Genitori e lockdown: 16 consigli per farcela



In Inghilterra siamo entrati nel terzo lockdown, anche se devo essere sincera: il secondo, il lockdown di novembre, è stato un po' una buffonata con regole poco ferree, tanta gente in giro e scuole aperte, in presenza, come se nulla fosse (cosa che ovviamente ha fatto aumentare i contagi senza rendere efficace il lockdown stesso). 
Sta di fatto che, con numeri alle stelle e ospedali al collasso, il governo ha fatto marcia indietro, quelli che in inglese chiamano U-turn, dopo aver dichiarato per mesi che le scuole erano sicure (sulle scuole covid-safe, come diceva lui, ho sempre avuto forti, fortissimi dubbi, ne avevo parlato in questo post) ed aver cambiato idea da un giorno all'altro, dopo che le scuole avevano già aperto per il rientro dalle vacanze natalizie.


Così noi tiriamo una specie di sospiro di sollievo: non vi dico la preoccupazione che avevo nel mandarli a scuola e l'ansia che mi provocava la decisione difficile di tenerli a casa ed essere uno dei pochi genitori a farlo. Per fortuna, anche se con troppa calma e poco tempismo, il governo ha capito la gravità della situazione e adesso ci ritroviamo ad affrontare i prossimi mesi in lockdown, con gli studenti in remote learning (sicuramente fino a fine febbraio, ma probabilmente andrà oltre). Più che remote learning, io lo chiamo homeschooling, visto che non hanno lezioni dal vivo e devono svolgere le lezioni in autonomia con il materiale che viene dato ogni giorno online.
Per noi genitori è un impegno non indifferente, soprattutto per chi deve anche lavorare ed ha bambini che non sono ancora totalmente autonomi nel fare le lezioni. 
Ogni situazione famigliare è ovviamente un caso a parte, ogni famiglia ha le sue dinamiche, le sue caratteristiche, i suoi punti di forza e di debolezza, ma siamo tutti d'accordo su quanto, a noi genitori, serva una bella botta di energia per uscire sani di mente da questo marasma e trovare il modo di gestire tutta la baracca rimanendo a galla e, se possibile, rimanendo pure sereni. La pressione è immensa, su questo non si discute. 
Tra le tante cose per cui la pandemia mi ha aperto gli occhi, c'è sicuramente la consapevolezza, ancora più forte, dell'importanza del nostro ruolo genitoriale per la nostra famiglia e per la società. L'impegno nel tenere in piedi la casa, supportare i figli, sostenere moralmente ogni membro della famiglia, tenere alto l'umore e cercare di farlo con gioia, mantenere viva la connessione e la comunicazione genitori-figli e trovare il modo di stare bene insieme, sempre, è un carico non indifferente per noi genitori.
A questo si aggiunge l'immenso dispiacere, la frustrazione, per tutto quello che i nostri figli stanno perdendo: momenti di vita importanti fatti di socializzazione con coetanei ed esperienze memorabili (le gite scolastiche annullate, i campi estivi con gli scouts cancellati, i tornei di sport sospesi, gli sleepover dagli amici e le feste di compleanno un lontano ricordo e via dicendo). 
Allo stesso tempo però sono grata, ogni singolo giorno, di poter fare del mio meglio per tenere unita la nostra squadra, per essere in grado di ridere e scherzare e fare discorsi seri, per essere capaci di litigare passionatamente e poi fare pace e chiedere scusa, per riuscire a stare comunque bene tra queste 4 mura e bastarci ancora.
Bastarsi, non è scontato, non è fortuna, è questione di attitudine, approccio e mentalità.
Ricordiamoci anche che noi genitori ci troviamo in una situazione eccezionale, siamo di fronte a una pandemia che non durerà per sempre, per cui cerchiamo di rimanere gentili con noi stessi e non pretendiamo d'essere sempre sul pezzo. Siamo umani e non siamo perfetti.
Vorrei, con questo post, condividere quello che mi ha aiutato a vivere serenamente (nei limiti del possibile!) il primo lungo lockdown e che mi aiuterà a uscire ancora più forte anche da quest'altro appena iniziato. 
Sono tanti piccoli consigli, alcune cose che probabilmente già fate ed altre alle quali magari non avevate pensato e che potrebbero tornavi utili o semplicemente farvi riflettere. 
Essere genitori è un'avventura incredibilmente complessa, difficile ed emozionante, divertente ed estenuante, basta affrontarla nel modo giusto e con gli strumenti giusti. Non molliamo mai e fatemi sapere se questi consigli vi sono tornati utili e se avete altro da suggerirmi.
Buona fortuna a noi!



