Itinerario in camper nei grandi parchi dell'ovest americano: Utah e Arizona on the road

Creare un itinerario di viaggio è come far crescere piano piano una tua creatura, che prende forma in base ai tuoi gusti, alle tue esigenze, ai tuoi bisogni, ai tuoi sogni, nutrendosi delle ore di letture di guide e materiale vario, sviluppandosi nella tua mente e riempendola di aspettative che solo durante il viaggio capirai se saranno raggiunte. 


Il nostro itinerario di viaggio in camper tra i grandi parchi dell'ovest americano è stato preparato con mesi di appassionato studio ed organizzazione e solo adesso, che siamo tornati con un bagaglio di esperienze incredibili, possiamo dire che andava benissimo per noi. 

In tanti luoghi abbiamo pensato "oh cavoli, qui bisognerebbe starci una settimana!", ma questo è l'effetto che fanno i grandi parchi nazionali americani che con la loro varietà di paesaggi, sentieri, cose da fare e da vedere, meriterebbero minimo una settimana ciascuno soprattutto se, come noi, si è appassionati di "hiking" (camminate nei sentieri), di vita all'aria aperta e immersione nella natura incontaminata. 

Prima di arrivare al dunque di questo nostro itinerario di viaggio in camper, devo fare alcune premesse per farvi capire le nostre scelte:

  • Viaggio fatto in cinque: due adulti e tre bambini (12, 10 e 8 anni)

  • Periodo: abbiamo fatto 18 giorni in aprile approfittando delle vacanze scolastiche di primavera che i nostri figli hanno qui in Inghilterra. 

  • Stagione: nessuno di noi ama il caldo, anzi soffriamo tantissimo il caldo, per cui la primavera era per noi la stagione ideale, consapevoli di poter trovare la neve in certi parchi per via della loro altitudine (ci è successo al Bryce con la neve e al Grand Canyon), ma per noi è stata la stagione ideale, abbiamo potuto fare tanto trekking senza soffrire il caldo e ci siamo goduti i paesaggi mozzafiato con le montagne innevate che facevano da sfondo, con il contro però d'aver trovato certi sentieri chiusi per via della neve (al Bryce) e del livello delle acque dei fiumi alto (allo Zyon).

  • Quali parchi? Nell'estate del 2017 abbiamo fatto un on the road in camper in California (trovate tutti i post qui), percorrendola in senso orario da San Francisco a San Diego e risalendo poi a San Francisco, per cui in questo on the road abbiamo potuto non considerare parchi come Yosemite e Sequoia perché già visitati e non abbiamo optato per nessuna città perché volevamo dedicarci solo ai parchi nazionali di Utah e Arizona (città come San Francisco, San Diego, Santa Barbara etc le avevamo già visitate durante quel viaggio). I parchi inseriti nell'itinerario sono i famosi "The Mighty 5" dello Utah (Zion, Bryce Canyon, Canyonlands, Capitol Reef e Arches) e poi i grandi parchi del Colorado Plateau in Arizona (Monument Valley, Antelope Canyon e Grand Canyon) più altri piccoli State Park che troverete via via nell'itinerario.

  • Perché in camper? Le motivazioni che ci hanno spinto a scegliere l'opzione camper rispetto a macchina+hotel sono le stesse del nostro primo on the road in camper in America e trovate tutto in questo post dettagliato con tutte le informazioni pratiche sul noleggio camper in California, che vale ovviamente anche per il noleggio camper di questo itinerario.

  • Modo di viaggiare: 
    • il nostro modo di viaggiare con i bambini è molto rispettoso delle loro esigenze e dei loro gusti; 
    • non siamo per il "toccata e fuga" tanto per farsi la foto, ma amiamo assaporare i luoghi e viverli, poterci camminare, ascoltare, scoprire; 
    • non siamo solo per il "macinare chilometri", ma ci piace fermarci nei luoghi; 
    • preferiamo il "poco ma bene" che il "tanto in fretta";
    • ci diamo dei limiti, consapevoli del fatto che non si può fare tutto e che i bambini reggono solo un certo limite di chilometri di strada al giorno, se ne pianifichiamo troppi sappiamo che poi la noia e la fatica del non far nulla e stare solo chiusi in camper si rivolterà contro noi genitori;
    • amiamo alla follia campeggiare nei National Park e negli State Park americani, spartani, immersi nella natura e la vera essenza del campeggiare per noi, motivo per cui abbiamo prenotato con largo anticipo le piazzole nei campeggi dei parchi, perché sappiamo benissimo che le piazzole sono limitate e vanno via come il pane (a conferma della nostra teoria possiamo dire che in ogni campeggio dei national park in cui siamo stati c'era in cartello che indicava "full", per cui sarebbe stato impossibile campeggiare lì se non avessi prenotato per tempo)
    • ci piace essere organizzati e non stressarci in vacanza, motivo per cui abbiamo prenotato i vari campeggi prima, per non ritrovarci durante il nostro on the road a dover pensare la sera dove andare a dormire, considerando che in molti stati americani non è legale la sosta libera. 
    • amiamo le partenze all'alba
    • non amiamo i posti affollati (motivo per cui partiamo all'alba!)
    • ci piace alternare giornate intense a giornate più calme, concedendoci sempre un giorno di "dolce far niente" in ogni on the road
    • abbiamo sempre un occhio al risparmio, motivo per cui il viaggiare in camper ci consente di cucinare i nostri pranzi al sacco e le cene, di avere sempre un frigo a disposizione e risparmiare sui pranzi/snacks in giro. 

Per quelli che amano leggere frettolosamente i post, trovate il nostro itinerario nella tabella seguente.
Se invece amate leggere nel dettaglio le varie tappe dell'on the road in camper nei grandi parchi dell'ovest americano andate oltre e troverete il percorso fatto giorno per giorno con foto e informazioni pratiche. 




*   Per noi sono stati più chilometri perché la strada che normalmente si percorre passando dal Mount Carmel Tunnel era chiusa per crollo per cui abbiamo dovuto allungare percorrendo la UT-89 passando da sud, da Kanab, ed i chilometri sono diventati 250, ma la bellezza del percorso ha comunque ripagato la fatica.

**  Sfortunatamente non abbiamo potuto pernottare in quel campeggio alle porte del Bryce Canyon perché il meteo dava temperature sotto zero e possibilità di neve nella notte e con il camper a noleggio non potevamo affrontare temperature così rigide. Abbiamo cancellato la piazzola prenotata, senza pagare nessuna penale avendolo fatto nelle 48 ore precedenti e abbiamo campeggiato in zona Escalante, più ad ovest lungo la UT12 che avremmo dovuto comunque percorrere il giorno successivo come da programma: In questi casi il monitorare il meteo è stato essenziale!

***  A questi chilometri vanno aggiunti quelli che si decidono di percorrere dentro al parco Canyonlands e quelli per raggiungere Dead Horse Point State Park che si raggiunge facendo una deviazione lungo la strada del parco Canyonlands.


**** Anche qui vanno aggiunti i vari chilometri che si fanno all’interno del parco Arches per arrivare ai vari “trail”. Il calcolo dei chilometri qui conta solo l’arrivo in fondo al parco, ma senza le varie deviazioni nelle strade laterali dove iniziano altri trail.





GIORNO 1: LONDRA HEATHROW - LOS ANGELES - SEAL BEACH







Primo giorno passato in volo. Armati di pazienza abbiamo affrontato il controllo passaporti dell'aeroporto internazionale Los Angeles che si è rivelato qualcosa di infinito. 

Abbiamo volato con la compagnia aerea British Airways, con volo diretto da Londra prenotato con molti mesi di anticipo (dopo aver monitorato per diverse settimane le tariffe) e utilizzando in parte i punti Avios che qui abbiamo la fortuna di accumulare con i punti della spesa di una famosa catena di supermercati chiamata Tesco e con le miglia che fa mio marito durante i suoi viaggi di lavoro. 

Le tariffe dei voli aerei sono davvero molto variabili, un volo andata e ritorno per Los Angeles da Londra può variare dalle £300/350 (in bassa stagione) a più di £1000. Un buona tariffa nei periodi di vacanze scolastiche o alta stagione si aggira intorno ai £600.

Una volta fatta dogana all'aeroporto di Los Angeles e ritirate le nostre valigie, siamo usciti dall'aeroporto ed abbiamo chiamato un Uber per recarci all'hotel prenotato in località Seal Beach, The Pacific Inn prenotato con Booking (con questo link potete ricevere il 10% di sconto sulla prenotazione), posizionandoci nell'apposita area dove tutte le automobili di questo tipo di app caricano i passeggeri (altra app molto usata in California è Lyft). 

Abbiamo scelto la località Seal Beach perchè non troppo distante dall'aeroporto, sul mare e non troppo lontana dal noleggio camper da raggiungere la mattina successiva.

La spiaggia di Seal Beach fotografata dal pontile

Una bella località tranquilla in cui poter fare una passeggiata dopo aver lasciato le valigie in hotel e piena di localini in cui cenare e dove poter passare quelle ore difficili dopo l'atterraggio in cui per il tuo corpo, stanco del viaggio, è notte ed invece ti ritrovi in pieno giorno!
Abbiamo avuto la fortuna di scovare un ristorante tipico messicano, di quelli storici, Avila's El Ranchito, dove abbiamo mangiato dei burritos deliziosi spendendo una cifra più che ragionevole in cinque (51$ in cinque mangiando burritors a volontà).




GIORNO 2: SEAL BEACH - RITIRO CAMPER  LOS ANGELES - BARSTOW





Il giorno del ritiro camper è uno dei giorni più impegnativi, un po' perché si è ancora sconvolti dal fuso orario, un po' perché quelli del noleggio ti riempiono la testa di informazioni, un po' perché devi essere lucido per contrattare gli ultimi dettagli del noleggio (assicurazioni varie, franchigia, spese extra), un po' perché il camper va organizzato (sistemazioni spazi, bagagli, la spesa) e un po' perché le prime ore di guida sono sempre di "prova" per tutti e bisogna fare molta attenzione, soprattutto se non avete mai guidato un camper prima.


Il momento della spesa per il camper
Considerando questi dettagli, abbiamo pianificato non troppa strada per il primo giorno in camper, decidendo di uscire da Los Angeles (cosa impegnativa se si considera il traffico impazzito di questa città) e fermarci a buon punto lungo la strada verso il primo parco del nostro itinerario, lo Zion.

Noi abbiamo noleggiato con Apollo RV, la stessa compagnia con cui avevamo noleggiato nell'estate 2017 da San Francisco, ma a Los Angeles c'è l'imbarazzo della scelta delle compagnie di noleggio camper.


Cosa fare per rendere il primo giorno di noleggio più facile?

- Prepararsi già una lista della spesa per il supermercato prima di partire, considerando che a Los Angeles si trovano diversi supermercati della catena Trader Joe's (che consiglio perché sono tra i migliori in termini di qualità e si trovano tanti prodotti italiani come pasta e sughi che fanno comodo in viaggio). Abbiamo fatto scorta di cibo per più di una settimana perché sapevamo che lungo le strade che ci aspettavano non avremo avuto così tanta scelta di supermercati.

- Ricercare online e segnarsi gli indirizzi dei supermercati lungo la strada che si pensa di percorrere identificando quelli che richiedono minor deviazioni, per non perder tempo a cercarli e per essere sicuri d'arrivare in quello giusto (nel nostro caso noi avevamo controllato dove si trovavano i Trader Joe's lungo la strada per uscire da Los Angeles ottimizzando i tempi)

- Arrivare presto al noleggio, anche se magari il noleggiatore dice che il ritiro del camper è dalle 12.00, provare ad arrivare qualche ora prima non guasta.

- Essere pronti con le opzioni assicurative, generalmente indicate nel sito internet del noleggio camper, per non dover prendere decisioni affrettate e non convenienti per voi.

- Se non avete mai noleggiato un camper negli Stati Uniti prima d'ora guardatevi qualche video su youtube su come funzionano (pompe, scarichi, generatori, accensione, estensioni etc.), vi torneranno utilissimi. 



Siamo arrivati a Barstow nel tardo pomeriggio, stanchi morti e con l'idea di visitare Calico Ghost Town, ma il campeggio era talmente attraente per i bambini, con parco giochi, campo da basket e tanto spazio in cui correre e giocare, che non ce la siamo sentita di forzare i ragazzi a fare la visita della città fantasma, ma indubbiamente meritava. Sarà per un'altra volta!


Area gioco del campeggio


E' giusto scendere a compromessi con loro e godersi comunque un po' di sano relax in campeggio, soprattutto i primi giorni, quando sei sveglio dalle 3 di mattina per colpa del jet lag ed hai guidato tante ore!

Il campeggio era uno di quelli della catena Koa, il Barstow/Calico Koa prenotato qualche mese prima. 
Il noleggio camper ci aveva informato dello sconto di cui potevamo usufruire in questa catena di campeggi e, nonostante avessimo già pagato il costo della piazzola online, presentando la tessera attaccata alla chiave del camper ci hanno rimborsato il 10% di sconto sulla carta di credito usata per pagare. 
I prezzi delle piazzole in questa catena di campeggi variano a seconda dei servizi offerti dagli stessi e dalle località in cui si trovano, questo si aggirava sui 50$.


GIORNO 3: BARSTOW - ZION NATIONAL PARK





E' con il terzo giorno di viaggio che possiamo dire che inizia il bello!
Destinazione Zion National Park, che abbiamo raggiunto con circa 6 lunghe ore di viaggio, nonostante da programma e da google maps risultavano circa 5, ma in camper spesso i tempi si allungano per diversi motivi (ci vuole sempre qualche stop per mangiare, per far sgranchire le gambe all'autista e per far benzina).


