Comunicazione in famiglia: il circle time della sera genitori - figli

Si sente tantissimo parlare di Circle Time nelle scuole qui in Inghilterra, dagli asili alla scuola primaria, un po' meno nella scuola secondaria. 
Per Circle Time si intende quel momento nel quale la maestra ed i bambini si siedono in cerchio in modo tale da potersi guardare negli occhi, sentirsi uniti e collaborare per discutere e risolvere eventuali problemi.  
E' un ottimo strumento per  aiutare i bambini a sviscerare problematiche particolari tramite l'espressione delle emozioni, per sviluppare relazioni positive e capacità di ascolto e di dialogo tra i compagni di classe.
 
  
Durante il Circle Time la maestra si assicura che tutti i bambini partecipino alla discussione, rispettando il turno per parlare e senza interrompere, permettendo ai partecipanti di passare il proprio turno nel caso in cui non vogliano esprimersi e dando importanza ad ogni singolo intervento, dal più interessante al più breve.

Prendendo ispirazione da questa meravigliosa e utilissima pratica abbiamo istituito il Circle Time di Famiglia. All'inizio un po' per gioco, un po' per caso, tanto per provare ed ora è diventata un'abitudine serale, un bisogno per tutti e se in alcuni giorni, per causa di impegni vari, non riusciamo a farlo, c'è chi lo reclama e magari lo vuole doppio il giorno dopo. 

Ho iniziato a praticare questa attività con i bambini nell'autunno 2017, un periodo durante il quale i miei tre figli litagavano un sacco, per qualunque ragione e spesso mi ritrovavo, senza volerlo, in quel ruolo sbagliatissimo di arbitro a sgridare tutti e qualche volta facendolo a caso, credendo che infondo la colpa doveva pure essere di uno dei tre. 
Fare gli arbitri dei nostri figli è una delle cose più sbagliate che ci sia, l'ho imparato sulla mia pelle. 

Così un pomeriggio, quando la situazione di dispetti, discussioni e quant'altro diventò ingestibile e la mia voglia di urlare e arrabbiarmi era pari a zero, li feci sedere in cerchio per terra e con decisione e convinzione guidai il mio primo Circle Time con i miei figli.

Uno alla volta li lascia parlare, per spiegare il loro punto di vista e cavoli, quanto si impara ascoltando i punti di vista dei propri figli relativi ad una litigata con il fratello/sorella, vengono fuori cose che non potete immaginare, provateci.

Spesso abbiamo la tendenza a prendere le parti, oppure farli stare zitti o difendere quello che "noi" riteniamo il più debole, vulnerabile, innocente dei nostri figli, ma attenzione, non è sempre come la vediamo noi, credetemi.

Quel momento, quel tempo dedicato all'ascolto è stato salutare, ha risolto la litigata, ci sono stati degli "scusa!", ci sono state delle confidenze su cosa fa innervosire chi e perché, su quali comportamenti di un fratello/sorella turbano l'altro, sul perché la nostra rabbia ogni tanto esce incontrollata e così via. 

Da quel giorno il Circle time è diventato parte della nostra vita, a cinque. 

Tutte le sere, o quasi, scegliamo un posto tranquillo, prima di andare a dormire, nel quale rifugiarci tutti insieme, può essere il lettone, o il pavimento della sala, o la camera di uno dei ragazzi, facendo attenzione a decidere per tempo, prima che ognuno opti per luoghi diversi e scatti la discussione per la location! Quando si hanno tre figli il fare attenzione a non proporre troppe alternative che creano discussione diventa un'arte!

Una volta posizionati si comincia e l'ordine lo decide mamma, tanto per par condicio (ah ah!).

Si prosegue in senso orario ed ognuno parla, raccontando il bello e il brutto della sua giornata, generalmente una cosa bella e una cosa brutta, ma spesso diventano due cose belle e due brutte, o tutte brutte. In quest'ultimo caso noi genitori ci impegniamo per cercar di far venire fuori una cosa bella, perché c'è sempre e vogliamo che la vedano. 

Non parlano solo i bambini, anche noi adulti siamo attivamente coinvolti e questa è la parte più bella ed utile. 
Vederli ascoltarci mentre raccontiamo i nostri piccoli-grandi problemi e ci apriamo a loro mostrando le nostre vulnerabilità, fargli vedere che ci arrabbiamo anche noi per una litigata con un amico, per un dispetto di una persona, per non essere riusciti a fare una cosa, per un sogno che non riusciamo ancora ad esaudire o per un problema al lavoro. 

Noi adulti, ci mettiamo al loro pari, noi grandi creiamo una connessione con loro facendoli diventare nostri confidenti, orecchie preziose in grado di ascoltare e per i nostri figli questo è segno di stima, di ammirazione, di fiducia. 

Nel mio essere mamma ho sempre cercato di  immedesimarmi in loro, di capirli e aiutarli nelle situazioni difficili prima ascoltando il loro punto di vista, poi provando a raccontare eventi simili accaduti a me per farli ragionare, per fargli capire che ci siamo passati anche noi e che facciamo del nostro meglio per sostenerli ma che certe volte quella sofferenza che sentono fa parte del loro percorso (parte più difficile da comprendere, anche per gli adulti a volte). Mettersi al loro livello, al loro pari, è uno strumento pazzesco.