Credo sia inevitabile, un po' per tutti, rendersi conto di quanto questa pandemia ci abbia tolto, ma allo stesso tempo non possiamo (e non è salutare) guardare solo quello che non abbiamo più e quello non possiamo più fare (per adesso!). Ricordiamoci che non sarà per sempre.
Cercare di guardare le piccole cose che abbiamo, i semplici gesti che ci fanno gioire, le piccole cose piacevoli che ci circondano, è un esercizio utilissimo da fare in famiglia. 
Ogni giorno provate a condividere con i vostri figli una o due cose divertenti, belle, positive che vi sono successe nella giornata e incoraggiateli a fare lo stesso. 

All'inizio vi sembrerà magari difficile, ma piano piano vi ritroverete a cercar nel dettaglio semplici cose belle e ad apprezzare anche i più piccoli particolari come: il buon piatto di pasta che ha cucinato babbo a pranzo, gli uccellini che stanno nidificando nella nostra quercia, la sveglia alle 6.00 nel silenzio della casa, la videochiamata con una buona amica, l'ora di gioco online con i compagni di classe, il bel film guardato tutti insieme, il sapore dolce della cioccolata calda a merenda e via dicendo. 
Potrebbe sembrarvi una cosa smielata e stupida, ma esercitare la gratitudine e rendersi conto della positività di piccoli gesti ed esperienze vi fa allontanare dai pensieri negativi, dalle paure ed è un balsamo per l'anima della famiglia.
Nel mio profilo instagram condivido spesso nelle mie stories la lista delle 10 cose di cui sono grata quotidianamente e piano piano sta diventando un esercizio che fanno in molti, quasi contagioso. Questo il template che potete usare anche voi e ricordatevi di taggarmi che vengo sempre volentieri a leggere le vostre liste.


Non iniziate subito con 10 cose, potrebbero essere davvero troppe se non l'avete mai fatto, ma cominciate con 1 o 2 e poi aumentate piano piano. 




In famiglie numerose come la nostra, la pianificazione e organizzazione sono fondamentali. Durante il lockdown ho indubbiamente migliorato la mia capacità di pianificare la spesa e i pasti, grazie anche all'opportunità di fare la spesa online settimanalmente e perdere meno tempo tra le corsie del supermercato (sono anni che faccio la spesa online, praticamente da quanto vivo in Inghilterra, ma è la prima volta che non metto fisicamente piede in un supermarket per così tanti mesi di fila).
Quando faccio la spesa cerco di pianificare nel dettaglio i pasti settimanali, in modo tale da acquistare solo il necessario evitando sprechi e non perder troppo tempo a stare a pensare a cosa cucinare ogni giorno.
Oltre alla pianificazione dei pasti cerchiamo di pianificare e strutturare le nostre giornate, in modo tale da non farci distrarre troppo dal fatto che "intanto siamo a casa e abbiamo tempo", perché tra scuola, lavoro, esercizio fisico, tempo per se stessi, le cose da fare durante la giornata sono davvero tante e per i nostri figli è importante mantenere una certa routine.
Queste sono più o meno le cose che faccio per tenermi organizzata: distribuisco i miei doveri casalinghi nei giorni della settimana, verifico con il marito qual'è il giorno in cui lui ha meno carico di lavoro in modo tale da fare le pulizie grosse insieme, ho messo in ordine ed organizzato gli ambienti di studio e di lavoro dei membri della famiglia insieme a loro (e loro si occupano di tenerli in ordine), cerchiamo di essere minimalisti (questo aiuta nel avere in giro per casa solo le cose che realmente ci servono), utilizzo un calendario in cucina in cui per ogni giorno c'è uno spazio per ogni componente della famiglia (in inglese si chiamano family calendar, qui #ad trovate uno dei più carini per bambini e dei più usati).




