nulla in Italia ed ero piena di voglia di cambiare il mio futuro, di non stare piu' nel Bel Paese ad aspettare che qualcosa potesse cambiare, ma volevo prendere in mano la mia vita e partire per un'avventura, era l'eta' giusta, era il momento giusto.


Sono arrivata a Dublino con l'idea di rientrare dopo pochi mesi ed invece ci sono rimasta cinque anni e la mia vita si e' completamente sconvolta e non sono mai piu' rientrata a vivere in Italia
A Dublino ho incontrato il mio compagno di vita, li' sono diventata mamma due volte e sono maturata come donna, inevitabilmente. 

Ha'Penny Bridge - Dublino

E' alla fine del 2008 che una buona opportunita' lavorativa per BabboGe' ci ha portato nel sud della Francia,  vicino al confine con la nostra amata Italia. 

Sono stati cinque anni francesi in parte difficili, sicuramente intensi, bellissimi per l'arrivo della femminuccia di casa e complicati per la difficolta' d'adattamento e per le troppe aspettative sbagliate che avevamo riposto in quel trasferimento. 
Avevamo talmente voglia di caldo, di sole, di vicinanza alla nostra Italia, che non ci siamo minimamente informati di come potesse essere la vita in Costa Azzurra, abbiamo solo guardato la cartina, abbiamo solo visto che era vicino all'Italia e ci siamo illusi che ci saremmo sentiti a casa in fretta. Cosi' non e' stato
Abbiamo sbagliato, abbiamo pagato il nostro errore di non analizzare tutti i fattori e ci siamo un po' "scottati", non solo per il sole del sud della Francia!

In giro per Antibes con i bambini - Giugno 2009

Abbiamo amici che vivono benissimo li' in Costa Azzura, altri che hanno avuto esperienze pessime a Dublino, altri che odiano vivere qui in Inghilterra. 
 
Ognuno ha un'esperienza diversa di espatrio. 
L'espatrio e' profondamente soggettivo, facile o difficile che sia dipende da una serie di variabili e fattori che, intrecciandosi, danno vita ad un'esperienza di vita unica in un determinato luogo. 
A tutto questo si aggiunge pure l'importanza del "cosa e chi abbiamo lasciato" e il "motivo" che spinge all'espatrio.

Oggi, a 12 anni da quella partenza rifletto di nuovo sul mio espatrio, un espatrio senza ritorno, questo lo sappiamo bene, che mi piace definire con questi aggettivi: 


- Naturale: quando nel 2004 la mia vita' e' stata catapultata a Dublino, mica conoscevo il termine Expat o cervelli in fuga o altri nomignoli dati al fenomeno dei giovani italiani che lasciano il loro paese.
Io ero partita, come si parte per un viaggio, pronta a vivere la mia avventura di vita senza sapere cosa il futuro mi avrebbe riservato, non senza aver versato la giusta dose di lacrime per la paura dell'ignoto.
In modo naturale viviamo la nostra vita all'estero che sentiamo bene accostata sulla nostra pelle.


- Avventurosoogni cambiamento di questi 12 anni e' stata un'avventura. 
Un'avventura in viaggio
Un'avventura nei vari traslochi (in 12 anni ben 8 spostamenti, di cui 3 internazionali!). 
Un'avventura ad ogni nuova esperienza, nuova lavoro, nuova scuola, nuovi amici.

Scatoloni in partenza da Dublino - Gennaio 2009
- Unito: l'esperienza dell'espatrio puo' mettere a dura prova la vita di coppia e famigliare. 
Si creano dinamiche tali che ti fanno ritrovare a doverti arrangiare da solo, con la tua piccola famiglia. 
Io e BabboGe', BabboGe' ed io. 
Ci siamo sempre fatti forza insieme e questo credo ci abbia permesso di essere ancora piu' vicini di quando ci siamo conosciuti. 
Ci sentiamo una bella squadra con i nostri tre bambini ed e' forte il  feeling d'unita' famigliare



- Essenziale: spesso rifletto sul fatto che non potrei fare a meno di vivere all'estero. Per me e' essenziale, a me piace proprio, mi da' stimoli continui, mi ci sento a mio agio. Non potrei farne almeno.


