Primi passi con una nuova lingua

Ci stiamo immergendo nel mondo inglese, piano piano.

Ci guardiamo intorno, andiamo alla scoperta di alcune cittadine del Surrey e di tutto quello che offrono. 

La nostra ricerca casa e' in fase "work in progress" e non vedo l'ora di poter scrivere un post dal titolo "We have got a house!".

Nel frattempo abbiamo la testa piena di pensieri, di cose amministrative da fare, di scadenze.



Tra queste l'iscrizione a scuola, che non possiamo fare finche' non avremo un contratto d'affitto firmato e una prima bolletta che servira' come prova d'indirizzo. 

Lolo' ha cominciato a chiedermi "quando inizio la scuola mamma?" ed io non so rispondergli. Cerco di spiegargli che iniziera' un po' in ritardo rispetto agli altri bambini e che andra' tutto bene.

Il mio "andra' tutto bene" non basta.

Lolo' e' un bambino sensibile, molto riflessivo e profondo.
Lui ha paura di non capire niente, ha paura di non avere amici, ha paura di restare solo in un angolo - "non in punizione mamma pero'" - ha paura di non poter rispondere alle domande della maestra, ha paura di prendere brutti voti, ha paura ed ho paura anche io.
Lo capisco perche' l'abbiamo vissuta malissimo la nostra prima fase con la scuola straniera, abbiamo vissuto malissimo il suo primo giorno a scuola, nella scuola materna francese. 

Siamo stati sfortunati, abbiamo avuto a che fare con alcune maestre che non erano aperte al bilinguismo e che pretendevano che Lolo' parlasse francese subito e trovavano sbagliato che noi parlassimo italiano in casa - si sbagliavano e sbagliando hanno lasciato un brutto segno su di lui.

Io sto analizzando in lungo e in largo i siti delle scuole che sceglieremo per l'iscrizione - abbiamo diritto ad esprimere tre preferenze - e tutte, dico tutte, hanno una sezione in cui parlano dei bambini bilingue, di quanto siano una ricchezza per la scuola e di quanto sia importante per loro all'inizio avere un appoggio, un aiuto che spesso e' dato da personale specializzato e/o da stagiste. 

Qui in Inghilterra l'immigrazione e' storica, a Londra vengono parlate piu' di 300 lingue, non siamo di certo i primi ad arrivare con dei figli che non parlano inglese. 

Mi sento positiva e devo lavorare duro per rassicurare Lolo' e non solo!
 

C'e' Dada' che semplicemente se ne frega ma cio' non vuol dire che non abbia paura, semplicemente non reagisce, non parla troppo.
Lui e' cosi', meno espressivo, verbalmente perche' poi fisicamente comunica e come! 
E' da quando siamo arrivati in Inghilterra che ha una coccolite acuta - della serie che mi abbraccia e vuole farsi abbracciare forte forte almeno ogni ora, quegli abbracci profondi e stritolanti che vogliono dire molto di piu' di tante parole.
Anche lui ha sofferto un po' con il bilinguismo, ma anche lui e' riuscito ad avere ottimi risultati a scuola e il suo francese, dopo tanti sacrifici, e' ottimo.
Lui mi ha ammesso spontaneamente che a scuola non ci vuole andare perche' parlano in inglese e non ci capisce niente. That's it!

Poi c'e' Popa, la piu' piccola dei tre, colei che con i suoi tre anni e mezzo avra' la strada spianata perche', non avendo mai frequentato una scuola in Francia, vivra' la sua prima esperienza scolastica in inglese, come era in inglese il playgroup in cui andavamo il venerdi' mattina quando vivevamo in Francia.
Lei non mi preoccupa e non credo abbia paura!

I due maschietti voglio aiutarli, voglio sostenerli.

Primo passo: siamo andati alla scoperta della biblioteca della citta'.




Una library immensa, bellissima, ordinata, con un'ampia area bambini piena di poltroncine colorate nelle quale sedersi a sfogliare uno dei tanti libri a disposizione.

Uscendo dalla biblioteca ho puntato dei quadernini in vendita a un pound, quei quadernini delle vacanze che probabilmente svendevano visto che le vacanze sono finite!


Li ho guardati e sfogliati, ho scelto quelli per l'eta' di Dada' e Lolo' d'inglese e di matematica, ed uno anche per Popa, ma per lei un'altro genere!


Il mio obiettivo era piu' che altro capire a che livello sono le classi dei bambini di 8 e di 6 anni.



Lolo' si e' impegnato con la matematica e ci siamo! 

Il livello e' piu' o meno quello della scuola francese. 
Sa i numeri fino a cento in inglese ed ha capito come si conta fino a mille, anche se ogni tanto si confonde tra fifteen e fifty - capitava pure a me alle medie! - era soddisfatto del suo lavoro e credo che un po' di paura di non farcela gli sia passata!

Dada' ha fatto velocemente un primo esercizio sulle lettere dell'alfabeto poi ha chiuso il quaderno e mi ha detto deciso "non ho piu' voglia, non mi diverto". 

Lui e' cosi', si annoia facilmente, non ha voglia - spero sia cosi' solo con me pero'!

Popa e' in fase stickers e non gli importa troppo di tutto il resto.





Sono tre, di diverse eta' con tre caratteri completamente diversi che vanno presi in modo diverso.
 

Stanno reagendo in maniera diversa al mondo inglese, che comunque gli piace - la nostra passione per i parchi e' chiara e lampante - e alla nuova lingua che sentono intorno a loro. 


Stanno imparando nuove parole e ci ascoltano attenti quando io e BabboGe' parliamo con la gente e mi sembra che qualcosa capiscano.

Stiamo leggendo tanti libri in inglese e guardiamo la televisione in inglese - sembrano capire o per lo meno sono concentrati cercando di capire!
 

Vorrei che il passaggio dal bilinguismo al trilinguismo fosse graduale - vorrei!
So che non sara' cosi' perche' tra poche settimane si ritroveranno catapultati nella scuola inglese e l'immersione sara' totale.

Ci vorra' tempo, ci vorra' impegno ma so che ce la faranno e se i primi giorni non riusciranno a comunicare hanno comunque due lingue di scorta in testa pronte per essere utilizzate con chiunque intorno a loro le sappia parlare!