Sono un'accanita sostenitrice dell'importanza delle regole, nella vita in generale e in famiglia, ma sono anche consapevole di quanto sia controproducente dover sempre imporre regole ai bambini, soprattutto quando sono più di uno, si ribellano, non ascoltano o si stancano di stare dietro ai nostri "fai questo, fai quello, è ora di studiare, quando inizi a fare i compiti, devi lavarti i denti, hai fatto la doccia?" etc.
Molte maestre della scuola primaria dei miei figli, nel primo giorno di scuola in settembre, definiscono le regole della classe insieme ai bambini, parlandone e confrontandosi. Piano piano stilano un bella lista di regole della classe, che viene appesa alla parete e che viene rispettata dai bambini, proprio perché fatte da loro (ovviamente con eccezioni, se no sarebbe troppo facile avere 30 alunni obbedienti e ligi alle regole!). 
Ho applicato questo metodo in famiglia e durante questi lockdown ha funzionato. 
Il giorno prima dell'inizio dell'ennesimo remote learning, abbiamo parlato insieme delle nostre regole e degli orari da rispettare. Sono stati i ragazzi a scegliere, per esempio, quali sono gli orari in cui possono giocare ai videogiochi, accordandoci che dalle 9 del mattino alle 3 del pomeriggio sono vietati. Hanno deciso loro quell'orario dopo esserci confrontati sui ritmi che avranno durante la giornata, sulle lezioni che devono seguire etc. Insomma l'essere stati loro a decidere da soli le regole fa sentire queste regole meno pesanti, meno imposte e più facilmente rispettabili.
Dal mio punto di vista, mi evita di star sempre a fare il gendarme a ricordare cosa si può fare e cosa no e la vita da genitore mi risulta più semplice.




Sapere che non bisogna uscire di casa alle 8.00 per portare i ragazzi a scuola, che non dobbiamo alzarci per forza alle 7.00, che non ci sono attività a cui portarli nel pomeriggio, che non ci sono impegni particolari da rispettare, porta sicuramente a un rilassamento e a un po' di menefreghismo nei confronti della tanto utile routine.
Come genitore, sono sempre stata molto rigida con gli orari, per esempio quello in cui i miei figli vanno a dormire (tranne alcune eccezioni, ovviamente, che sono sempre ben gradite e apprezzate!). 
Continuo ad essere rigida anche durante il lockdown, soprattutto nei giorni della settimana, quelli di scuola diciamo, in cui i miei figli devono comunque alzarsi prima delle 8.00, togliersi il pigiama, prepararsi come se dovessero davvero andare a scuola (tranne il fatto che non indossano la divisa!) e andare a dormire comunque presto. 
Il fatto che i nostri figli vadano a letto presto la sera, permette a noi genitori di ritagliarci dei momenti di coppia, indispensabili per la nostra salute mentale ed emotiva.
Anche gli orari del pranzo e della cena sono abbastanza regolari e spesso vengono concordati da tutti noi la mattina stessa, in base agli impegni scolastici (lezioni online più lunghe, magari, o carico di lavoro che li porta a essere presi oltre il tempo normale) e agli impegni lavorativi di mio marito in termini di conference call. Il sapere a che ora si pranza e si cena mi salva anche dal continuo "quando mangiamo mamma?" e dal vedermeli arrivare in cucina alla ricerca di snacks.
I weekend rimangono liberi dalla routine e sono i due giorni in cui i ragazzi vanno a letto più tardi, non lavoriamo, guardiamo più televisione e mangiamo quando ci pare. In questo modo i fine settimana sembrano più belli e speciali!




Questa pratica potrebbe sembrare un po' un controsenso, visto che passiamo già tantissimo tempo insieme, ma vi assicuro che non lo è. 
Svincolarsi dalla routine e creare dei momenti di svago, per tutti e 5, è per noi fondamentale. Può essere un gioco di società divertente per esempio. 
Tra i regali di Natale che hanno ricevuto i miei figli c'è stato un bellissimo gioco in scatola che non conoscevo e che amiamo tantissimo, si chiama Dixit, dateci un'occhiata, vi assicuro che non ve ne pentirete (lo trovate qui #ad). 
Poi abbiamo i famosi Risiko e Cluedo, che vanno sempre di moda, il gioco in scatola inglese Game of Life e il tradizionale Monopoli (#ad). Questi sono i giochi di società con i quali i miei figli, in età pre-adolescenziale e adolescenziale, amano giocare insieme a noi.
Un altro momento di svago insieme può essere guadare un bel film divertente o fare un'attività all'aria aperta (nei limiti del possibile in base a quello che ogni lockdown permette). Qui in Inghilterra l'attività all'aria aperta è consentita una volta al giorno, per cui capita che usciamo tutti insieme, magari con il pallone da calcio, le racchette da tennis o le mazze da baseball e ci piazziamo nel grande parco vicino a casa per giocare.