Panorama fuori dal finestrino verso lo Zion

Fortunatamente avevamo prenotato la piazzola proprio nel campeggio all'interno del parco nazionale Zion, a due passi dal Visitor Centre, per cui non abbiamo avuto nessun problema a livello di parcheggi. 


Campeggio all'interno dello Zion National Park - Watchman Campground

Siamo arrivati allo Zion nel primo pomeriggio, grazie alla partenza all'alba e, dopo aver sistemato il camper nella nostra piazzola e dopo un piccolo snack, abbiam riempito gli zaini di bottiglie d'acqua e un po' di frutta secca, ci siamo infilati gli scarponcini ai piedi e siamo saliti sulla navetta che porta nei vari punti d'interesse all'interno del parco. 

Abbiamo prima fatto tappa al Visitor Centre per prendere la guida dei sentieri e i libretti per fare il Junior Ranger Program di cui vi parlerò prestissimo nel dettaglio con un altro post. 

Sapevamo di non aver tanto tempo a disposizione, circa 3 ore, ma con attenta valutazione dei sentieri fattibili siamo riusciti a vedere una buona parte del parco e a goderci l'atmosfera di questo canyon e della sua natura (essendo stato un inverno molto freddo ed essendoci state nevicate recenti, alcuni sentieri erano chiusi per il livello delle acque troppo altro e per la presenza di ghiaccio)


Uno dei sentieri che abbiamo percorso con i bambini allo Zion
La navetta porta in tutti i punti in cui iniziano i sentieri e si è liberi di scendere e salire quando si vuole, ed è gratuita.
L'ingresso allo Zion l'abbiamo pagato facendo la tessera annuale dei National Park Americani che ci è costata 80$ e si può usare in tutti i parchi nazionali. 


I colori dello Zion
La piazzola nel campeggio Watchman, all'interno del parco nazionale, costa circa 20$ a notte.
Informazione di servizio: tenete presente il cambio d'ora tra California e Utah. Lo Utah è un'ora avanti.




GIORNO 4: ZION - BRYCE CANYON - ESCALANTE





Altra giornata di viaggio che si è rivelata più lunga del previsto a causa di una lunga deviazione per via di una frana sulla strada che avremmo dovuto percorrere che porta al Bryce
A causa di questa frana il traffico era vietato agli RV (termine usato per indicare i camper negli Stati Uniti) e abbiamo dovuto allungare di qualche ora. 
Armati di pazienza ci siamo goduti la strada, che è uno spettacolo!


Attraversando il Red Canyon prima d'arriva al Bryce, Scenic Byway UT 12

Anche qui partenza all'alba che ci ha permesso di arriva al Bryce poco prima dell'ora di pranzo. 
Tappa veloce al Visitor Center per ritirare la mappa con i sentieri e scoprire che, a causa della neve abbondante caduta nelle settimane precedenti, molti sentieri erano chiusi e non tutta la strada all'interno del parco era percorribile. 

Il Ranger con cui abbiamo parlato ci ha consigliato quali sentieri fare con i bambini e in quali punti panoramici fermarci. 
Il disagio della presenza della neve si è annullato con la goduria per la bellezza incantata di questo luogo vestito di rosso e bianco, un'emozione che non dimenticheremo mai. 


Bryce Canyon con la neve

La vista dal Sunset e Sunrise Point sull'anfiteatro di Hoodoos (sono chiamate così le rocce dalla forma particolare che caratterizzano il Bryce Canyon) è qualcosa di indescrivibile a parole che va vissuto con anima e corpo.




Un Ranger del Bryce che andava a posizionare il cartello di chiusura del sentiero più a valle

Avevamo in programma di passare la notte in uno dei campeggi alle porte del Bryce, il Ruby's Inn, ma le previsioni meteo davano neve e temperature sotto zero (altamente rischiose e sconsigliate per il camper e dal noleggiatore ovviamente)  per cui, dopo attenta analisi della situazione meteo abbiamo annullato la piazzola in questo campeggio (senza pagamento di penale perché fatto nelle 48 precedenti) e abbiamo campeggiato in un campground lungo la Strada Panoramica UT 12 che avevamo in programma di percorrere il giorno successivo, per cui abbiamo anticipato di un po' la strada fermandoci ad Escalante, una delle località intorno al Bryce, una delle poche che non avrebbe avuto temperature sotto lo zero durante la notte.





GIORNO 5: ESCALANTE - SCENIC BYWAY 12 - BOULDER - CAPITOL REEF - FRUITA 






Ci sono giornate di viaggio che sono definitivamente più  impressionanti di altre e questa è una di quelle.


Strada panoramica UT 12

Quando si dice che il viaggio non è solo la destinazione, ma è la strada che si percorrere, questo pezzo di itinerario nel Colorado Plateau, nel cuore delle montagne dello Utah, tra  paesaggi quasi lunari e montagne verdeggianti, ha reso completamente l'idea del concetto.


La strada più bella d'America - Scenic Byway 12 Utah

La strada UT12 dello Utah è una di quelle che non si possono perdere,  chiamata anche "A Journey Through Time Scenic Byway", è una delle strade più belle d'America.
Era il pezzo di itinerario che sapevo mi avrebbe fatto impazzire di felicità e mi avrebbe riempito  la vista di bellezza, tanta bellezza. Non mi sbagliavo, avevo studiato bene!


Uno dei tratti della UT 12 con la neve 

Nessuna foto rende giustizia alla vastità che ci si trova davanti; la sorpresa chilometro dopo chilometro di fronte al cambiamento di paesaggio era incontenibile.



Punto panoramica lungo la UT12 - sullo sfondo il Capitol Reef

Dal Bryce abbiamo raggiunto il Capitol Reef National Park, con calma, fermandoci in tanti punti panoramici e assaporando a pieno questo viaggio lento. 


Il classico cartello con il nome del parco all'ingresso del Capitol Reef National Park

Il Capitol Reef è un parco nazionale sottostimato, ma uno di quelli che ci ha impressionato di più, non affollato (meglio così da un lato!) e di una bellezza disarmante.


Capitol Reef National Park

Reef vuol dire scogliera in inglese, ma qui non c'è nessun mare, come ci hanno fatto notare i bambini! E' una vera e propria scogliera nel mezzo del Colorado Plateau, un vero laboratorio di geologia a cielo aperto. 



Siamo arrivati al Visitor Center verso l'ora di pranzo, dopo aver fatto tappa in uno dei punti panoramici più belli del parco, il Gooseneck Overlook


Gooseneck Overlook - Capitol Reef  National Park

Per noi il Visitor Center è il luogo in cui impariamo, scopriamo e ampliamo la conoscenza del parco. I nostri figli vogliono sempre fare il Junior Ranger Program e noi raccogliamo mappe, cartine e controlliamo sempre se c'è una bella "talk" dei Ranger in programma.



Proprio al Capitol Reef abbiamo partecipato a una di queste presentazioni dei Ranger, una signora di circa 70 anni, una volontaria, che con grinta e conoscenza incredibile ci ha raccontato tante curiosità sul parco e ci ha portato all'inizio di un sentiero che poi abbiamo percorso da soli, fino alla cascata di cui lei ci aveva parlato. 