- Divertente: io in espatrio mi diverto. 
Mi diverte conoscere gente nuova. 
Mi diverte prendermi in giro su certi miei modi di fare che magari stonano con la cultura del luogo
Mi diverte scoprire sempre posti nuovi.  
Mi diverte veder crescere i miei figli cosi' mentalmente aperti.

 
 
- In crescita: per me l'espatrio e' stato motivo di crescita costante. 
L'essere mamma in un paese che non e' il tuo, l'adattamento a modi di fare culturalmente diversi, il dover rimettersi in gioco ogni volta e costruire nuove amicizie, nuove relazioni, mi hanno aiutato ad essere ancora piu' aperta, socievole e proattiva. In tutto questo processo gli errori non sono mancati, gli sbagli nell'approccio in certe situazioni difficili mi hanno insegnato tanto e continueranno a farlo. L'espatrio per me e' linfa vitale, e' fonte di cambiamento e di crescita continua.

Agosto 2004 - Primo trasloco con BabboGe'

- Stimolante: nei miei 12 anni di espatrio gli stimoli sono stati continui
Nella ricerca del lavoro, nel mio nuovo ruolo da mamma full time.  
E' stimolante conoscere sempre gente nuova proveniente da diversi angoli del mondo e creare rapporti forti che, in alcuni casi, si sono mantenuti pure a distanza. 
E' stimolante parlare diverse lingue, anche se certe volte faticoso.


- Evolutivo: il mio modo di approcciarmi all'espatrio e' cambiato. Io sono cambiata. 
Ho attraversato diverse fasi, dalla prima malinconica, alla fase "voglio tornare in Italia", a quella "in questo paese non mi va bene niente" a quella "io qui ci sto bene". 
Ho imparato a guardare le cose da diversi punti di vista, non solo dal mio. 


- Nostalgico: la nostalgia ha caratterizzato il mio espatrio. Se nei primi anni dublinesi era vera e propria nostalgia di casa, poi si e' trasformata in nostalgia per i cari amici partiti e, trasferendoci in Francia,  per il tempo che fu nell'isola di smeraldo.  
Da quando siamo in Inghilterra la nostalgia ci ha un po' abbandonato, abbiamo trovato un buon equilibrio qui. Ecco, diciamo che la nostalgia mi assale in questo periodo dell'anno, quando ripenso ai primi tempi spensierati a Dublino.

Prima volta a Londra insieme nel 2005 - chi l'avebbe mai detto a quel tempo che poi ci saremmo trasferiti in UK in 5!


- Passionale: un po' come tutta la mia vita, il mio espatrio e' caratterizzato dalla passione. 
Spesso vissuto in modo istintivo, un po' come la mia partenza per Dublino.  
Spesso contraddistinto da passioni forti, come il mio incontro con Ger e la nascita dei nostri figli all'estero. 
Una passione che mi permette di affrontare difficolta' con grinta e godere delle gioie in profondita'.


- Combattivo: l'espatrio non e' una passeggiata. 
Le "battaglie" sono costanti
I primi anni a Dublino per la ricerca casa (cambiata spesso) e lavoro.  
Il primo lavoro a Dublino, in un Sandwich Bar

Gli anni in Francia a combattere con un sistema che non ci andava giu' e a sostenere i bambini nel loro percorso scolastico
I primi mesi qui in Inghilterra tra le difficolta' del ricercare casa e sistemarci con le scuole, mantenendo quasi sempre i nervi saldi. 
Non mi sono mai arresa, facendo squadra con Ger e anche con i bambini,  nostri piccoli guerrieri.