Cercare di essere costanti nel creare dei momenti per se stessi è importantissimo, per il benessere di noi genitori, partendo dal presupposto che per reggere il peso di questo periodo e della famiglia, dobbiamo pensare anche a noi. 
Io ho iniziato ad alzarmi molto presto durante il lockdown (prima delle 6.00) ed ora è diventata un'abitudine. Questo mi permette di avere un paio d'ore di solitudine, per me, in cui poter lavorare ai miei progetti senza essere interrotta, fare attività fisica in pace o semplicemente bere un caffè da sola prima che tutti si alzino.
Nella coppia è molto importante aiutarsi in questo, agevolandosi l'un l'altro per avere ciascuno un po' di tempo per se stessi.




In un momento storico difficile come questo, in cui i nostri figli sono stati travolti in una realtà che li ha privati di molti punti fermi, è essenziale per noi genitori tenere alta la comunicazione con loro per sostenerli, capirli e aiutarli. 
Uno degli strumenti che noi utilizziamo è il circle time (ne avevo parlato dettagliatamente in questo post). 
Fondamentalmente ci ritagliamo un momento della giornata (nel nostro caso, la sera, prima che i bambini vadano a letto, sul lettone) in cui, uno alla volta, diciamo cosa è andato bene o male durante la giornata, parliamo delle nostre preoccupazioni, dubbi e perplessità, insomma liberiamo le nostre emozioni. 
Ecco, non crediate che sia una cosa facile e non pensiate che noi 5, serenamente e con facilità, stiamo ad aprirci sempre l'uno all'altro. C'è chi in famiglia non dice mai niente, ma va bene lo stesso; c'è chi parla troppo, c'è chi ascolta con attenzione, c'è chi ride e scherza, c'è chi fa domande importanti, ma va bene lo stesso.
Insomma l'importante è provarci, l'importante è far vedere ai nostri figli che ci siamo, che siamo lì per ascoltare e, allo stesso tempo, per aprirci a loro, per condividere con loro le nostre emozioni, ricordandoci sempre che è con il buon esempio che i nostri figli imparano ed è perseverando, con coerenza, che si ottengono risultati.
Essere onesti con i proprio figli e fargli sapere quando ci sentiamo sopraffatti dal peso delle responsabilità e della situazione, permette di incoraggiarli a fare lo stesso, a condividere le loro emozioni e frustrazioni. Diamogli tempo per questo e non forziamoli, il circle time deve essere un piacere, non un'agonia.




In tempi normali facevamo tutti più movimento, questo è fuori discussione. Le regole del lockdown, qui in Inghilterra, permettono di uscire per fare attività fisica una volta al giorno, cosa che, se non fosse per il tempo atmosferico terribile di queste settimane e per il fatto che ci sia ancora tanta, troppa,  gente in giro, abbiamo fatto poco ultimamente.
Cerchiamo quindi di ritagliarci degli spazi per fare esercizio fisico in casa. 
Uno dei miei figli ha scaricato una App per fare workout e circa tutti i giorni fa i suoi esercizi. 
Un altro ha voluto come regalo per il suo compleanno il Ring Fit (#ad) per la Nintendo Switch e almeno 3 volte a settimana ci gioca, unendo così esercizio a divertimento. 
La piccola di casa fa lezioni di danza online con la scuola di danza che frequento anche io e qualche volta facciamo insieme dei workout usando la app gratuita che ho installato nel mio cellulare (ultimamente sto usando "Lose Weight App for Women - Workout at Home" che propone un'ampia varietà di esercizi mirati, molti dei quali per principianti) oppure balliamo insieme con Just Dance della WiiU o da YouTube.
Sappiamo bene che non è la stessa cosa che uscire per fare allenamento con gli amici o incontrarsi alla scuola di danza con altre persone dal vivo, ma non abbiamo molte alternative ed è importante trovare il modo di muoversi anche in questa situazione, anche se per pochi minuti al giorno, magari facendo brevi esercizi nei piccoli ritagli di tempo che riusciamo a concederci. 