Grazie alla Ranger abbiamo fatto uno dei sentieri più belli di tutta la vacanza, camminando sui sassi del fiume e arrivando fino a una piccola cascata all'interno di un canyon rosso. 



Divertimento assicurato e inaspettato con i bambini. 




Al Capitol Reef abbiamo campeggiato in uno dei campground più belli mai visti, il Fruita Campground, un frutteto storico all'interno di un canyon, una cosa di una bellezza pazzesca, piazzola prenotata con largo anticipo perché sapevo della sua bellezza spaventosa!








Home is where we park it and the best places to park an RV are National Park Campground! Siamo arrivati in questo campeggio nel tardo pomeriggio di una domenica d'aprile, felici d'averlo prenotato per tempo visto il cartello che indicava "full" all'entrata. Questo e' uno dei campeggi piu' spettacolari d'America: nel bel mezzo di un canyon di rocce rosse del Capitol Reef e immerso in un frutteto storico che in primavera esplode di luce e colori. Solo i rumori della natura e dell'acqua che scorre del Fremont River li' accanto. Poi loro, i bambini, i miei figli che appena parcheggiato il camper son scappati a giocare e dopo 3 minuti li ritrovo che chiacchierano e ridono col bimbo dell'Alaska, il bimbo che da 5 mesi sta viaggiando negli Stati Uniti in camper e la sua mamma gli fa homeschooling e tornera' a casa sua in Alaska a fine anno. Noi siamo dei pivelli a confronto! Questa la gioia dei campeggi, questo il bello dei bambini che fanno amicizia con tutti e questa la fortuna di parlare inglese che infondo ti fa comunicare un po' ovunque con chiunque. Io mi ricordero' il Fruita Campground per gli albicocchi in fiore, loro per il bimbo dell'Alaska! #mammafarandaway #avventureontheroad #mammafarandawayontheroad #fruitacampground #capitolreef #capitolreefnationalpark #utah #memories #family #travelinspiration #travelfamily #utahphotographer #utahunique #nationalpark #nationalparkservice #rvlife #camper #camperlife #campeggio #parchiamericani #picoftheday
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Abbiamo avuto la fortuna di capitare nelle settimane in cui gli albicocchi erano in fiore e non vi dico la meraviglia!



La piazzola in questo campeggio all'interno del Parco Nazionale del Capitol Reef costa circa 20$ a notte, un niente se si considera la bellezza, la pace e la natura di cui si può usufruire dormendo in camper qui!




GIORNO 6: FRUITA - UT24 - GOBLIN VALLEY STATE PARK - CANYONLANDS - MOAB




Le partenze all'alba ti regalano colori incredibili ed è con l'alba che abbiamo iniziato a percorrere l'altra strada panoramica consigliatissima dello Utah, la UT 24

Facendo una deviazione di qualche chilometro su questa Scenic Byway abbiamo raggiunto uno State Park particolarissimo, che noi ed i nostri figli abbiamo adorato, soprattutto perché eravamo gli unici (erano le 8 del mattino ed era comprensibile!) e perché per loro è stato come ritrovarsi in un immenso parco giochi naturale, il Goblin Valley State Park.


La Goblin Valley - Utah

L'ingresso al parco non è compreso nella tessera annuale dei national park e all'ingresso abbiamo pagato 15$ in contanti per poter entrare con il camper.


Goblin Valley State Park

Tenete presente che non in tutti gli Stati Park è possibile pagare con la carta di credito per cui è bene avere sempre a portata di mano qualche dollaro.

Dopo aver corso, saltato ed esserci arrampicati sui "Goblins", ci siamo rimessi alla guida lungo la UT 24, attraversando una varietà di paesaggi incredibile, da deserti rocciosi a canyons rossi, fino a raggiungere l'ingresso di una delle aree del vastissimo Canyonlands National Park, la zona chiamata Island in the Sky
C'è talmente tanto da dire e da raccontare su questo National Park che vi racconterò tutto dettagliatamente in un altro post dedicato solo a lui.


Ingresso del Canyonlands - Utah

Al Visitor Centre abbiamo preso i libretti per il programma Junior Ranger del Canyonlands e con la cartina in mano e un'idea più chiara di quali punti panoramici fare e quali sentieri percorrere, ci siamo diretti proprio alla fine del parco, al Grand View Overlook, dal quale camminando lungo il costone del canyon si gode di una vista mozzafiato. 


Punto panoramico Canyonlands - Grand View Overlook

Canyonlands - Utah

Il sentiero che abbiamo scelto di percorrere con i bambini è quello che porta al Mesa Arch, facile e non troppo lungo e con la vista unica dall'arco sospeso sui canyon.


Mesa Arch - Canyonlands


Vista dal Mesa Arch - Canyonlands

Ultima chicca della giornata, assolutamente imperdibile, è stato il Dead Horse Point State Park, altro parco per il quale pagare un ingresso a parte, non compreso nella tessera dei parchi (20$) ma che ci ha lasciato a bocca aperta!


Dead Horse Point State Park - Utah

Le foto parlano da sole!


La vista del Dead Horse Point - Utah


Dead Horse Point - Utah

Stanchi, stanchissimi dai tantissimi chilometri percorsi, ci siamo piazzati in campeggio prima del tramonto, un campeggio fortunatamente vicinissimo all'ingresso della strada del Canyonlands, il Archview RV resort & Campground




Il parco nazionale Arches era lì sullo sfondo, pronto ad accoglierci il giorno successivo.





GIORNO 7: MOAB - ARCHES NATIONAL PARK - CANYONLANDS RV & CAMPGROUND





Giornata dedicata al parco con la più alta concentrazione di archi del mondo, l'Arches National Park




Questa volta il Visitor Centre l'abbiamo saltato come prima tappa perché alle 7.00 di mattina eravamo già parcheggiati all'inizio del primo sentiero del parco, il Windows Trailhead, dal quale parte il percorso facile ad anello da fare con i bambini che ti fa vedere gli archi doppi, North e South Windows.


North e South Windows - Arches National Park

E' stata una giornata intensa di camminate, volevamo vedere il più possibile e non dedicarci a un solo sentiero per cui abbiamo deciso, per la nostra salute fisica e mentale, di vedere il Delicate Arch dal sentiero più facile, quello che te lo fa vedere dal basso, un po' in lontananza, per poi poter avere le forze di fare un'altra zona del parco consigliatissima per i bambini che è il Sand Dune Arch


ll Delicate Arch sullo sfondo, visto dal sentiero Upper Delicate Arch Viewpoint, che è la continuazione del Lower Delicate Arch Viewpoint.


L'ingresso del Sand Dune Arch, uno dei luoghi più consigliati per famiglie con bambini, soprattutto d'estate per il fresco che si respira al suo interno

I bambini si sono divertiti da matti qui e la scelta non ci ha fatto di certo pentire di non aver fatto il sentiero difficile per salire fino al famoso Delicate Arch, ci saremo giocati la giornata e le energie dei bambini con un solo percorso senza poi poterci godere il resto del parco.
Viaggiare serenamente con i bambini è questione di equilibri e compromessi. 