- Didattico: quando l'espatrio coinvolge anche i bambini e questi bambini iniziano ad avere a che fare con la scuola, la mamma ha tanto, veramente tanto da imparare. 
Ho imparato nuovi metodi pedagogici, ho approfondito argomenti scolastici e continuo a farlo. 
Ho imparato un sacco di cose nuove sul bilinguismo, sulla lingua inglese, sui libri, sulla pronuncia e su come condividere con gli altri la mia esperienza tramite il blog. Si', il mio espatrio e' estremamente didattico! 


Mi vengono in mente altri aggettivi, ma li lascio per il post dell'anno prossimo! 

Se voi avete aggettivi diversi per descrivere il vostro di espatrio vi aspetto qui sotto nei commenti, tutto spazio libero per voi! 


P.S.: per questo post ho preso anche ispirazione dal mio articolo scritto per amiche di fuso nell'agosto 2014 pubblicato nella loro rubrica Guests.

MaFa

MammaFarAndAway

13 commenti:

  1. Lo sai che adoro il vostro modo di approcciarsi a tutto. La parte didattica e' per me la più difficile. Quella che non tutti fanno davvero . Quella in cui voglio migliorare! Brava ragazza . Un abbraccio

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    1. Settimana scorsa Mimma ho accompagnato la classe di Lolo' a un workshop sul cioccolato. Roba da urlo, ero piu' attenta io di tutti quei bambini insieme. Comincio a pensare d'essere stata poco attenta quando ero un'alunna ed ora recupero! ;)

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  2. Non smetterò mai di dire che sei fantastica!
    Dodici anni sono tanti ma passati in giro per il mondo volano.

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    1. Sono volati davvero. Certe volte vorrei fermarlo questo tempo, rivivere quella spensieratezza dei primi tempi a Dublino. Sono successe tante cose, abbiamo fatto tanta strada e non solo fisicamente, ma come persone. Vedremo tra altri 12 quali aggettivi potro' aggiungere! un abbraccio

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  3. Bellissimo questo post Fabi ... 12 anni, 5 a Dublino, 5 in Francia, vuol dire che te ne mancano 3 prima di lasciare l'Inghilterra! Fortunatamente ho ancora qualche anno di tempo per abituarmi all'idea di doverti spedire lettere che non hanno indirizzo inglese! ;) Il mio espatrio? Avventuroso, creativo, faticoso, stimolante, immensamente spassoso! E si, lo rifarei!

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    1. Ah ah, non so se allo scoccare del quinto anno succedera' qualcosa, mai dire mai. Ho buoni motivi per restare in quest'isola verde e mi piace troppo l'idea di poterci vedere cosi' spesso, non so se potrei accontentarmi di lettere spedite in chissa' quale parte di mondo!
      Belli i tuoi aggettivi, ecco "faticoso" non l'ho messo, ma ci sarebbe stato bene pure quello! ;)

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  4. Bella l'idea, mi ci ficco subito!
    Allora...i nostri sono sempre espatri AGOGNATI perché come te amiamo moltissimo vivere all'estero, ma siamo legati al lavoro del Navigante che ci riporta sistematicamente in Italia.
    Però bisogna ammettere che questi soggiorni italiani stanno diventando un po' come un espatrio, visto che viviamo sempre in città nuove sia per me che per lui.
    E direi RICCHI di amici, di conoscenza, di cose nuove, belle o brutte.

    PS: che belli giovincelli!!! <3

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    1. Grazie Ele per la condivisione dei tuoi aggettivi. Immagino la fatica ogni volta per i vostri spostamenti, chissa' se un giorni vi fermerete da qualche parte!?
      La ricchezza dell'espatrio e' davvero immensa, mi dispiace solo che spesso gli amici piu' cari partano e non sempre e' facile mantenere i contatti a distanza.
      Visto...che giovincelli eravamo!?
      un abbraccio

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  5. Bellissimo questo post. Molto "sentito", molto tuo...fai venire voglia di vivere questa vita così avventurosa e mai monotona, anche quando magari è difficile! Grandissima Fabiana! <3