Può succedere che qualcuno non voglia parlare al Circle Time, pazienza. Non forziamo nessuno, deve essere un piacere, non una tortura o forzatura. 
La cosa bella è che questa nostra pazienza verso chi dei tre figli non vuole esprimersi ed esporsi troppo, dà piano piano i suoi frutti, perché quelle sere in cui certi argomenti forti e importanti vengono fuori proprio da quel figlio che non voleva parlare, ti si riempie il cuore e senti che stai percorrendo la strada giusta come genitore.

Il Circle Time viene usato anche per discutere nuove regole famigliari e per accertarsi che siano comprese, per condividere nuovi progetti o idee di viaggio, insomma diventa un tempo prezioso per noi cinque dove, senza distrazioni, siamo l'uno connesso all'altro e ci ascoltiamo a vicenda.

Ho amiche che mi hanno chiesto "Perché lo fai? Non potete chiacchierare mentre siete a tavola?".
Certo, chiacchieriamo anche a tavola, ma non è la stessa cosa. A tavola ci sono distrazioni, c'è la bocca piena, c'è il "passami questo, passami quello", si parla ma non nello stesso modo. 

Questo non significa che non si possano usare altri momenti della giornata per farsi confidenze reciproche, io sono sempre molto in ascolto di tutti a dire il vero, ma ammetto anche che ci sono tante distrazioni e talmente tante cose da fare che spesso ascolto e faccio anche altro, cosa che non piace ai miei figli ed hanno ragione. 

Se però dovessi fermarmi ogni volta che uno di loro tre mi parla, chi farebbe andare avanti la baracca? 
Riflessione che richiederebbe un post a parte credo! 

Il Circle Time per noi è spesso anche momento di lettura. Ultimamente siamo a corto di libri in Italiano, devo provvedere all'acquisto di nuovi libri, ma nei mesi scorsi era quello il momento in cui leggevo libri in italiano ai bambini e a BabboFarAndAway. L'ideale sono i libri a capitoli, per far sì che il momento lettura non sia infinito e lasci spazio poi alle confidenze. 
I miei figli sono grandicelli ormai, ma continuano ad amare sentirmi leggere e per me, leggere a qualcuno, è un gesto d'amore e spero di poter continuare a farlo ancora per tanto con i miei figli.

Il Circle Time aiuta a sentirti più unito, aiuta a creare un legame ancora più forte in quel cerchio speciale nel quale ti guardi negli occhi, cosa che spesso nella routine quasi frenetica di tutti i giorni ci possiamo dimenticare di fare. 

Il Circle Time, per essere attraente, deve essere d'ispirazione e non noioso. Motivo per cui una lettura di un libro o la certezza che mamma e babbo faranno confidenze particolari o diranno cose interessanti rende il tutto più attraente. 
Certe volte può succedere che finisca a lotta sul letto, o che ci si arrabbi perché uno dei tre fa casino mentre il fratello o sorella parla o che non venga fuori niente di interessante e... pazienza, ci abbiamo provato, non molliamo, la volta dopo andrà meglio. 


Il Circle Time di famiglia può essere fatto a tutte le età, ovviamente con modalità diverse. 
Se i bambini sono molto piccoli allora si può impostare come momento di gioco, canzoni etc. ed in rete ci sono tante idee su come fare Circle Time ispirandosi alle Nursery. 

Il Circle Time, come lo facciamo noi, credo sia possibile praticarlo da quando i bimbi sono in grado di ascoltare attentamente senza distrazioni e interagire con i propri fratelli esprimendo le proprie emozioni. 
Direi dai 4 o 5 anni in sù, ma è tutto molto soggettivo, se si vuole iniziare prima bisogna solo renderlo più giocoso e meno serioso magari. 

Questa è solo la nostra esperienza che ho pensato di condividere per poter essere d'ispirazione a mamme che magari sono in quella fase litigiosa dei figli, quella in cui ogni sciocchezza diventa una discussione, il momento del "smettila!" "dammelo!" "mamma, mi ha fatto male!" "mamma, ha detto questo/quello!" e via dicendo, so che ci intendiamo.

In quest'epoca digitale dove siamo sempre più bombardati da immagini di famiglie belle, felici, dove la vita famigliare degli altri ci sembra sempre meglio della nostra, dove foto di fratelli/sorelle innamorati circolano in rete condite da colori abbaglianti e frasi d'amore, io vado controcorrente e racconto della mia lotta e del mio sforzo per creare connessione tra loro raccontando un pezzetto della nostra realtà.

Più Circle Time per tutti e forza e coraggio, ce la possiamo fare!





MaFa

MammaFarAndAway

4 commenti:

  1. Quei momenti fondamentali di confronto in famiglia, importantissimi per chiarirsi, capirsi, confrontarsi.... e noi genitori abbiamo tanto da imparare.
    Quest’estate dopo una forte discussione ci siamo messi tutti e cinque intorno al tavolo e per ore ci siamo confrontati, beh andando a letto noi genitori ci sia 9 guardati dicendoci quanto avessimo imparato in quel confronto spontaneo e serale....

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    1. Bellissimo Giulietta!!! ogni tanto ci vuole...ecco, a noi ci vuole quasi tutti le sere per tenere la rotta giusta! Un abbraccio!

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  2. Grandiosa idea, anche noi lo facciamo generalmente riuniti dopo cena, peccato che siccome il papà fa i turni delle settimane si perde tutto per poi riparare il sabato con "the best of the week": i bambini a turno raccontano tre cose che li hanno colpiti di più durante la settimana per aggiornare il papà.

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    1. Anche a noi capita qualche volta di non esserci tutti e cinque, per impegni vari, ma l'importante è l'impegno!! Il "the best of the week" mi piace un sacco, magari lo introduco per la domenica ! ;)

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