Con il camper siamo arrivati fino alla fine della strada del parco per poi tornare indietro per l'ora di pranzo e fermarci al Visitor Centre, il Junior Ranger Program ci aspettava!
Pomeriggio in direzione Moab, verso il campeggio con piscina, il Canyonlands RV & Campground a Moab.
Sapevamo della possibilità di poter usare quella piscina e le temperature della giornata hanno permesso ai bambini di passare un bel pomeriggio di relax giocando in acqua mentre io mi dedicavo alla lavanderia (campeggio scelto apposta anche per questo, dopo una settimana di viaggio sapevo che avrei avuto bisogno di lavare i panni!).
In questo tipo di campeggi, con piscina, agganci di acqua e elettricità, scarichi, lavanderia e altri servizi di alta qualità, il prezzo delle piazzole è ovviamente più elevato, si aggira sugli 80$ a notte.





GIORNO 8: GIORNATA DI ATTIVITÀ A MOAB

Avevamo programmato questa giornata immaginandocela la più divertente della settimana, con una lista fitta di cose da poter fare, ma la variante "pioggia" non l'avevamo considerata, anche perché dicono che a Moab piova una volta al mese e noi abbiamo beccato proprio quel giorno, il giorno più intenso di pioggia di tutta la stagione.

Un po' chiusi in camper a sfruttare i giochi da viaggio, un po' in giro sotto la pioggia per Moab, tra negozietti turistici, visitor center, biblioteca e un piccolo bar, la giornata è passata. 
L'unico problema era che l'attività scelta all'unanimità da tutti e 5, mountain bike, era saltata. Fortunatamente siamo riusciti a riprogrammarla per il giorno dopo, senza dover perdere nulla della cifra pagata e alle 8 della mattina seguente eravamo in sella alle nostre bici alle porte dell'Arches National Park, ritardando di qualche ora la partenza per la Monument Valley.





GIORNO 9: MOAB - MOAB BRANDS IN BICI - GOOSENECK STATE PARK - MONUMENT VALLEY THE VIEW CAMPGROUND








Non tutti lo sanno, ma Moab è la capitale mondiale della Mountain Bike. 
Non tutti lo sanno, ma noi amiamo andare in mountain bike!

Abbiamo fatto un tour guidato, a bordo di bici da veri professionisti, nella zona chiamata Moab Broads, dove si sviluppano decine di percorsi, di diverso livello, per gli amanti della mountain bike. 
Avevamo la scelta tra diversi tipi di attività da poter fare a Moab (giri in Jeep, zipline, rafting etc.) ma noi abbiamo scelto la bici!


In bici a Moab - Utah

La nostra guida ci ha portato nei percorsi più adatti ai bambini dell'età dei miei figli e, nonostante il prezzo esorbitante di questo tipo di attività, possiamo dire che ne è valsa assolutamente la pena. 

Questo tipo di tour guidati dove ti portano col furgoncino al punto di partenza, ti forniscono bici da professionisti e ti guidano per mezzagiornata tra i vari sentieri, costano circa 90$ a persona. 


La vista sull'Arches National Park lungo il percorso in bici

Ovviamente i sentieri si possono percorrere anche autonomamente con delle bici a noleggio, ma è necessario  avere il porta-bici oppure pagare la navetta per arrivarci; insomma alla fine, facendo i conti e considerando il tempo a disposizione, per noi è andata bene farlo così, con la guida che ci ha riempito di informazioni e curiosità oltre ad avere insegnato dei trucchetti da esperto di mountain bike ai nostri ragazzi.


In bici con bambini - Moab

Una volta finito il tour, con le gambe doloranti ma felici, ci siamo messi in marcia verso la Monument Valley fermandoci nei punti panoramici più belli, tra cui ovviamente il Forrest Gump point lungo la strada 163 proveniendo da nord.


Verso la Monument Valley provenendo da nord - lungo la 163

Poco prima d'arrivare alla Monument Valley da nord, lungo la strada 163, conviene fare una piccola deviazione ed andare ad ammirare un'altra impressionante opera della natura, il Gooseneck State Park, il punto in cui il fiume San Juan ha scavato talmente tanto da aver creato delle bellissime curve.



Abbiamo raggiunto la Monument Valley poco prima del tramonto. Entrando nel parco a quell'ora tarda non abbiamo dovuto pagare il biglietto di ingresso al parco.




La piazzola al campeggio del famoso "The View" ci attendeva. 


Cena in camper con vista nella Monument Valley

Le piazzole di questo campeggio della Monument Valley son proprio di fianco, alcune dietro, alle famose "cabins" le casette di legno molto conosciute per la vista pazzesca sulla valle (noi avevamo la piazzola numero 9, non lontano dai bagni ma con vista abbastanza libera sulla valle, sembra che le migliori siano quelle intorno al numero 20 e le peggiori quelle intorno al numero 13 che son proprio dietro alla casetta dei servizi igienici, peccato che non si possa scegliere il numero di piazzola al momento della prenotazione).


Piazzola campeggio Monument Valley

Ecco, siamo stati fortunati ad avere quella vista dal nostro camper ed è stato un sogno. 

Poter dormire nella pace della Monument Valley ed essere lì, all'alba, pronti a godere di questo spettacolo incredibile della madre terra, è una cosa che vale davvero la pena fare almeno una volta nella vita. 


Aspettando l'alba - Monument Valley

I  servizi offerti sono davvero basilari, non c'è attacco di corrente e di acqua ma ci sono i bagni e le docce a disposizione dei campeggiatori. 
Il prezzo di queste piazzole si aggira sui 50$ a notte.
Informazione di servizio: ricordatevi del diverso fuso orario se viaggiate tra Utah e Arizona. Lo Utah è un'ora avanti rispetto all'Arizona mentre i territori Navajo sono sullo stesso fuso orario dello Utah. Se avete dubbi potete controllare i vari fusi orari degli Stati Uniti in questo sito.





GIORNO 10: MONUMENT VALLEY



Giornata intera dedicata alla Monument Valley. 


Monument Valley - territori Navajo con il tour privato

La sera prima, poco prima del tramonto, avevamo girato un po' tra i piccoli stand dei tour per capire che giro fare nella valle. 
Tra un depliant e l'altro e tra una proposta e l'altra, con annessa contrattazione del prezzo, abbiamo optato per un tour privato con una guida Navajo, Amory, che con un SUV ci ha guidato nei luoghi nei quali possono entrare solo le guide Navajo, luoghi speciali raccontati in  maniera speciale dalla nostra guida.


Seguendo la nostra guida Navajo

E' stato un tour emozionante, che ricorderemo per molto tempo, ve lo racconterò prossimamente in un post dedicato tutto alla Monument Valley e a come visitarla.

Terminato il tour abbiamo pranzato in camper e poi ci siamo avventurati lungo il Wildcat Trail, uno dei sentieri percorribili a piedi in autonomia nella Monument Valley. 




Per i miei due figli più piccoli era troppo lungo, per cui l'ho fatto da sola con il mio figlio più grande, gran camminatore, mentre mio marito si è occupato degli altri due. 




Un sentiero che gira intorno al West Mitten e che ti permette di ammirare la Monument Valley da diversi punti di vista ed è incredibile vedere come le forme delle rocce cambino a seconda del luogo da cui si guardano. Una vera immersione per noi nella valle più bella del mondo ed un'altra avventura che ricorderemo per sempre.


Lungo il sentiero Wildcat Trail della Monument Valley




GIORNO 11: MONUMENT VALLEY - LOWER ANTELOPE CANYON - GLEN DAM VISITOR CENTRE - LAKE POWELL - CAMPEGGIO WEAHWEAP






Dopo la seconda alba alla Monument Valley ci siamo messi in marcia verso Page, la visita all'Antelope Canyon ci attendeva. 





Avevamo prenotato online la visita per le 13.45 con il tour Navajo Dixie Ellis per visitare il Lower Antelope Canyon, ma essendo arrivati in anticipo ci siamo fatti spostare d'orario e alle 11 eravamo sulle scalette che conducono a uno dei canyon più belli del mondo. 




C'era una folla di gente pazzesca che fortunatamente la nostra guida ha saputo gestire, facendoci distanziare bene da ogni gruppo permettendoci di ritrovarci poi da soli in molti dei punti percorsi nel canyon. Anche per questa attrazione vi racconterò tutto in un post a parte con i consigli utili per visitare l'Antelope con i bambini.


Lower Antelope canyon

Una bella esperienza per noi e per i nostri figli e di nuovo ci siamo sentiti fortunati ad avere trovato una brava guida. 


Dentro al Lower Antelope Canyon con i bambini

Terminato il tour ci siamo diretti al Lake Powell, ci aspettava un pomeriggio di relax e divertimento, ma prima ci siamo fermati al Visitor Centre della diga Glen, da non perdere!


La diga Glen del fiume Colorado, tra Page e il Lake Powell

Le due notti successive le abbiamo passate sulle rive del Lake Powell in un bel campeggio chiamato Wahweap RV & Campground

Questo campeggio del Lake Powell si trova all'interno del Glen Canyon National Recreation Area con ingresso a pagamento, coperto però dalla tessera dei parchi nazionali americani. 
La tariffa della piazzola con attacco elettrico e scarichi vari è di circa 50$.

GIORNO 12: KAYAK NEL LAKE POWELL - HORSESHOE BEND - LAKE POWELL



Che giornata questa, una delle più intense e avventurose del nostro viaggio tra i grandi parchi americani con i bambini. 
Tutti e cinque siamo appassionati di bicicletta e canoa e non vedavamo l'ora di approffittare della giornata al Lake Powell per fare il tour in kayak con i bambini. 
La cosa spettacolare, per noi e per loro, è stato poter esplorare e capire un aspetto importante della geologia di questi luoghi: i canyon.



Se il giorno prima eravamo dentro all'Antelope Canyon, nel Lower, il giorno dopo ci siamo entrati in kayak con un tour guidato, partendo dal Antelope Point Launch Ramp. Un'avventura che meriterà un post a parte con tutte le info nel dettaglio.


Lake Powell in canoa - entrando nell'Antelope Canyon


Kayak con i bambini nel Lake Powell

Bagnati, stanchi e felici dopo mezza giornata di canoa nel Lake Powell, ci siamo concessi una buona pastasciutta in camper nel parcheggio del molo sul Lake Powell. Ah, la gioia del viaggiare in camper!
I  miei figli fremevano per andare a ritirare il loro ennesimo bagde al visitor centre del Lake Powell/Diga Glen ma prima volevamo andare a riempirci gli occhi di meraviglia al Horseshoe Bend, poco fuori Page.

Un posto indubbiamente spettacolare ma preso letteralmente d'assalto da tanti, troppi turisti, molti dei quali irrispettosi come potete leggere in questo mio post di instagram di qualche giorno fa.








Travel and respect should go together, everywhere, as a happy couple around the world. Una delle cose che cerchiamo di insegnare ai nostri figli (non solo a parole ma col buon esempio!) e' il rispetto, a casa come in viaggio. Essere dei viaggiatori responsabili vuol dire rispettare il luogo di cui si e' ospiti, rispettare le regole e l'ambiente, rispettare gli altri viaggiatori e lasciar loro la possibilita'di usufruire del luogo, nel presente e nel futuro. In uno dei posti piu' affascinati del nostro viaggio on the road siamo rimasti sconvolti per la marea di "turisti" irrispettosi e vi assicuro che i primi a notarli son stati i miei figli. Frotte di gente a farsi selfie infiniti oltre che pericolosi senza lasciare spazio ad altri di godere di quel luogo, gente che metteva in pericolo la propria vita su quei burroni spaventosi (al Grand Canyon da inizio anno son morte 17 persone cadendo nel canyon, ci disse uno degli autisti dello shuttle), rifiuti lasciati ovunque, turisti in infradito in tratti di rocce nei quali era indubbiamente necessario uno scarponcino.... A me qualcosa non torna in questo modo di viaggiare che mi sembra piu' una corsa al selfie figo che non un vero piacere di godere di un determinato luogo e della sua energia. Ai miei figli Horseshoe Bend non e' piaciuto, chissa' perche'? L'esperienza di viaggio e' un insieme di emozioni, luoghi, energie e sensazioni e quella folle caccia al selfie figo e la mancanza palese di rispetto in quel luogo cosi' "fragile" stonava parecchio con il nostro modo di vivere il viaggio. Ho fatto 3 foto con la macchina fotografica, senza rischiare la mia vita e siamo tornati alla pace del campeggio del Lake Powell. #mammafarandaway #travelresponsibly #instatravel #noselfie #hateselfies #danger #responsible #tourism #respectearth #earth #travelenjoyrespect #travelwithrespect #travelmemories #travelpost #lessselfiemorelife #ourplanetdaily #horseshoebend #arizona
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Per visitare il Horseshoe Bend in camper è necessario pagare i 10$ alla barriera d'ingresso del parcheggio e seguire le indicazioni verso la zona RV, con un parcheggiatore adetto alla zona che vi dirà dove parcheggiare. Nei periodi e nelle ore di grande afflusso magari è necessario attendere un attimo prima di poter trovare un posto, è un luogo veramente affollato.
Dopo un salto veloce al Visitor Centre per ritirare i Badge da Junior Ranger ci siamo goduti un altro pomeriggio di relax in campeggio, senza farci mancare un bel barbecue!


GIORNO 13: LAKE POWELL - GRAND CANYON SOUTH RIM - GRAND CANYON VILLAGE 



Abbiamo lasciato il nostro campeggio al Lake Powell all'alba per percorrere un po' in solitaria il bellissimo tratto di strada verso il Grand Canyon, passando dalla strada 89 ed imboccando poi la famosa strada 64 che porta all'ingresso est del parco del Grand Canyon.