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    1. Grazie Daniela. Le difficolta' non sono mancate, ma il riuscire a superarle insieme e poi provare quella soddisfazione "ce l'abbiamo fatta" e' carburante per noi! ;) Un abbraccio

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  6. Approvo e sottoscrivo ogni singola parola. Se qualcuno aveva ancora qualche dubbio sull'espatriare, con la gioia del tuo racconto che sottolinea anche le difficoltà e i punti negativi in maniera positiva, credo tu sia riuscita a convincerlo...Brava Fabiana!!!

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  7. Mannaggia al titolo del tuo blog... Sono l''unico uomo che scrive qui?
    Nella tua storia e di altri che ti scrivono qui, parli di espatrio sentendoti ancora espatriata ma dopo 12 anni lo sei ancora? Sei italiana? Sicura? Quell'Italia che non ti assomigliava 12 anni fa e da cui sei partita per non "aspettare" , 12 anni dopo ti assomiglia sicuramente ancora meno dato che il tuo essere italiana è fermo a quella data. Insomma parli di espatrio senza ritorno, senza fine ma probabilmente è già finito e diventato una altra cosa e poi ritorno dove ( se escludi la famiglia più prossima )
    Raffaella ed io abbiamo vissuto 7 anni a Parigi, fantastici per tutti e 2 ma diversi; io mi sono adattato in 2 giorni, Raffaella ci ha messo un anno, io sono voluto "tornare", Raffaella sarebbe rimasta.
    Tornare, poco sopra, è tra virgolette perché poi abbiamo vissuto a Roma da stranieri per 6 anni senza mai sentirci completamente integrati ed accettati ( e io sono nato a TRASTEVERE!! )
    Dunque ci siamo sentiti expat italiani in Italia con tutte le nostalgie tipiche dell'espatriato ( le stesse che ci avevano fatto tornare).
    Gli aggettivi proprio non saprei metterli perché sarebbero opposti tra Parigi e Roma.
    Ora ci siamo spostati in una piccola città sempre italiana dalla quale partiremmo volentieri ma non credo torneremmo più in Francia ( a proposito.... ma davvero non sapevi che in costa azzurra ci vanno i pensionati a morire ? scheeerzo ) Non ci sentiamo più tanto italiani anche se ci siamo tornati ormai da 8 anni.
    Comunque a chi avesse il dubbio... espatriate! Anche solo per un annetto perché vi da più di qualsiasi laurea o master o simili (CHE COMUNQUE NON GUASTANO), perché in una terra straniera diventate automaticamente migliori; meno pigri, più entusiasti, più sociali e socievoli, perché essere italiani in ogni angolo del mondo è un immeritato vantaggio su molti ( non è sempre stato così ma oggi lo è eccome ) e se poi lo fate in Europa é davvero semplicissimo.
    Che dire d'altro ... hai già detto tutto te?!

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    1. Ciao Giordano, che meraviglia questo tuo commento!
      Hai proprio ragione, non so se mi sento piu' espatriata e mi sento un po' italiana e un po' qualcos'altro, non facile da definire. Immagino perfettamente il vostro feeling di espatriati in Italia e leggendo tante altre storie di chi e' rientrato so che capita a molti.
      Per quanto riguarda noi, sai che davvero non sapevo che in Costa Azzurra ci andavano a morire i pensionati parigini?! Eravamo talmente accecati dalla voglia di riavvicinarci all'ITalia in quel periodo che abbiamo valutato davvero pochi aspetti della vita in Costa Azzura. Errore pagato a caro prezzo ma che e' servito per rendere lo spostamento in UK molto piu' consapevole e maturo. Tutto serve infondo, no!? Vi auguro di cuore di trovare il posto giusto per voi, non smettete di cercarlo! Grazie mille e torna a commentare presto che un po' di presenza maschile non fa mai male! Fabiana

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