Abbiamo l'immensa fortuna d'essere in un'era in cui gli strumenti per tenerci in contatto con le persone care a distanza non mancano. Tra le videochiamate e messaggi whatsapp, le email, Skype e ultimamente Zoom e HousePArty, abbiamo l'imbarazzo della scelta. 
Non abbiate paura a pianificare un caffè virtuale con un'amica, un incontro in zoom per fare due chiacchiere e distrarsi dal casino che ci circonda. Ritrovarsi in un momento di "normalità", chiacchierare tra amici, ridere, parlare d'altro non ci farà altro che bene. 
Aiutate i vostri figli a fare lo stesso e pianificate voi qualche chiamata con i loro amichetti, se loro sono ancora troppo piccoli per farlo oppure un'oretta di giochi via zoom pianificati per loro.
Sappiamo bene che sarebbe meglio vedersi dal vivo e che non è certo la stessa cosa comunicare tramite uno schermo, ma in questo momento dobbiamo accontentarci di quello che possiamo fare e delle opportunità che la tecnologia ci può dare.




Sono mesi e mesi che anche i bambini vengono bombardati di notizie sul virus, sulla pandemia, sul lockdown, ed alcuni di loro possono essere spaventati (e non sempre ce lo fanno notare!). 
In una situazione del genere, diventa importante trovare il tempo e il modo di parlare chiaramente ai nostri figli, ovviamente usando terminologia e modi adeguati alla loro età. Per un bambino piccolo basteranno poche informazioni, ma chiare e precise (in questo le scuole dei miei figli sono state molto brave nel fornire materiale da leggere e condividere con i bambini riguardante il virus e la pandemia), per evitare che la loro fantasia spazi in mondi infiniti. Sia i piccoli che i grandi, avranno sicuramente delle domande alle quali è importante rispondere in maniera onesta e semplice.
Con i figli più grandi sarà possibile avere dialoghi più approfonditi sull'argomento e magari saranno loro stessi a stupirvi con fatti e informazioni reperite a scuola o online (verificate sempre le fonti che hanno utilizzato). Se non vi trovate d'accordo su un determinato punto, cercate insieme la fonte e discutetene serenamente, senza dare per scontato che il genitore ha sempre ragione, questo vi eviterà un bello scontro, soprattutto se avere a che fare con degli adolescenti.




In inglese mi verrebbe anche da dire "take it easy", un'espressione molto usata qui che indica una sorta di "stai calmo, prenditi il tuo tempo e non fare troppo"
So che probabilmente noi genitori siamo sovraccaricati di doveri, ma da qualche parte dobbiamo pur mollare, per uscire sani di mente da questa situazione. Dal mio punto di vista, se per una sera mangiamo qualcosa di pronto o di scaldato, va bene lo stesso, se la casa non è splendente e pulita va bene lo stesso, se non ho concluso i miei compiti e doveri giornalieri pazienza, ci ripenso domani.
Cerco di non pretendere troppo da me stessa ed essere realista. Sto lavorando a un progetto impegnativo (il mio secondo e terzo libro della serie Vivere in Inghilterra-Guide pratiche di MammaFarAndAway che dovrebbero uscire tra qualche mese) e cerco di pormi degli obiettivi giornalieri che siano raggiungibili. 
E' inutile che decida di scrivere due capitoli domani, se so che intanto i ragazzi avranno bisogno di me per il remote learning o che due ore della giornata mi partiranno per le faccende domestiche; devo rimanere con i piedi per terra, se no ogni sera mi sentirò uno straccio al pensiero di non aver fatto quello che mi ero ripromessa di fare. Non tutti i giorni possono essere giorni buoni e produttivi per me, lo devo accettare e volermi bene anche per questo.