Il Lake Powell all'alba

Poco dopo l'ingresso est del Grand Canyon iniziano i punti panoramici, il primo, imperdibile Desert View, famoso per la sua torre storica Watchtower.


La vista dalla torre Desert View Watchtower del Grand Canyon


Continuando a percorrere la strada da est verso ovest si incontrano tanti punti panoramici sul lato destro della strada, il lato appunto nel quale si sviluppa e si vede il Grand Canyon. All'ingresso del parco richiedete la mappa del parco, lì sono segnati tutti i punti, ma ve li racconterò appena possibile in un post a parte.

Uno dei più belli è indubbiamente il Grandview Point ma i posti per i camper sono davvero pochi e noi abbiamo dovuto fare due volte il giro nel parcheggio prima di trovarne uno. 
La vista da qui è pazzesca ed è possibile percorrere un bel sentiero che discende verso il canyon.


Punto panoramico del Grand Canyon - Grandview Point

Sono circa 35 i chilometri che abbiamo percorso lungo questo tratto di strada prima di raggiungere il Grand Canyon Visitor Centre dopo pranzo. Qui la folla di turisti era qualcosa di incredibile, nonostante fosse Aprile; non oso immaginare cosa possa essere nei mesi estivi. 
Fortunatamente avevamo prenotato con largo anticipo la piazzola al Mather Campground (18$  a notte) ed abbiamo potuto lasciare il camper lì e spostarci con le navette per raggiungere i vari punti panoramici intorno al Grand Canyon Village. 


Piazzola del campeggio del Grand Canyon - Mather Campground

Dopo aver lasciato il giusto tempo ai bambini di giocare tra gli alberi del campeggio lanciandosi pigne (quando manca il pallone bisogna pur sapersi adattare!) sotto lo sguardo attento di un'alce comodamente seduta tra gli alberi, ci siamo diretti verso la fermata dello shuttle per andare a percorrere qualche sentiero lungo il South Rim.


Il bello dei campeggi nei parchi nazionali americani: il contatto ravvicinato con la natura

Con la navetta siamo arrivati fino all'ultima fermata della Hermit Road, la strada panoramica chiusa al traffico.
Da lì poi abbiamo fatto alcuni tratti a piedi, seguendo i sentieri, e alcuni tratti con la navetta fino a ritornare al punto di partenza.

Camminare lungo i sentieri del South Rim è indubbiamente un'esperienza da non perdere, la vista è davvero mozzafiato, ma con i bambini è necessario fare davvero tanta attenzione perché in certi punti si è davvero vicini al dirupo.


Vista lungo Hermit Road - Grand Canyon National Park


Sentieri del Hermit Road - Grand Canyon

Una volta rientrati con la navetta verso il Grand Canyon Village ci siamo dedicati alla visita di alcuni edifici storici come Kolb Studio e Verkamp's Visitor Center che raccontano tanto della storia del Grand Canyon.



Un altro intenso lancio di pigne in campeggio e poi tutti a letto presto nei nostri sacchi a pelo in camper perché il giorno dopo un'altra parte del Grand Canyon ci attendeva.


GIORNO 14: GRAND CANYON VISITOR CENTRE - YAKI POINT - YAVAPAI POINT - WILLIAMS ROUTE 66 -SELIGMAN 



Quando si viaggia in camper, e non solo, in parchi come questi, di alta quota (li Grand Canyon Village è a poco più di 2000 metri d'altitudine), e in stagioni variabili e imprevedibili come la primavera, è importante tenere d'occhio il meteo. 
Per questo nostro secondo giorno al Grand Canyon erano previsti temporali e temperature sotto lo zero dal pomeriggio in poi. 
Con il camper a noleggio non potevamo permetterci di passare una notte a temperature sotto lo zero per il rischio di fare danni alle varie tubature della nostra casa viaggiante. Abbiamo così deciso di anticipare la discesa verso la Route 66 e approffittare al meglio della mattina di sole e nuvole facendo gli ultimi punti panoramici mancanti prima di metterci in marcia verso sud.


Grand Canyon punto panoramico Pipe Creek Vista


Grand Canyon punto panoramico Yavapai Point

Approfittando della pace delle prime ore del mattino e dell'assenza di turisti sulle navette, siamo riusciti a fare un bel giro nella zona non visitata il giorno prima, con l'obbiettivo di non perderci il museo di geologia di Yavapai Point


Museo di Geologia a Yavapai Point - Grand Canyon

Dopo una tappa necessaria al Visitor Centre per ritirare l'ultimo Junior Ranger Badge del viaggio e fare l'ultimo giuramento, siamo risaliti in camper diretti verso la Route 66 ed il campeggio Koa a Seligman.



Dopo aver fatto tappa in una delle cittadine storiche delle Route 66, Williams, dove abbiamo pranzato in uno dei tipici "Diner", ci siamo diretti a Seligman.


Il Diner di Williams, sulla Route 66
Siamo arrivati al campeggio Koa Route 66 a metà pomeriggio sotto una pioggia torrenziale ed il resto della giornata l'abbiamo passata nell'edificio della reception a giocare a dama e altri giochi di società gentilmente offerti dalla proprietaria, che con la presenza di pochi turisti di quel giorno aveva una gran voglia di chiacchierare! Un'altra cosa bella dei campeggio: chiacchieri con tutti, davvero!



GIORNO 15: SELIGMAN - ROUTE 66 - PEACH SPRINGS - KINGMAN - OATMAN - LAKE HAVASU CITY - LAKE HAVASU STATE PARK




Con un po' di malinconia nell'aria abbiamo iniziato a percorrere uno degli ultimi tratti del nostro on the road in camper in Arizona. 
Abbiamo calcolato un rientro verso Los Angeles non troppo pesante, con un limite massimo di 4 ore di guida per non "correre" verso LA ed aver modo di approfittare di alcune giornate anche di relax!

La Route 66 è stata la protagonista di questa prima fase di rientro verso Los Angeles. 

Alle 7.00 del mattino eravamo nelle strade deserte di Seligman a scattare foto e curiosare tra gli edifici fascinosi, con quel mix di "retrò" e deterioramento che fanno di questa strada una delle attrazioni turistiche dell'Arizona.


Tappe lungo la Route 66 Arizona - Seligman


Seligman - Route 66 Arizona

Seligman - Route 66 Arizona

Passando per la parte storica della Route 66, come potete vedere nella mappa sopra, abbiamo raggiunto Kingman
Visita al museo della Route 66 (gratuita per i bambini sotto i 12 anni e 4$ per noi adulti) e poi piccola passeggiata nei paraggi per ammirare il vecchio treno, gigantesco agli occhi dei bambini, prima di rimetterci in marcia. 
In un post a parte vi racconterò nel dettaglio dove fermarsi e cosa vedere lungo questo tratto di Route 66 dell'Arizona.



