Tutto quello, o quasi, che ho imparato in questi anni d'Inghilterra

Ripensandoci mi sembra ieri.

Le nostre valigie con il giusto necessario per 15 giorni, il tempo che c'eravamo dati per trovare casa, le nostre mille speranze riposte nella nuova vita in Inghilterra e la voglia di mettercela tutta per sistemarci in fretta e riappropriarci di una "routine" nostra.

Non è successo ieri ma due anni fa. 
Quando ne parliamo tra di noi c'è quasi uno stupore generale perché credo che per tutti e cinque sia letteralmente "volata".

Sono successe tante cose, siamo cambiati, siamo cresciuti, tutti, non solo i bambini.

Siamo entrati in questa nuova vita in punta di piedi e piano piano ce ne siamo impossessati, ce la siamo modellata addosso e possiamo dire d'aver trovato il nostro posto, quello che sentiamo casa.


In due anni ho imparato un sacco di cose, come i bambini, ho assunto nuove abitudini, mi sono adattata ad altre, ho cambiato certi miei modi di fare ed il mio forte senso di autocritica mi ha permesso di guardare me stessa con occhi diversi, scoprendo nuovi limiti e nuovi punti di debolezza. 

Ho abbassato di qualche decibel il mio tono di voce "all'italiana" e sto cercando di farlo abbassare ai miei figli.

Ho smesso di mettere la canotta della salute ai miei figli perché ho scoperto che non serve a niente e che il colpo d'aria non esiste.

Sono sulla buona strada del non rompere più ai miei figli con frasi del tipo "metti la giacca che fa freddo" "copriti" perché dopo un paio di risposte spontanee "mamma, siamo in Inghilterra!" ho capito che si sono sufficientemente inglesizzati e sono abbastanza autonomi per termoregolarsi!

Ho provato una curiosità ed entusiasmo incredibile per la scuola inglese, per il loro approccio con i bambini, la loro organizzazione e le loro iniziative.

Ho investito energie immense nel volontariato a scuola con la consepolezza di poter essere utile agli altri (ai bambini ed alla comunità scolastica) e di poter imparare tanto e migliorarmi
Fare volontariato in Inghilterra, in qualunque campo, è cosa molta comune. Spesso, sia i giovani che i meno giovani, iniziano con il volontariato il loro ingresso nel mondo del lavoro ed è un metodo per crearsi delle buone referenze. 

Ho vissuto questa nuova esperienza di espatrio con occhi diversi, pronta a non criticare (cosa che invece facevo spesso in Francia) ma a cercare il motivo, la spiegazione, la ragione vera dietro a certi comportamenti e abitudini. 

Ho imparato a dialogare del tempo atmosferico con gli inglesi stupendoli con il mio non rimpiangere assolutamente il clima del sud della Francia, perche' troppo caldo per noi e spendendo sempre una parola buona per le fresche estati inglesi (non sempre!), gli inverni imprevedibili, le primavere pazze e l'autunno meraviglioso!


Sono diventata una maga della spesa. Dopo i primi mesi in cui mi sconvolgevo per quanto fosse caro sfamare una famiglia di cinque persone in Inghilterra, ho scoperto la gioia della "spesa online", usando diversi supermercati e inseguendo le varie offerte. Ho risposto a chi continuava a dirmi "ah che schifo, in Inghilterra si mangia male" che qui trovo prodotti e materie prime di buona qualità e che il mio modo di cucinare non è cambiato.  
 
Sto scoprendo una nazione meravigliosa, dal punto di vista dei paesaggi, attrazioni, parchi, villaggi, monumenti. Ogni gita, ogni weekend è una scoperta. 


Ho imparato sulla mia pelle che essere della stessa nazionalità e vivere all'estero non vuole dire per forza "diventare migliori amici" e che l'approfittarsi degli altri, di chi in buona fede porge una mano per poi farsi prendere un braccio, è pratica comune da me non apprezzata. 


Ho ritrovato la gioia delle code fatte per bene, del customer service e della cortesia quotidiana, cosa di cui avevo già parlato qui

Ho capito che non esiste buon tempo o cattivo tempo, ma solo buona o cattiva attrezzatura. 


Ho provato lo shock culturale inverso che mi ha sconvolta e che spesso non viene capito dai miei connazionali e spesso criticato. L'esperienza più triste l'ho vissuta qui, ma mi rendo conto che ogni volta che rientro nel mio paese ci sono piccole cose, che magari per chi ci vive sono di uso comune, che mi lasciano a bocca aperta, come se le vedessi con gli occhi di un turista, di uno straniero. 

Provo un senso di frustrazione ogni volta che mi accingo a prenotare dei viaggi aerei per rientrare in Italia a visitare le nostre famiglie. Trovo ingiusto l'aumento dei prezzi dei voli  a cavallo delle vacanze scolastiche della scuola inglese, questo impedisce a tante famiglie di spostarsi o costringe altre a spendere cifre disumane per lasciare l'isola. 

Ho capito che non tutte le amicizie possono resistere alla distanza, ai tanti chilometri che ci separano e non tutti sanno gestire i rapporti fatti di telefonate, mail, whatsapp. E' una perdita sicuramente, ma non voglio farmene una colpa, non più. 

Ho imparato ad organizzare feste di compleanno un po' inglesi ma senza mai tralasciare quel tocco personale un po' "italiano". (Qui la mia festa di compleanno "quasi inglese" e qui la riuscitissima festa di compleanno in cucina)


Ho capito che invitare gli amichetti a casa a giocare (il mitico "playdate") è una cosa "seria" e sono diventata una specialista. 

Ho capito che non c'è un limite d'età per scoprire qual'è la nostra strada e cosa vogliamo fare da grandi. 
Mi sento fortunata a vivere in un paese in cui anche l'esperienza di mamma a tempo pieno conta e quello che ho imparato in questi 10 anni con loro, con i miei bambini, ha un valore inestimabile in termini di capacità di gestire un bambino, amarlo, provare empatia ed essergli di supporto.
Mi sento fortunata nel non sentirmi discriminata perché sono fuori dal mondo del lavoro da quasi 11 anni e perché sono mamma di tre. 

Ho capito che ci vuole coraggio, tanto coraggio, per tuffarsi in nuove avventure e nonostante le porte in faccia (che comunque hanno un senso!) prima o poi il "portone" si apre. 

Ho avuto la conferma, di nuovo, che i bambini hanno una capacità di adattamento incredibile ed è meravigliosamente appagante vederli così cittadini del mondo, in grado di comunicare in una nuova lingua come se fosse sempre stata la loro e vederli crescere così, un po' italiani e un po' tanto altro!

Questi due anni di UK sono volati, indubbiamente ci sono passati senza accorgercene, vivendo con intensità ogni momento, senza mai perdere la rotta e restando uniti.



L'intensa esperienza di vita da genitore in Inghilterra e le conoscenze acquisite in questi anni con l'immersione nella cultura locale, mi hanno aiutata a scrivere il mio primo e-book, che trovate qui: