La matematica per i bambini bilingue

Sono cresciuta sentendo mia madre contare in francese, sempre e lo fa tutt'ora. 

Lei che a sei anni ha lasciato la Sicilia per trasferirsi in Francia ed ha fatto tutto il suo percorso scolastico in una lingua diversa dall'italiano, anzi a dire il vero dal siciliano. 
Lei ha imparato la matematica in francese e, nonostante siano passati più di 30 anni da quando ha lasciato la Francia, continua a contare in francese. 
Io ho imparato la matematica nella scuola italiana e conto in italiano, se mi chiedete di fare "seven times eight" ci metto più tempo per formularla.

Ed ecco il gran casino per i miei figli.

I primi numeri e il primo approccio con la matematica l'hanno avuto sicuramente in italiano, quando andavamo a fare tutti insieme appassionatamente la spesa al supermercato ed erano loro che contavano "due succhi", "una baguette", "sei bottiglie d'acqua" e magari li stimolavo pure a sottrarre ed addizionare, togliendo qualcosa dal carrello, insomma per noi il momento della spesa era un momento di gioco e apprendimento. 
Perché infondo il modo migliore per approcciare la matematica è vederne il lato pratico, nella vita di tutti i giorni.

Poi hanno iniziato la scuola in Francia e lì la matematica era roba seria, esercizi d'addizioni, sottrazioni, decine ed unità, le prime tabelline da imparare a memoria e la risoluzione dei problemi con tutta quella terminologia che è propria della matematica e senza troppo divertimento.

Poi il passaggio alla scuola inglese, un nuovo vocabolario ancora, le tabelline da memorizzare meglio per Lori che, avendo saltato un anno dal passaggio dal sistema scolastico francese a quello inglese, ha perso la fase di memorizzazione delle tanto temute "time tables".

Per Dani è stato invece uno spasso, lui ha trovato nella matematica il luogo in cui dare il meglio di sé, nel quale sentirsi al pari dei suoi compagni di classe, perché in quelle addizioni, in quelle "number lines" non c'era bisogno di parlare in inglese e lui riusciva benissimo, soprattutto nei primi mesi di scuola e nella fase difficile di prima immersione nella lingua.

Poi è arrivata la parte di risoluzione dei problemi e lì è subentrato di nuovo il problema del "vocabolario", un vocabolario in inglese che ci metterà anni per arrivare al pari dei suoi amici madrelingua. 

A questo punto il supporto della maestra è stato vitale. Lei ci ha fornito del materiale che la scuola ha a disposizione per i bambini che hanno l'inglese come lingua aggiuntiva (English as Additional Language), ci ha aiutato ad affrontare la situazione e Dani ha tenuto un buon ritmo in matematica arrivando a raggiungere un gradino più su della media nazionale.

In una delle ultime settimane scolastiche la scuola dei miei figli ha organizzato un "EAL Coffee Morning focus on Maths". 
Uno di quei "coffee morning" che piacciono tanto a me ed ai quali non manco mai, portandomi dietro la mia piccola di casa, perché intanto l'angolo giochi non manca mai e lei si diverte con gli altri bambini mentre io capto ogni possibile informazione utile. 

Perché parlare di matematica a noi genitori bilingue? 

Perché il programma nazionale scolastico in Inghilterra è cambiato nel 2014 ed uno dei cambiamenti più rilevanti è stato fatto in matematica, focalizzando l'attenzione sull'importanza dello sviluppo del linguaggio per il bambino in questa materia molto importante e nella quale c'era bisogno di un rinforzo.

La qualità e la varietà del linguaggio che l'alunno sente e parla a scuola sono uno dei fattori principali per lo sviluppo del vocabolario matematico che gli permetterà di argomentare, risolvere problemi e dare prove. 
La carenza di linguaggio e di comprensione da parte dei bambini bilingue può essere un fattore discriminante nel raggiungere un buon livello in matematica.

Solo per farvi un esempio, questa è la slide che ci ha mostrato una delle insegnanti al "coffee morning" parlandoci del linguaggio di comparazione usato in matematica:




Un paio di mesi dopo il nostro arrivo in UK avevo già tappezzato la cucina di cartelloni con tabelline e linguaggio matematico, perché avevo percepito la difficoltà dei miei bimbi nel comprendere al volo i vocaboli (ne avevo parlato qui). 

Il termine "+", definito "plus", per esempio, ha tutti questi sinonimi che il bambino deve conoscere: "add", "more", "and", "increase", "together". 
Ed il semplice termine "same" ne ha altrettanti:




E' per questo che l'insegnante di questo incontro ci ha invitato a supportare i nostri bambini in diversi modi:

- Facendo esperienze pratiche che coinvolgano calcoli matematici attraverso il gioco ed il divertimento, come per esempio il fare giochi di ruolo con loro ed in questo caso in lingua inglese.

- Introducendo ed usando il linguaggio appropriato invitandoci a porre domande mirate ai bambini con l'obiettivo di comprendere il ragionamento fatto e magari utilizzando un vocabolario più elaborato.

- Usando testi ed immagini in supporto, come per esempio il cartellone che ho appeso in cucina, oppure disegnando la famosa "number line" o giocando con il "100 square".

Il nostro 100 square molto artigianale

Un esempio di "number line"

- Utilizzando i simboli in maniera appropriata tramite esperienze pratiche, ripetizione del linguaggio e risorse che coinvolgano i 5 sensi. Contare i biscotti a merenda di tutti i fratelli e collegare questa operazione al "+" ed altri esempi del genere. 

Tutte queste indicazioni rispecchiano il concetto di "enjoy maths", cioè di far vivere la matematica come un'esperienza interessante e non come mera memorizzazione di tabelline o numeri in ordine. 
E' con l'esperienza concreta in un determinato contesto che il bambino memorizza ed apprende nel migliore dei modi. 

Per quanto riguarda noi genitori, che vogliamo aiutare i nostri bambini alle prese con il bilinguismo e la matematica, credo ci sia bisogno di uno sforzo in più e magari lasciargli usare la seconda lingua, quella scolastica, per fare i loro calcoli, risolvere i problemi e fare ragionamenti matematici, come gli viene insegnato a scuola. 

Non li forzo ad imparare "sei per sei" se a loro viene più naturale e veloce "six times six". 
Hanno un'ottima padronanza dell'italiano e non avranno nessun problema a riportare nella loro lingua madre il linguaggio matematico appreso a scuola. 

Nel frattempo mi sono attivata per avere gli strumenti giusti per aiutarli al meglio e questo è diventato il nostro "libro di matematica" preferito, essenziale anche per me che spesso mi trovo davanti terminologie nuove che è utile che impari per poterli aiutare nei compiti a casa o nella fase di revisione dei loro quaderni di scuola.

Il nostro alleato migliore è First Illustrated Maths Dictionary (Usborne Dictionaries) consigliato dalla mia teacher del corso Family Learning, del quale avevo parlato qui




Un linguaggio semplice, pagine schematiche e concise, organizzate per temi, colorate e di facile memorizzazione, intuitive direi. 
E' il nostro "dizionario di matematica"  nel momento del bisogno o anche solo per sfogliarlo insieme ai bimbi e vedere dove sono arrivati con il programma. 




Questi sono gli altri libri di matematica in inglese che ho scovato durante le mie ricerche:









Buona matematica a tutti! 


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