Senza essere a conoscenza delle reali condizioni della strada che porta ad Oatman, un'altra delle località della vecchia Route 66, ci siamo avventurati in questa strada piena di tornanti, in alcuni punti stretta e un po' trasandata. Diciamo che farla in camper non è stata proprio una passeggiata di piacere.

Oatman era talmente affollata e presa d'assalto dai turisti che non siamo riusciti a parcheggiare il camper da nessuna parte e le stradine strette non ci hanno agevolato le manovre. Diciamo che Oatman è stata solo di passaggio per noi ma indubbiamente avrebbe meritato una bella visita.


Di passaggio a Oatman - Route 66 Arizona

La destinazione finale della giornata era il Lake Havasu, dove avevamo prenotato una piazzola nel bellissimo Lake Havasu State Park, sulle rive dell'ampio bacino nel quale scorre il Colorado River; anche questo è un bellissimo State Park che avrebbe meritato sicuramente più di un giorno.


Campeggio Lake Havasu

Lake Havasu

Lake Havasu City è famosa in tutto il mondo per la presenza del vecchio London Bridge, comprato mattone per mattone  nel 1968 dopo essere stato messo all'asta dalla città di Londra
Noi, dall'Inghilterra, siamo venuti qui per sorridere di fronte a questa ricostruzione di una parte della città di Londra, sotto un sole abbagliante e con un caldo un po' diverso da quello della capitale inglese!


Lake Havasu City

London Bridge - Lago Havasu

Lake Havasu City - Londra in Arizona




GIORNO 16: LAKE HAVASU - PALM SPRINGS




La strada di rientro a Los Angeles è stata impegnativa ed abbiamo fatto del nostro meglio per renderla piacevole. Abbiamo scelto apposta Palm Springs con le sue temperature calde (estive per noi in Aprile), per approfittare di una bellissima giornata nella piscina del campeggio Palm Springs Oasis scelto e prenotato per tempo proprio per poterci rilassare e goderci il caldo prima di ritornare alla fresca primavera inglese.





GIORNO 17: PALM SPRINGS - CALIFORNIA SCIENCE CENTER - GRIFFITH OBSERVATORY - CAMPEGGIO KOA/POMONA LOS ANGELES



Gli ultimi giorni sono i più difficili in camper, non solo per la malinconia di fine vacanza, ma per la preparazione della riconsegna del camper. 
Abbiamo così deciso di lasciarci tutto il tempo necessario per organizzarci con calma piazzandoci in un campeggio della catena Koa in una zona di  Los Angeles non lontano dal deposito dei camper del nostro noleggiatore.
Prima però ci siamo concessi la realizzazione di un sogno per alcuni dei miei compagni di viaggio: siamo andati a vedere lo shuttle!


Lo shuttle al California Science Center di Los Angeles

Al California Science Center di Los Angeles c'è lo shuttle Endeavour, per il quale è stato necessario prenotare il biglietto nel sito al costo di 3$ a testa con qualche settimana di anticipo.

L'area del Science Center dedicata alle missioni spaziali è organizzata benissimo, per grandi e piccoli, ed una volta visitata questa parte e dopo aver ampliato la conoscenza della storia di questo shuttle, si arriva a lui: il vero Endeavour
Emozione a mille trovarsi davanti a uno shuttle vero che è stato nello spazio, girarci intorno, sentirsi piccoli!




Terminata la visita e consapevoli di non essere poi così lontani da un altro luogo che volevamo vedere di Los Angeles, abbiamo deciso di percorrere le 8 miglia che ci dividevano dal Griffith Observatory
Mai avremmo pensato che per fare quelle 8 miglia ci avremmo messo ben più di un ora. Il traffico di Los Angeles è qualcosa che ti mette a dura prova, soprattutto in camper. 

Una volta raggiunta la collina del Griffith Park abbiamo iniziato la caccia al parcheggio per il nostro camper: è stato impossibile!
L'osservatorio l'abbiamo visto da lontano, la collina l'abbiamo percorsa da un lato all'altro salendo e scendendo, macinando chilometri e chilometri nel traffico per raggiungere poi il campeggio.
Per cui se decidete di avventurarvi fino all'osservatorio di Griffith in camper tenete conto dell'incognita parcheggio, andateci presto al mattino quando c'è meno gente e controllate prima online se non si stanno svolgendo eventi particolari che potrebbero rendere il sito ancora più affollato (nel nostro caso uno dei parcheggi era chiuso per via di un evento).

L'ultima sera a Los Angeles l'abbiamo passata a pulire, fare le valigie, rimettere tutto in ordine nel nostro camper a noleggio per essere pronti per la riconsegna alle 8.00 del mattino il giorno dopo. 



GIORNO 18: CAMPEGGIO KOA/POMONA LOS ANGELES - RICONSEGNA CAMPER - PLAYA DEL REY - VOLO LOS ANGELES-LONDRA






Eccoci arrivati all'ultimo giorno in un soffio; è stata proprio questa la sensazione. 
Con la testa, la mente, il cuore pieno di luoghi, avventure, eventi, emozioni vissute intensamente in queste due settimane di viaggio in cinque e quella grossa tristezza da fine-viaggio, abbiamo riconsegnato la nostra casetta viaggiante ritrovandoci di nuovo a tirare i nostri trolley e chiamare un Uber per farci portare in giro.
Volevamo incontrarci con dei nostri amici che vivono a Los Angeles per cui abbiamo scelto una località non lontano dall'aeroporto, in modo tale da non rischiare di ritrovarci incasinati nel traffico allucinante di Los Angeles. 
Un parco giochi, un buon pranzo in un locale carinissimo e tante chiacchiere hanno reso l'attesa per l'orario del volo molto più piacevole a Playa del Rey.

Siamo rientrati a Londra la domenica di Pasqua, non avevamo tavole imbandite ad attenderci e nemmeno uova di cioccolata, ma la nostra casetta pronta ad accoglierci e aiutarci a farci tornare alla nostra quotidianità.
Non è stato per niente facile, e non parlo solo del jet-lag, parlo della fatica di ritornare alla normalità dopo aver vissuto un'avventura così intensa in camper, dopo aver riempito gli occhi di quell'immensità, dopo esser stati in movimento per così tanti giorni tutti e 5 insieme, dopo aver attraversato alcuni dei luoghi più belli al mondo ed essersi riempiti l'anima di natura, paesaggi, colori ed emozioni. 

Scrivere e raccontare di questo viaggio aiuta sicuramente a tenere vivi i ricordi e far passare un po' di depressione post-viaggio, oltre che dare ispirazione magari ad altri viaggiatori in cerca di informazioni su questi incredibili parchi dell'ovest americano.

Se siete arrivati fin qui e vi è piaciuto ripercorrere il viaggio insieme a me, allora sono riuscita nel mio intento!

Commenti

  1. Ancora non ho letto tutto il post ma volevo ringraziarti perchè so che troverò innumerevoli spunti.
    Grazie per averlo condiviso con noi

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