Noi per primi abbiamo una casa piccola, i ragazzi condividono la camera da letto, il soggiorno è insieme alla sala da pranzo, insomma per noi 5 può essere difficile trovare il proprio spazio fisico in cui isolarsi. Abbiamo tutti bisogno di quel momento in cui nessuno è intorno, quel momento in cui magari vogliamo fare una telefonata privata con un'amica o i ragazzi vogliono fare una chiamata zoom con i loro compagni, insomma cambiare "aria" nei limiti del possibile. 
Accordatevi con gli altri membri della famiglia, soprattutto tra coloro che condividono la stanza e, se la cosa è difficile, create un timetable in cui segnare a chi tocca quale stanza, a che ora e per quanto tempo. Createlo insieme, mettendovi d'accordo e non imponetelo voi, in questo periodo in cui ci sono parecchie cose imposte, meglio evitare di crearne altre. Il mettersi d'accordo insieme, il decidere le regole insieme, fa assumere un peso diverso alle regole stesse. 




Distribuire piccoli compiti casalinghi a tutti i membri della famiglia può essere d'aiuto per noi genitori e per i bambini può essere un modo per responsabilizzarli. 
Non dobbiamo avere paura nel chiedere aiuto, se il carico dei nostri compiti domestici è troppo elevato. Anche in questo caso i compiti possono essere decisi insieme ai propri figli, ognuno può scegliere quale assegnarsi da solo e decidere insieme i giorni in cui quei compiti casalinghi devono essere svolti. 
Ovviamente le faccende casalinghe assegnate devono essere appropriate all'età di ciascuno figlio.
Stare chiusi in casa, in 5, non può gravare solo su un genitore in termini di compiti domestici. Soprattutto noi donne dobbiamo imparare a delegare, a lasciar fare le cose agli altri, a modo loro, senza pretendere sempre che siano fatte a modo nostro!
Una cosa che aiuta è avere visivamente chiaro cosa c'è da fare e chi deve farlo, soprattutto per i bambini più piccoli. Create una tabella per la famiglia, qui trovate un esempio in inglese che può essere riprodotto in italiano.
Se cercate su google "compiti domestici età bambini" troverete tantissime tabelle con idee e spunti su quali tipi di attività domestiche far svolgere ai vostri figli in base all'età.




Arriva il punto in cui ascoltare le news non serve davvero più, soprattutto per la nostra salute mentale. 
Arriva il momento in cui le foto patinate di famiglie perfette su Instagram creano più sconforto che piacere, perché magari stiamo impazzendo tra le mura di casa con i nostri figli.
Arriva il momento in cui realizziamo che le cavolate che ci appaiono su Facebook ci fanno perdere tempo. 
Nulla ci vieta di disconnetterci, anzi, non ci fa altro che bene. Evitare di leggere le news al mattino e di sera aiuta a farci star meglio. Se proprio non potete fare a meno di tenervi informati su cosa accade del mondo, decidete un orario e quello sarà dedicato alla lettura delle news o per guardare il telegiornale, ma una volta al giorno, non di più.




In una situazione d'emergenza come questa è ancora più importante per noi genitori non fare paragoni con gli altri. 
Concetto legato un po' al punto precedente, alla disconnessione, proprio perché spesso è tramite i social media che ci troviamo a paragonarci ad altri genitori, in base a quello che postano, e sentirci magari da meno, non altrettanto bravi o non altrettanto felici (non è facile ricordarci che tra noi e loro c'è la "lente dei social media" e non sempre è quello che sembra).
Ricordiamoci a noi stessi che stiamo cercando di fare del nostro meglio per i nostri figli e rimaniamo focalizzati sui nostri successi e non sui nostri piccoli fallimenti.




Mai come adesso è importante gratificare noi stessi ed i nostri figli, anche per i piccoli traguardi quotidiani: la lezione seguita con impegno, un compito fatto bene, lo sforzo fatto per aiutare in casa etc. 
Diciamogli spesso che siamo fieri di loro e che sappiamo quanto questo momento sia difficile e complesso e che li ringraziamo per la resilienza che stanno dimostrando.
Nella nostra famiglia vige la regola che i regali vengono fatti solo per Natale e per i compleanni, ma è stato durante il primo lockdown che non abbiamo rispettato questa regola ed ci è capitato d'essere un po' più flessibili accontentando alcune piccole loro richieste.
Mi viene da ridere al pensiero che qualche giorno fa uno dei miei figli mi ha chiesto se riceveranno il regalo da lockdown!

Forse un grosso regalo di fine lockdown spetterebbe a noi genitori!
Un abbraccio grande
Fabiana x


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