Tablet e bambini: le nostre regole

Abbiamo ceduto alla tentazione di munire i nostri figli di tablet, dalla piu' piccola di 4 anni al piu' grande di 8. 

E' stata una scelta meditata, lunga e un po' sofferta.
Abbiamo alternato momenti di entusiasmo a momenti di titubanza.

Ho visto scene di bambini che si rifiutavano di stare al parco perche' volevano tornare a casa a giocare con la Wii o con l'ultima App del momento. 

Ho visto famiglie al ristorante non rivolgersi la parola perche' i bambini erano troppo impegnati a giocare con il tablet ed i genitori intenti a controllare lo smartphone.

Ho visto bambini passare pomeriggi interi con i loro amichetti a giocare sul tablet scordandosi di quanto sia bello giocare a nascondino o dare due calci al pallone o anche solo costruire una lego.


Ho visto genitori, troppo impegnati, usare il tablet come il miglior babysitter del secolo o come mezzo per far star buono il bambino.


Ho letto di statistiche paurose che fanno vedere i tablet come dei mostri che rovinano i bambini ed il loro cervello, ma ho anche letto di tutti gli aspetti positivi legati all'apprendimento. 


Ho visto bambini implorare i genitori, fino alle lacrime, per averlo, per giocarci ed ho visto genitori usare quell'oggetto del desiderio come tattica per ottenere determinate azioni "non ti do' il tablet se non fai i compiti", questo puo' essere un esempio.

Tutto cio' non mi tornava, tutto cio' mi sembrava sbagliato.

Avevo bisogno di un approccio diverso, avevo bisogno di capire come far entrare questo tanto atteso Tablet in casa nostra. 


Mi sono persa a leggere i post di Federica, una mamma-blogger expat che seguo da tanto e che ha una grande capacita' introspettiva, di analisi, di critica genitoriale e che riesce sempre a dare informazioni utili sugli argomenti che tratta.


Ho imparato tanto da lei e diciamo che mi sono fatta le basi per iniziare con il piede giusto la nuova avventura con i tre oggetti del desiderio.


Sono tre i tablet entrati in casa nostra per Natale, uno per ogni bambino perche' non avremmo potuto sopportare le litigate, le discussioni, le attese snervanti di uno per l'altro.



Nel mese di Novembre e Dicembre BabboGe' ha fatto un accurato lavoro di impostazione del tablet con la casella di posta elettronica per oguno di loro, in modo tale da poter liberamente comunicare con nonni, zii e amici, ha creato una cartella dropbox nel quale condividere i files, ha impostato alcuni blocchi per evitare che i bambini accedano, anche solo per sbaglio, a determinati siti ed abbiamo installato alcune App, diverse a seconda dell'eta'.

Il mio compito invece e' stato quello di stilare una lista di regole, che facevano parte del pacchetto regalo insieme al tablet e che sono in bellavista attaccate al frigorifero.



Regole per il tablet


Regole ferree che con molta coerenza vengono fatte rispettare da noi genitori e sono rispettate dai bambini. Non osare mai mollare la presa, anche una sola volta, che poi sei spacciato.  Ci vuole coerenza, tanta coerenza.



Ai bambini sono stati spiegati i loro diritti e che quei 6 punti devono essere rispettati. 


Nell'ultima settimana si e' aggiunto un numero 7: "non si gioca con il tablet appena svegli" perche' Dada' e Popa, nel weekend, provavano a chiederci di accendere il tablet ancor prima di far colazione!

Sono passati tre mesi dall'inizio della nostra avventura e sono fiera e felice di dire che tutto procede bene.

I bambini sanno che i 30 minuti non si superano, sono responsabili del loro Tablet e non vi dico come si lavano bene le mani!

Ovvio che ogni tanto ci provano con un "dai mammina dolce fammi finire il gioco..." ma la risposta e' sempre un NO categorico, sempre, nonostante qualche lamentela!

Tutto quello che ci ha guidato in questo approccio e' racchiuso in questa frase "il tablet non e' una babysitter, non e' un insegnante e non e' un compagno di gioco".

Non nego che prima di Natale, nelle giornate uggiose in cui quei tre non facevano altro che litigare, io e BabboGe' ci siamo detti "non vedo l'ora che abbiano il tablet cosi' non li sentiamo piu'!". 
Ma non ci siamo fatti prendere dalla tentazione, perche' quelle regole sono anche per noi!

Voglio continuare a vedere i miei bambini entusiasti dell'andare al parco dietro casa o uscire in giardino a tagliare le erbacce, giocare con i loro amichetti in camera con le lego o fare la lotta, vederli leggere un libro e scrivere storie nei loro diari. 

C'e' anche il tablet ora nella loro vita, nella loro quotidianita', non c'e' giorno che saltino quei 30 minuti, ma sono solo 30 minuti, la giusta dose per non fare danni.